Il velo di Maya

 
Bambini che anelan carezze da mani
e dietro un cespuglio già s’amano amanti,
e migrano stormi in paesi lontani
.
Convegni d’amore con scambi agognati,
con teneri frasi e poi giuramenti,
s’esalta il futuro nei loro disegni.
.
Ma offuscan la vista quei fili sottili,
inganna la mente volerli passare.
Se brami  stracciarli, incollan le mani.
.
Un’ultima fiamma consuma candela,
riporta alla mente un tempo insicuro,
già fatto d’inganni, d’amare illusioni.
.
Così per quel velo il ver si confonde
ed Arthur sprofonda nel suo pessimismo.
Col dubbio t’avvolge la trama d’oriente.

Piero Colonna Romano

Fingere d’amarmi

E sto…
nascosta
tra gli anfratti di pareti
rinfrescate
per pallide occasioni,
certe annate.
Trama sottile a reggere il mio peso
mentre avanzo in tessuto
di penombre, tra gli spigoli
che vogliono rubarmi...
e poi dondolo tra le tue parole
protesa in un abbraccio
anche virtuale;
e tu fingere d’amarmi.

Beatrice Zanini

Published in: on gennaio 16, 2012 at 07:05  Comments (5)  
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Anch’io ho paura

Aspetto l’ora giusta.
Persisto nel distanziare morte,
accetto i pegni che son da pagare
in un percorso avido di prove.

Dimmi, intanto, che sembianze hai
se sei da immaginare mia coscienza,
se è soltanto sciocca confusione
vedere in te la cara madre mia.

O forse tu sei me, piccolo uomo,
quando lanciai la prima sfida
a fare carne di quei primi sogni
dove spiare la trama del romanzo.

A sera, nei momenti che mi avvito
alla ricerca dell’angolo migliore,
ti parlo, angelo mio, e poi t’invoco
per essere sicuro che ci sei.

Intanto che decidi di mostrarti,
del tuo respiro fammi un cenno,
disegna là sulla parete azzurra
gabbiani che sorridano di me.

Ti prego, non contare troppo
sulla promessa che mi sono fatto
di coltivare vita più che posso
perché del non morir m’illuda.

D’accordo, continuo a guardar le stelle,
nel cuore incastro flussi di marea,
ma rassicurami, fa’ presto!
Anch’io ho paura!

Aurelio Zucchi

Inverno

 

Stasera la luna
veste celeste
in trama di neve.

Tinti Baldini

Published in: on luglio 22, 2010 at 07:43  Comments (9)  
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Giardino verticale


Giardino verticale, dove l’edera s’ avvince come una traccia sul muro
ecco… il mio paesaggio dorato
spazio di silenzio lui
miracolato condonato
cinge nel suo recinto i miei occhi lacustri,
semplice steccato di passione
erbario magico
s’inerpica da radici interne
volontà, sboccia dal fondo irrigata
incalza agli alti strati delle stelle alpine
il mio giardino… ecco, ora s’innalza alla perseveranza
nuova fibrillazione maturata
una sospesa trama di materia fiorita spuntata;
il dolore, con aiuole spinate di viole sta
sui – non ti scordar di me- in devozione
amore, sfarfalla tra le giunchiglie
sul ramo di una carezza stupisce
immortale, nella sua bellezza rapisce.

Aurelia Tieghi