Metaforizzando…a far la vita meno amara

Quanti scivoloni
ancora
prima di risalire
il gesto benedetto?

Il segno della croce
per tenersi a galla
stroppia il canoro
all’eco
che mi ritorna sordo.

Saggio colui che non pesa
l’occhio di una triglia
in ruota posticcia ruba
la scena madre
al pavone su di turno.

Allora meglio pesce
un pesce nel barile
addizionando cane
per non essere sardina

e prendere la vita
di cicala
che se riesce giuro
f(r)inisco che mi sdoppio.

Beatrice Zanini

Published in: on marzo 26, 2012 at 07:33  Comments (5)  
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Solitudine

Corro nella notte cercando la via
Corro scavalcando ostacoli mentali
Travolto da pensieri calpestati
Impaurito dal mio vagare senza meta
Ti cerco

Questa notte mi sfugge
Non riesco ad afferrarla
Intorno è un turbinio di colori
Essi nascondono a turno il tuo viso
Dove sei?

Divento impaziente rincorrendo
Il mio pensare
Il mio desiderare
Un fuoco inestinguibile
Brucia la mia anima
Vieni da me

Inutilmente cerco di afferrare i sogni
Le mie mani si stringono al petto
Lasciati afferrare e con dolcezza
Fatti cullare dall’amore
Mia essenza di vita

Marcello Plavier

Published in: on febbraio 20, 2012 at 07:24  Comments (4)  
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Davanti allo schermo

Ecco ! Ora entro
col pseudonimo di sempre.
Saluto, per prassi,
la marea virtualmente
qualcuno, alquanto,
risponde celermente,
gli altri, tra loro,
a parlar animosamente

I nomi sono strani
bizzarri ed arcani,
molti inventati, volgari
o alludenti rappresentanti
la multi specie festosa,
costituita da gente sana,
ma anche mostruosa

I dialoghi si aprono
con grande fervore,
i racconti son tanti…
molti espressi col cuore.

Occorre la sensibilità
d’intravedere il soggetto,
per poi intraprendere
gli argomenti oggetto.

Le discussioni
procedono per ore,
si conversa su tutto,
dalla famiglia al lavoro

Tra persone cortesi
si stabilisce l’intesa,
e l’amicizia, a volte,
si trasforma in amore:
bella la chat …
se questo è il suo fine.

Ma, la cosa che odio,
e che più mi ripugna
son coloro…
che entrano mirati
col sesso in pugno :
i maniaci perversi,
e le ninfomani di turno…
pronti a dar sfogo
ai loro complessi interiori
davanti allo schermo…
con immenso squallore

Ciro Germano

Marea

 
non è solo marea
la distesa degli occhi
addosso a persone
che non riconosci
è la bava alla bocca di chi è sazio
il sangue tremante
di chi vorrebbe tornare
vivo la sera dal suo turno in fabbrica
è il bambino all’angolo della strada
e tu volti lo sguardo,
è l’ambizione che ti toglie il fiato
perchè non arrivi mai a niente
e poggi i piedi sulla terra che non è solo tua
a volte vorrei che avessi anche tu
un cuore di burro che sciolto col mio
ci porterebbe all’inevitabile nulla.

Maria Attanasio

La crisi


La crisi
imperversa…
come il mare
in tempesta.
Il genere umano
è in affanno,
per i propri bisogni.
C’hanno indotto
in errore,
nel corso degli anni,
i vari esponenti
del governo di turno.
Per attivar la ripresa…
perpetui c’invitan,
ad incentivare i consumi.
La malafede persiste,
ai danni dei più
Le riserve di grano
son quasi alla fine,
che succederà dopo…
all’esaurimento totale?
La miseria incombe
ed aleggia nell’aria.
Poveri, i figli …
condannati alla fame

