Sempre

Ho scritto dell’alba,
del tramonto,
del vecchio albero,
della vecchia casa
lontana da tutti,
ma da tutti amata,
ho scritto degli affanni
mai superati,
delle illusioni, dei sogni
mai realizzati.

Ho scritto del mare,
delle sue immensità,
dei suoi silenzi.
Ho scritto del male,
dei soprusi, delle violenze
antiche e moderne.

Ho scritto di libertà,
di inciviltà,
di abbandoni e di solitudini.

Non ho scritto di te,
sempre presente,
nel male e nel bene,
ma mi sei testimone
ed è come tu abbia scritto con me.

Gavino Puggioni

Vecchiezza

 
Vorrei giocare ancora
ribellarmi al tramonto
che ogni giorno di più
scende a incresparmi il viso
.
Vorrei sentire ancora
rimbalzare il mio cuore
al suono di una voce
al lampo di un sorriso
.
Vorrei ridere ancora
della mia debolezza
man mano che si accorcia
la via del Paradiso
.
Invecchiare vorrei
in altro tempo o luogo
in altra società
o paese ideale
.
ove non regni l’estetico e il formale
ove non s’idolatri la bellezza
ma riscopra vecchiezza ciò che vale
quale scrigno ai tesori di ogni età.

Viviana Santandrea

Da bambini si crede che tutto sia infinito

 
si corre a cerchio perché ci si ferma sempre
 
nel punto di partenza.
 
da grandi si cammina incerti su quel che sarà
 
tuttavia consci che ogni attimo che passa non fa
 
che aumentare la distanza dal punto di dove si è partiti.
 
da vecchi si è troppo stanchi per correre, troppo deboli
 
per camminare. si sta seduti al tramonto della vita
 
a fare i conti con se stessi e si finisce poi per credere che tutto
 
finisce, rimproverandosi di esser stato cosi sciocco da credere
 
di essere immortale. sciocco per non aver mai smesso di credere.
 
che un bruco diventi farfalla non importa. egli finisce di essere un bruco.
 
ecco il punto. o che le foglie morte si dividano in mille particelle e
 
in altre mille vite si trasformino.
 
non per questo troveranno se stesse, la memoria che avevano di sé.
 
o che diventino poesia nulla cambia di certo non cancelleranno
 
le angosce del Poeta, né la sua tristezza immensa.
 
ti accorgi di aver vissuto cercando tuttora un senso e mentre la fine arriva
 
ti aggrappi alla vita con le unghie e ti spaventa sperare non perché
 
la tua pelle sia diventata simile ad una corteccia raggrinzita e non sei
 
che un tronco malato da abbattere ma perché temi di sbattere la testa
 
nella delusione più grande senza rimedio stavolta, perché
 
non ti è concesso altro tempo;
 
se solo che la morte approvasse, almeno lei che tutto finisce o quasi
 
e si trasformi in un’altra occasione, una seconda vita magari.
 
se solo l’autunno non fosse un seduttore fatale che andando
 
lascia un vuoto agghiacciante
 
ma un amante dolce e premuroso che fa bruciare di passione
 
i rami, tremare d’amore le foglie.

Anileda Xeka

Resurrection

All’ombra di un tramonto
sosto,
e ogni giorno aspetto
che il labbro mio
si schiuda,
nella curva del sole
– un assaggio –
nel riso scapigliato
di un ritorno.

Beatrice Zanini

Published in: on aprile 6, 2012 at 07:36  Comments (6)  
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Sembra d’udire un blando mormorio

 
Io scrissi, scrissi, scrissi, scrissi.
Scritti tra un tramonto ed un’aurora,
come sospiri di morenti cose,
tra cadere di foglie lieve e lento
sotto il bianco silenzio della neve.
.
Sembra d’udire un blando mormorio
mentre la giovinezza si scolora
come canzone antica dissepolta
d’amore, una lusinga anima vana
come edera s’avvincerà tenace.
.
Corre una nube, naviga lontana
solcando va l’azzurrità silente,
a un tratto fatta più sicura, audace
il vento quando appar meno si sente
Cadon le foglie nella buia sera.

