Giorno di trebbiatura

Nel giorno di sole e d’aria sbarazzina
la polverosa pula svolazzante
entra negli occhi, e in quel preciso istante
escon le lacrime, e il pugno li strofina.

E torna, così, e soltanto, resta, il bello
d’una giornata che è la grande festa
che alla fatica, dà…ma non l’arresta,
che già aspetta, la cantina, il vin novello.

Canta il motore della trebbia, e il forcone
balla, e suda, il contadino, felice
e pe’ogni chicco in cuor suo benedice
il cielo, mentre s’ingrossa ogni covone.

Sull’aia gioiosa vengono a portare
il desinar, le donne, ai contadini
come la chioccia fa coi suoi pulcini,
col vino buono, che aiuta a sopportare…

Più tardi incomincia a uscire dal camino,
un buon profumo – e a spandersi d’intorno –
dell’arrosto umettato co’olio e vino
(lo starnazzo è più fioco), dell’oca al forno.

S’accende, più tardi, il luccichio di stelle,
e in mezzo al silenzioso tramestio,
ci sta chi cerca di vederci Dio
per ringraziarlo di tante cose belle.

Armando Bettozzi

La cicala di novembre

Un frinire…

il sole che brucia ha rivoltato i suoi raggi

resiste l’umido nel cuore

dove cammino

e sono nuvola di nebbia…

Confuso al tramestio dei passi tra le foglie

il caldo dimenticato qui dalla sfinita estate

mi mette nelle mani l’infinito canto malinconico

della sua ultima cicala di novembre…

poi morire…

Enrico Tartagni

Published in: on novembre 14, 2011 at 07:31  Comments (3)  
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Finestra

Oltre il campo visivo
e il tramestio di voci e di stoviglie
nella stanza di maggio
la bellezza
spalanca la sua luce

da distanze incolmabili che il tempo
fa generare spazio
i sognatori
cavalcano ippogrifi tra le nuvole

noi qui scrutiamo il cielo
affacciati alle ansie del mattino

Cristina Bove