Ora che sono qua

 
E’ tutto più chiaro ora che sono qua
posso vedere quei volti
sentirne i suoni le voci
comprendere le intenzioni
le aspirazioni gli scopi
 .
di genti di persone
di uomini donne bambini
vecchi che vicini al tramonto
scartano i loro ricordi
come caramelle golose
che perdute hanno l’aroma
 .
è tutto più chiaro ora che sono qua
in quell’umano cammino
ritrovo il senso dell’infinito
 .
in tutte le forme in tutte le proiezioni
che la vita esprime per la vita
 .
è tutto più chiaro da qua

Il Passero

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La voce della vita

Ho udito una voce
che tra le fronde sussurrava
e dalle nuvole e dal cielo usciva
e dall’acqua gorgogliava.

Ho visto quella voce
negli occhi spalancati di un neonato
nel primo filo d’erba su di un prato
nella timida gemma su quel ramo.

Ho respirato quella voce
nell’aria tersa del mattino
nel pulviscolo d’oro del tramonto
nella salsedine del mare.

Era lei…
era la vita che mi chiamava.

Sandra Greggio

Published in: on luglio 10, 2012 at 07:11  Comments (16)  
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Tramonto autunnale

I pensieri vanno e vengono
come nuvole gonfie e nere
nel cielo pallido e grigiastro
di questo giorno dicembrino.
Raggi di luce rosa
saettano come strali,
e vibranti salutano
i monti austeri
e l’amico mare.
Il sole sembra divertirsi:
si nasconde dietro una vermiglia
nube carica di pioggia.
I pensieri vanno e vengono
con il vento di libeccio
che s’aggira virulento
tra le siepi e le piante;
schizza gocce irrequiete
d’acqua tiepida
su terrazze, finestre e strade.
I pensieri vanno e vengono
tra i celesti lontani squarci
che combattono con le nuvole
e si beano di rosea luce.
La sera scende a poco a poco
tra bagliori che si spengono
ed ombre che s’accendono.
I pensieri vanno e vengono
nella solitudine mia serena,
nella pace della mia sera.

Nino Silenzi

Colloquio con mia madre

Dolore segreto
.
T’ho vista piangere
di nascosto,
mentre il sole di novembre
si posava stanco
sui tuoi capelli bianchi
e gli anni fuggivano tumultuosi
verso il tramonto della vita.
.
Doni
.
Tu hai seminato in me
soltanto cose buone,
prime fra tutte
l’allegria e la mitezza.
Quando sei morta,
è fiorita
anche l’accettazione del dolore
e della morte.

.
Nino Silenzi

Published in: on giugno 16, 2012 at 07:26  Comments (4)  
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Dimmi ti amo

 
 
Dimmi ti amo,
io che quasi non so più dirlo.
 
Dimmi ti amo,
perché questa casa, per una volta,
non me lo ricorda
 
perché l’ultimo tramonto
sembra un viaggio narrato
 
perchè “ti amo”
è qualcosa di immenso
in questo silenzio
che vibra così
 
dimmi ti amo
e giuro
che avrò contato piano
tutte le rondini

Antonio Blunda

Published in: on giugno 15, 2012 at 07:27  Comments (7)  
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Mourir d’aimer

Les parois de ma vie sont lisses
Je m’y accroche mais je glisse
Lentement vers ma destinée
Mourir d’aimer

Tandis que le monde me juge
Je ne vois pour moi qu’un refuge
Toute issue m’étant condamnée
Mourir d’aimer

Mourir d’aimer
De plein gré s’enfoncer dans la nuit
Payer l’amour au prix de sa vie
Pécher contre le corps mais non contre l’esprit

Laissons le monde à ses problèmes
Les gens haineux face à eux-mêmes
Avec leurs petites idées

Mourir d’aimer

Puisque notre amour ne peut vivre
Mieux vaut en refermer le livre
Et plutôt que de le brûler
Mourir d’aimer

Partir en redressant la tête
Sortir vainqueur d’une défaite
Renverser toutes les données
Mourir d’aimer

Mourir d’aimer
Comme on le peut de n’importe quoi
Abandonner tout derrière soi
Pour n’emporter que ce qui fut nous, qui fut toi

Tu es le printemps, moi l’automne
Ton cœur se prend, le mien se donne
Et ma route est déjà tracée
Mourir d’aimer
Mourir d’aimer
Mourir d’aimer

§

MORIR D’AMORE

Sento sfuggir dalle mie dita
Ogni appiglio della vita
E so già quel che aspetta me:
Morir d’amore.
Visto che il mondo mi accusa
Ogni altra via resta chiusa
Non saprai quando me ne andrò:
Morir d’amore.

Morir d’amore, il mio unico giorno con te
Pagarlo al prezzo piu’ alto che c’è
Ma chi mi capirà non mi condannerà.
La gente è piena di problemi
Piccole idee, soliti schemi
Entro cui non entrerò:
Morir d’amore.

Per amare te fino in fondo
Possa dire basta al mondo,
E sarà logico per me
Morir d’amore.
Ormai sui miei pensieri è scesa
La rabbia triste della resa
Ma non so rinunciare a te:
Morir d’amore.

