Ponte di barche

E si scendeva
con le biciclette
al ponte di barche
cullati dal fiume
che navigava lento,
trapunta d’acqua nel letto
di un Polesine malato
e là si aspettava l’anello del sole
che cento mani avevano nostalgia,
alla porta del bosco
bussavano gli alberi
del nostro amore,
aprivano baci notturni
all’usignolo sul ramo di luna,
incantato il cuore
dal respiro di nebbia
che ci dava vita bagnata
e pantaloni di guazza,
seduta nell’erba
sognava la ragazza
tra i triboli acquatici
e un vecchio poeta cantava
la pioggia di Firenze.

barche di carta