Beata solitudo

Quando il fragore dei pensieri
e delle parole assordanti
(che come fiumi
sgorgano dagli schermi TV),
quando le contraddizioni
(tra le verità di ieri
ed i fatti di oggi),
mi fibrillano la coscienza,
sento un bisogno
di tranquillità e di quiete.
Mi rifugio allora
sulle vette innevate,
spazio tra le nuvole bianche,
volo negli spazi infiniti
e sogno un mondo diverso,
dove le parole
non sono tempeste distruttive
ma quieti laghetti
luccicanti di stelle e di sole,
dove l’odio non è più
incivile strumento di potere,
ma lontano ricordo
annegato sotto i ghiacciai
insieme all’incoscienza umana.

Salvatore Armando Santoro

Il ricordo di un amico

Penso che nessun’altra cosa ci conforti tanto,
quanto il ricordo di un amico,
la gioia della sua confidenza
o l’immenso sollievo di esserti tu confidato a lui
con assoluta tranquillità:
appunto perchè amico.
Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,
di evocarlo per sentirlo vicino,
quasi per udire la sua voce
e continuare colloqui mai finiti.

DAVID MARIA TUROLDO

da Tinti a Claudio

Il fornaio

Quando i sogni si svestono
dell’ultimo buio
il lavoro si nobilita

il fornaio si alza
incalza
impastando con forza
l’immacolata tranquillità
fatica antica

il lievito profuma e
gioca
una lena di braccia
s’amalgama alle mani che
comandano
schiacciano
pizzicano riccioli

come in un rito
l’arte dalle tante forme

acqua e farina
sulla nascita dei pani
ben allineati
infornati

ed ecco il pane bianco
o integralmente scuro
fresco e genuino
nella prima aria del mattino

una scia fragrante corre
verso la fame

un bene comune che
anche oggi egli
ha esaltato
privilegiato.

Aurelia Tieghi