Paolo Santangelo

Sovrappensiero

 
 
Ho toccato
il punto più rosso
del tramonto,
là dove il cielo
incontra la terra
ed ho visitato
molte delle stelle
che si vedono
nelle notti non elettriche
di un piccolo paese
ed ho assaggiato
la parte alta delle nuvole
quella che si tinge
dell’azzurro profumo d’infinito
ed un giorno
non riuscirò a tornare,
spero
 di non voler tornare
e resterà di me
solo un guscio vuoto,
mentre volerò libero
con i miei sogni.

Gian Luca Sechi

Published in: on marzo 21, 2012 at 07:47  Comments (5)  
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Una fiumana in piena

 
col corpo di marea allaga i campi
dell’officina dove s’é introdotta
relegando lo spirito di fiori,
eletta locandiera offre albergo
al sol che passa sotto gli spiragli
e conduce un granello di sabbia
nel guscio di conchiglia di mare
per tradurlo in perla preziosa,
ma presa dal cappio raccoglie
coi muscoli i fiori,
e chiude la porta
del supermercato alimentare
a chi non ha i soldi
per pagare il biglietto,
e sull’attesa scarnificata  
pianta il gonfalone.
Raggiunge la vecchiezza si dipana
da questo assito tumefatto e spoglio
rischiarato da lembo di tramonto
oltre lo sbarramento
e accampa segni
di potere occupare un privilegio
amalgamando suppliche e pretese.

Giuseppe Stracuzzi

Poesia in bici

 
Cerco in tutte le cose un suo respiro
una favilla che di nuovo illumini
e muova la mia penna a divorare
ingorda, il bianco del foglio;
ieri però me l’ha donata il mare:
schiumava, un po’ arrabbiato tra gli scogli
che lo sfiancano a un passo dalla riva;
era il mare di ottobre
senza grida di bimbi e il cicaleccio
di turisti accaldati. Solo due sposi
e più in là un peschereccio,
su nel cielo le strida dei gabbiani.
Lì nel pallido sole, sette amici,
sostiamo a ritemprarci e, sui panini
va la tensione della corsa in bici.
Di nuovo in sella, ancora c’inoltriamo
ballonzolando,  in sentieri sabbiosi
e crepitanti di aghi di pino
tra verdi sponde di fitta boscaglia
ove bacche tardive ancor rosseggiano
fin dove il bosco s’apre sulle rive
di acque palustri.
Case da pesca, reti sospese e ponti
immobili, ci vedon ritornare.
Romagna bella, alba dei miei avi
terra di ardimentosi e di poeti
or ti lasciamo per volger lo sguardo
verso il tramonto rosso e un po’ beffardo
e i quotidiani affanni, ma più lieti
d’aver intinto la penna nel tuo mare.

Viviana Santandrea

Affluente d’emozione

Il fiume increspato
sembra tornare indietro
e correndo controcorrente
la luce di un altro tramonto
mi accompagna fra ombre
alberi che segnano
distanze passate
cercando di
arginare emozioni
che vorrebbero
come piena
scorrere sulla mia apparenza
inutile privazione di passi
uno sciolto dall’altro
ma…..
nel vento della sera
come sorte
vorrei ancora
il tuo respiro

Pierluigi Ciolini

Published in: on gennaio 20, 2012 at 07:02  Comments (8)  
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Mi porse un garofano

 
Venne, e mi porse
un garofano
d’autunno che fugge,
dal profumo soave
.
Nell’ora tenebrina scosso
d’amore per dolcezza, sì profonda
da morirne,
vedo tra lacrime dolci
e strazianti, lieve
il mio sorriso debole
andar…nel greve specchio.
.
Dopo il rosso, rosso
violento,
scialba l’oscura luce
sul bel viso, in questo
nostro andar per l’infinito:
lumi negli occhi tuoi
pieni d’immensi incanti.
.
Sogni febbrili fatti di lampi
viola, grigio d’orizzonte tramonto
trema il mio cuore
pensiero di sgomento.

Paolo Santangelo