Morir d’amore,
Andar via senza tanti perché
Dove posso portare con me
Solo ciò che eravamo noi due
Che eri tu…
Non ci sarà un altro incontro
Tu eri l’alba ed io il tramonto
Me ne andrò rimpiangendo te:
Morir d’amore
Morir d’amore
Morir d’amore

CHARLES AZNAVOUR

(testo italiano di Giorgio Calabrese)

Preghiera

 
Disperato
in un tramonto
rosso dell’ira del mondo,
mi son seduto a pregare
un dio assente
o almeno lontano da me
polvere
di un antico dolore
di un cruento sognare.

Maria Attanasio

Published in: on giugno 10, 2012 at 07:02  Comments (4)  
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Possibilità

Se è primavera uccidimi.

Se è albero dammi le sue radici.

Se è un tramonto concedimi anche domani.

Maria Attanasio

Published in: on maggio 28, 2012 at 06:55  Comments (4)  
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El pueblo unido

El pueblo unido jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido!
De pie, cantar que vamos a triunfar.
Avanzan ya banderas de unidad,
y tu vendrás marchando junto a mí
y así verás tu canto y tu bandera
al florecer la luz de un rojo amanecer
anuncia ya la vida que vendrá.

De pie, marciar,
que el pueblo va a triunfar.
Será mejor la vida que vendrá
a conquistar nuestra felicidad
y en un clamor mil voces de combate
se alzarán, dirán,
canción de libertad,
con decisión la patria vencerá.

Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando: ¡Adelante!
El pueblo unido jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido!

La patria está forjando la unidad.
De norte a sur se movilizará,
desde el salar ardiente y mineral
al bosque austral,
unidos en la lucha y el trabajo irán
la patria cubrirán.
Su paso ya anuncia el porvenir.

De pie cantar que el pueblo va a triunfar
millones ya imponen la verdad.
De acero son, ardiente batallón.
Sus manos van, llevando la justicia
y la razón, mujer,
con fuego y con valor,
ya estas aquí junto al trabajador.

Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando: ¡Adelante!
El pueblo unido jamás será vencido,
El pueblo unido jamás será vencido!

§

Il popolo unito, non sarà mai vinto
Il popolo unito, non sarà mai vinto

In piedi, cantare
che trionferemo.
Già avanzano
Bandiere di unità.
E tu verrai
camminando con me
e così vedrai
prosperare il tuo canto e la tua bandiera.
La luce
di un tramonto rosso
già annuncia
la vita che verrà.

In piedi, combattere
il popolo trionferà.
Sarà migliore
la vita che verrà
a conquistare
la nostra felicità
e in un lamento
mille voci di lotta si alzeranno,
diranno
canzone di libertà,
con decisione
la patria vincerà

E ora il popolo
che si alza nella lotta
con voce da gigante
urlando: avanti!

Il popolo unito, non sarà mai vinto
Il popolo unito, non sarà mai vinto

La patria sta
forgiando l’unità
da nord a sud
si muoverà
dal salare
ardente e minerale
al bosco australe
uniti nella lotta e nel lavoro
andranno,
percorreranno la patria
il loro passo già
annuncia il futuro.

In piedi, cantare
il popolo trionferà.
A milioni
impongono la verità,
sono uno squadrone
di acciaio ardente,
le loro mani
porteranno la giustizia e la ragione
Donna,
con fuoco e con valore,
sei qui
insieme al lavoratore.

E ora il popolo
che si alza nella lotta
con voce da gigante
urlando: avanti!

Il popolo unito, non sarà mai vinto
Il popolo unito, non sarà mai vinto

SERGIO ORTEGA ALVARADO

Africa

L’onda dell’Atlantico lambisce
fino a perdita d’occhio la costiera,
il bianco della schiuma si intromette
tra palmeti che affollano la sabbia
gioca a sollevare qualche tronco
caduto, e ceppi morti
nuotano, scolpite due ragazze
coi seni nudi
coltivano nei passi l’eleganza
e bambini mostrano il sorriso
di denti bianchi
sullo sfondo nero
e gli occhi dolci
danno un canto al cuore.
Le lavandaie stanche di lavoro
su gusci di barche
fanno ritorno
a villaggio di case
coi tetti di paglia come nidi,
liete di stare insieme
si stringono,
in placido tripudio
si fondono
tramonto, verde, incanto.
Al centro dello spiazzo la magione
dell’anziano capo
sfoggia eleganza
in disegni scolpiti sulla soglia…
Ora si accende l’aria di colori,
suona tam tam di rulli e di tamburi
si ravviva il villaggio,
si illumina di danza
canto
giochi…
corpi sereni docili
al pennello degli occhi
danno l’acquarello dell’artista…
Africa
forza selvaggia,
fuoco di raggi accende
arsura, siccità…
pioggia che scroscia
inonda la savana
zebre giraffe antilopi elefanti,
saltano le gazzelle
sotto le grinfie acute di felini,
nelle radure corrono gli struzzi…
cascano l’acque
di imponenti rivi
estasi di fragore…
ma qualche automobile s’affaccia
sporca di fumo
la melodia selvaggia
e ludibrio si spande
a macchia d’olio
di ferro, di cemento
rompe l’incanto
il verso non selvaggio,
prepotente
della globalizzazione.

Giuseppe Stracuzzi