Ciro Germano

Di acque limpide e azzurri cieli


La verità paga sempre ed allora perché mentire.
Com’è che appena piove sprofonda gran parte del Paese.
Ci voleva la distribuzione delle nuove case in televisione
tipico di chi crede nella moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Nuove regole per nuove generazioni i poeti in erba fumano
e son contenti 10 euro spesi bene dal pusher di turno
si muore di cirrosi mica di cannabis.
Ma allora è proprio vero che ci sono maschi che non hanno
mai pagato per fare sesso, per le femmine che lo fanno di professione
è proprio una magra consolazione.
Potevano dirlo prima che “non di solo pane si vive”
l’avremmo preteso tutti almeno un casco di protezione,
di avere i chiodi e non solo la croce.
E i giovani non hanno più valori, non hanno guida,
anche il farmacista ha bisogno del prete
e poco di quello che è vero si vede
e quello che si tocca è poca neve
e si scioglie al sole,
non c’è libertà senza regole
e chi lo controlla il controllore
se nessuno può più parlare,
non ci sarà nemmeno da cantare
non ci sarà da chiedere né da dare
non ci sarà tempo ma solo illusione
dello scorrere di momenti
cui non potremo dare un nome.

Maria Attanasio

Più e più è uguale meno, meno e più è uguale più, più e meno è uguale meno, meno e meno è uguale più


In cima
alle alture,
abbarbicato,  già vivevo
nelle altissime guglie del castello;
dove, a tradimento,  mi hanno ucciso
e sulla nuca ancor ne sento il segno.

Ora devo
ammirare,
senza paure,  il vero
potente,  incontinente
degli spazi infiniti e finiti,
reso opaco dagli esseri,  inquilini
del momento,  del granello di polvere Terra.

Attònito,
devo fermarmi:
pensare  all’attimo dell’evento,
precario,  in cui tutto tace,  e tacerà,
alla  fine  dello  spazio  e  del  tempo.
Insieme  al  nostro  turno. Eternità nel sempre

Paolo Santangelo

Zigotomia


E’ assodato che l’assistenzialismo
non è un assioma
bensì l’assuefazione
ad un sistema di vita carogna
È come un rapporto bisessuale
dove se non me la dai me lo prendo
Guardare palline del flipper
nel dissenso totale disorientando
deretani scoperti deridendo
l’erogazione di avventure gutturali.
E’ presagio di prepuzio senza piega
epiteliale prerogativa di presuli infantili
con privazione esaustiva dell’uso.
Divenire ripudiato nella riscossione
sessuale ritrattando l’effettivo valore
sacerdotale in un sarcastico sballo
sciorinando setticemiche sfingi egize
nella deflorazione sistemica di esseri umani
in talentuosi tailleur tegumenti di nobili culi
Mentre un tossicomane traballa in classica
esibizione transitoria nella trascendente
zigotica visione della santa di turno.

Marcello Plavier

Casida della donna distesa

CASIDA DE LA MUJER TENDIDA

Verte desnuda es recordar la Tierra.

La Tierra lisa, limpia de caballos.

La Tierra sin un junco, forma pura

cerrada al porvenir: confín de plata.

Verte desnuda es comprender el ansia

de la lluvia que busca débil talle

o la fiebre del mar de inmenso rostro

sin encontrar la luz de su mejilla.

La sangre sonará por las alcobas

y vendrá con espada fulgurante,

pero tú no sabrás dónde se ocultan

el corazón de sapo o la violeta.

Tu vientre es una lucha de raíces,

tus labios son un alba sin contorno,

bajo las rosas tibias de la cama

los muertos gimen esperando turno.

§

Vederti nuda è rievocare la terra.
La terra piana e priva di cavalli.
La terra senza un giunco, forma pura
chiusa al futuro: confine d’argento.

Vederti nuda è comprendere l’ansia
della pioggia che cerca fragili fianchi,
o la febbre del mare dal volto immenso
che non trova la luce della sua guancia.

Il sangue risuonerà nelle alcove
e verrà con spada di folgore,
ma tu non saprai dove si celano
il cuore di rospo o la violetta.

Il tuo ventre è uno scontro di radici,
le tue labbra un’alba senza profilo,
e sotto le tiepide rose del letto gemono
i morti, in attesa del loro turno.

FEDERICO GARCIA LORCA