Amarti ancora?

Ti penso ancora e mi sono chiesto
perché mai dovrei da te tornare.
Lo faccio in questo freddo giorno,
uguale a quello di un anno fa.
Lo stesso freddo, la stessa pioggia,
gocce che si mischiarono a quelle
del mio pianto silenzioso.
Mi sono chiesto se avrebbe senso
dirti che ancora ti amo e dubitare
dopo un anno della mia sincerità.
Mi sono chiesto quanti ti hanno
nel frattempo amato.
Se anche ad uno o cento il tuo basta
avrai sbattuto in viso senza curarti
del dolore di un amore che come
il mio uccidesti nel suo volo.
Domande che hanno il suono ovattato
del traffico di questa città sotto
la pioggia.
Domande che il tergicristallo allontana
perché io possa vedere la via che
mi conduce sotto al tuo portone.
Percorso che conosco ancora e ricordo
metro per metro,ricordo per ricordo,
in loro la mia incertezza, i miei perché.
Non scenderò… oppure lo farò,
tu, dietro il vetro su cui la pioggia
disegna incerti percorsi che si perdono
in altri ugualmente incerti.
Aspetti che io alla tua porta suoni
o infili la chiave che nel fiume gettai
insieme al tuo addio, ai nostri giorni
improvvisamente inutili.
L’ultima domanda la pongo al mio cuore,
a lui chiedo se vale la pena salire
e ricominciare una storia finita.

Claudio Pompi

Gli aironi

Ed ora che ti aiuto a salire
sei piccina, schiacciata
come certe lattughe alla tempesta.
Vicina al finestrino, che sembri un aviatore
con le sue grandi ali d’ingegno e cartapesta.
Non fosse che hai diviso due mari con le mani
e attraversato strade di traffico alle nove;
potrei paragonarti agli aironi di Milano
che scappano impauriti
da tutto quel fracasso, per dileguarsi
in mezzo a una storia sempre uguale.

Massimo Botturi

Shopping a Roma

Le persiane chiuse affondano le teste
nel silenzio d’una città di coristi stonati

tra i fari accesi e clacson impazienti
sotto la pioggia, il serpente di macchine
che ingoia le strade, nel traffico di smog

un ombrello di uccelli viaggiatori invadono
il cielo di Roma e delineano
sopra gli antichi palazzi l’Impero di Cesare

che fu , mentre ai suoi piedi, l’indifferenza
mette in mostra le vetrine dalle luci –copie
venute male e le scarpe nuove come souvenir

Avranno una nuova impronta di neve
lasciata sull’ asfalto bagnato, i miei passi.

Anileda Xeka

Traffico silente

Però il traffico che c’è nei tuoi pensieri
come scorre veloce verso i miei
le tue mani verso me
sono la fine medicina dei miei mali
i tuoi occhi su di me
sono raggi di sole per il mio cuore
e la tua bocca sulla mia
è aria alla mia vita
la mia mente si dilegua e sogna nella tua
quando sto fermo nel tuo traffico silente.

Enrico Tartagni

Published in: on maggio 1, 2011 at 06:54  Comments (2)  
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Dove sei…?


Dove sei
i miei occhi non riconoscono i tuoi colori
le mie mani un tempo prensili
ora sono di neve,
dove sei
sopra la mia vita c’è il sole
ma non riscalda non illumina
sembra la predica di un prete
la domenica,
buona per pochi minuti di devozione
e poi di nuovo fuori
nell’abisso dell’orrore,
insieme a gente che si mette in fila con me
regge sulle spalle la fatica
che rinnova la sua, gente che sale
e scende scale e sbaglia stazione
e mette le mani dove vuole
e non si commuove
e non mi commuove
e tu dove sei.
Io ho orecchie che sentono falsi suoni
mi invitano a feste ma non ho più compleanni,
se ti muovi a scatti è difficile che ti prenda,
se mi mandi fiori è possibile che non ne sappia i nomi,
dove sei.
Guardo sempre sulle fermate dei Bus
di auto tue non ne servono al traffico
al brusio delle api
davamo più ascolto
ma era altro tempo,
era altra vita, adesso mi scrivo i discorsi da farti
e sbaglio tutte le parole,
forse per quello che vorrei dirti nemmeno esistono
ma almeno chiederti, dove sei?

Maria Attanasio

Fumo


Circondato dai volti
che hai imparato
ad accettare,
perché ti era insopportabile
il silenzio
pieno dei tuoi pensieri urlanti;
sepolto dal mondo,
dal traffico, dalle luci
dei negozi e delle case.
Sono ricominciate
le pubblicità delle feste
nell’aria che odora di fumo
e di freddo,
un altro Natale
senza senso
per celare sotto il tappeto
la polvere del dolore
del mondo che gira,
del mare che cresce,
del vento che soffia
nonostante tutto,
incurante di te
che non ti curi di niente.

Gian Luca Sechi

Ciao mamma, come stai?


Che traffico a venire qui!
Il Raccordo non si sopporta più
e la Flaminia, poi, che strazio!
Meno male che lungo il tragitto
penso a te, a me, a noi…
Il buffo sai qual è?
Il buffo è che mi parlo da solo:
– Oggi le dirò un sacco di cose
così lei sarà contenta –
Invece, giunto alla tua foto,
so solo dirti:
– Ciao mamma, come stai? –
Avrai di sicuro compreso il perché
non vengo mai il 2 di novembre…
Vero?

Aurelio Zucchi

Published in: on settembre 26, 2010 at 07:02  Comments (4)  
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Traffico


O vespista sveltissima
passasti accanto al vate
e senza riflessione
con mosse scriteriate
ciàffete dentro al fango
le brache inzaccherate
mi riducesti ahimè: e andasti via!
Ti assolsi e poi… mesto in lavanderia!

Sandro Sermenghi

Published in: on aprile 13, 2010 at 07:31  Comments (6)  
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Anima

Anima
ti sembran tempi per parlar dell’anima?
Non ci sono più diavoli,
che la richiedono
preferiscono i titoli
è fuori moda l’anima.

Anima
se ti duole l’anima
non servono antibiotici
i medici si arrendono
non ci sono meccanici
non si ripara l’anima.

E ci sono paesi
di poche anime
e ci sono città
di milioni di anime
ma non si vedono
si vede solo il traffico
e le file ai semafori
è solitaria l’anima.
Anima
io l’ho vista una volta la mia anima
mi era uscita di bocca
come il fumo di un sigaro
mi ha chiesto se ero
stanco di vivere
ho detto: sì
ma vorrei insistere
e con un gemito
tornò al posto solito
è paziente l’anima.

Anima
ci sono belle anime
in corpi ridicoli
e fotomodelle
con anime orribili
e fanghiglia d’anima
dentro molti politici
è nascosta l’anima.

E ci sono villaggi
di poche anime
e ci sono paesi
di milioni di anime
e quando muoiono
e in cielo salgono
è un grande spettacolo
un ingorgo cosmico
e i giornali commentano
centomila vittime
ma erano anime inutili
di lontani popoli
mesopotamici
e si piange un attimo
poi ci si lava l’anima
e si dimentica.

STEFANO BENNI (da “Ballate”)

In memoria della catastrofe in Birmania e di tutte le altre non documentate e spesso dimenticate.