Labirinti usurati

Ci rapimmo ai margini del bosco
tra pezzi di cielo, felci avvolgenti
e tronchi caduti.
Una fuga improvvisa
tra sentieri immaginati,
fragole rosse e cespugli di more.
Lontano, ruggiva il mondo
di suoni stonati, gesti sfiancati,
labirinti usurati
da rettilinei senza perché.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 27, 2012 at 06:54  Comments (4)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Bucolica

L’orecchio s’allarga
su campi indolenti
a cogliere versi
portati dal vento
deviati su cuori
incisi su tronchi.

Suonano campane
l’ora della sera
riposi agognati
richiamo d’armenti
zufolii dolci
nell’aria pastello.

Il cielo scolora
ritornano stelle
diamanti di notte
su nero velluto.

Lorenzo Poggi

Pasqua

 
Li tagliano gli ulivi
per farci coi tronchi tigliosi
le contorte strade ai pesanti pensieri di Dio.
Il sangue di legno
pulirà il male alla terra
ma l’anima messa in croce
sgocciola l’ultima divinità…

Enrico Tartagni

Published in: on aprile 7, 2012 at 06:48  Comments (8)  
Tags: , , , , , , , , , , ,

Non navighiamo sullo stesso mare

Non navighiamo sullo stesso mare,
eppure così sembra.
Grossi tronchi e ferro in coperta,
sabbia e cemento nella stiva,
io resto nel profondo, io avanzo con lentezza,
a fatica nella tempesta,
urlo nella nebbia.
Tu veleggi in una barca di carta,
e il sogno sospinge l’azzurra vela,
così dolce è il vento, così delicata l’onda.

OLAV HÅKONSON HAUGE

Litania

 
I negri hanno la storia pendente nei tropici
 
I negri mansueti sotto la capanna dell’afa
I negri mosche negli occhi invocano la pioggia
I negri quelli nudi sul fronte cocente
I negri indefiniti nei voli delle locuste
I negri si mescolano ai chicchi di caffè
 
I negri nenie delle savane lamenti dei pigmenti
 
I negri stanno nei tronchi senza foglie
I negri con labbra carpite allargate alla fame
I negri dal poderoso collo lungo e variopinte collane
I negri figli di falli dalle mille dolenze
I negri luccicanti nei fiori di mussola
 
I negri sudore dell’Africa pura.

Aurelia Tieghi

Al sole d’estate


Senza quasi toccare andavano i piedi
ruzzolando quasi, per la discesa,
sassosa e sconnessa discesa rugosa
pei rivoli d’acqua di pioggia recente,
ormai disseccata dal sole d’estate.

Scendevo, e saliva, il monte, sul fianco,
tutto coperto dai verdi sfumati
ora cupi, ora chiari, cangianti e leggeri
della sua chioma lanosa e vivace,
senza riparo dal sole d’estate.

C’è l’ultima casa, e poco più in basso
il ponticello di ferro sul fosso.
I tronchi si vedono, ora, chiomati,
in mezzo agli arbusti, per questo sentiero
ch’è più polveroso, al sole d’estate.
Ecco il ruscello che scorre festoso,
gorgoglia, e qui cade formando una vasca
di puro cristallo e riprende la scesa,
e qua e là…quasi sembra brillare,
che vi si specchia il bel sole d’estate.
Ora nell’acqua un po’ fredda, e sui sassi
vanno stentando i miei piedi, inadatti.
C’è un “flop” ed un altro, di tuffi improvvisi
di raganelle appiattite sui massi
a prendere il sole, caldo, d’estate.
E su quella vasca di puro cristallo
adagio, adagio, vincendo il contrasto,
tra un pesce che guizza, e una rana affacciata,
entro e son pesce pure io, abbracciato
da mamma natura, e dal sole d’estate.

Armando Bettozzi

Sera nel bosco

Scivolo
nelle scanalature
dei tronchi.
Sui gradini
di radici
a ventaglio.
Foglia
a grumi
di resina
mi congiungo.

Graziella Cappelli

Published in: on settembre 29, 2010 at 07:42  Comments (5)  
Tags: , , , , , , ,

Poeti e origami

Lo sapete amici
che la vita è breve
siamo come alberi
piantati nel mattino
che aspettano di essere tagliati
per far posto a nuove strade
dove la nostra ombra
sarà solo un ricordo
lasciata alle nebbie
e di tronchi inerti
pronti per essere lavorati
diventeremo forse
cornici per racchiudere la vita
o quadri per essere inchiodati
e se il dolore fosse gioia
e la sconfitta è la vittoria
e la pace che uno dice di avere
e solo il silenzio che gli fa guerra
e se la follia è la ragione pagata a peso d’oro
io vorrei essere come stagno fuso
in cerca di acque limpide
per prendere forma
e se l’anima morisse
prima del tempo fissato
qualcuno ci guarderà
nuotare vivi
dove non saremo più
che pagine ingiallite
sempre che qualcuno
dai tronchi ci faccia
fogli di carta
o
semplici origami

Pierluigi Ciolini

Ciao donna

sei forma di fili dorati
nata da emozioni e fantasie
di uomini e poeti,
pittori ti colorano
in forme con sempre
nuove immoralità
ti vestono col mare
ti coprono con l’oro del sole.

Ti scorgo al bordo del lago
la dove i boschi giacciono bui
dove la luna entra a mezza luce,
attraversando tronchi,
quasi a raccogliere le ultime foglie.
avvolgendo  con la sua luce
il bosco e i canneti intorno
al lago, seguendo un sentiero
fatto di sogni e sospiri.

Ed io col pensiero ti bacio
mani, viso e capelli
proteso come folle bevo
l’affascinante tua dolcezza
mentre fuggi altrove,
tu che sai come ti amo
tu che sai quanto ti avrei amata.

Marcello Plavier

Congedo

Assente sembianza,
di terreo granito,
anelli in aureola
di nuovi brizzoli.

Asciutti pensieri
su tronchi molli,
in parvenza di forza,
dissolvono sali
che ignote alchimie,
in alambicchi
strazianti,
tramutano
il cuore
in argilla disciolta.

Kinita

Published in: on gennaio 14, 2010 at 07:01  Comments (6)  
Tags: , , , , , , , ,