Maronti d’Ischia

Magnòlia
såura la tô lèrga fójja
al’èlba
a scrivé dåu parôl
par Vidèlba.

Ed chi darsèt frût
ed màndel
fra frasschi frâsc
a dscuré.

Dal ci ci ci ci
di uslén ed fèsta
a dscuré.

E la buganvíll l’ascultèva
– fiuré! –
aturtiè e cuntôrta
só par la pèlma vîva
ch’la s truvèva
ed frånt ala surèla
môrta.

E a päns, a päns…
a päns che fôrsi
a n ò brîsa finé
a spêr che fôrsi
pió avanti
ancåura una rémma
a inciustrarò

§

Magnolia
sulla la tua larga foglia
all’alba
scrissi due parole
per Vitalba.

Di quei diciassette frutti
di mandorle
fra fresche frasche
parlai.

Del ci ci ci ci ri ci
di uccellini di festa
parlai.

E la buganvillea ascoltava
– fiorita! –
attorcigliata e contorta
su per la palma viva
che si trovava
di fronte alla sorella
morta.

E penso, penso…
penso che forse
non ho finito
spero che forse
più avanti
ancora una rima
inchiostrerò.

Sandro Sermenghi

Published in: on settembre 28, 2011 at 07:24  Comments (4)  
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I funamboli del cantiere

Questa mattina ci sono i funamboli
a camminare in bilico sull’asta
lunga verde metallica della gru.
Guarda verso la mia finestra
che ho aperto all’aria di maggio
ad ogni passo inclina il corpo
da un lato poi dall’altro per l’equilibrio
da tenere per non cadere
Lo guardo testa all’insù
controllo se la sua sia coperta dal casco
e se è legato non so
Vorrei fare un applauso come al circo
a questo spettacolo senza rete
a sorpresa inaspettato stamattina
che riprendono i lavori al cantiere
Ma temo di disturbare
di farlo cadere
Accosto i vetri dalle mezze tende
con gli uccellini che si baciano e i fiori
fatte all’uncinetto da Gina
che ora è alla casa protetta
e non sa più usare le mani
e si annoia tutto il giorno
Ma quando sarò fuori quando scenderanno
dalla gru glielo dirò
bravi voi che salite a mezz’aria
senza applausi e senza rete
senza mai applausi e pubblico
e quanti senza protezione
hanno lasciato in cantiere la loro vita

azzurrabianca

Buonanotte fiorellino

Buonanotte, buonanotte amore mio,
buonanotte tra il telefono e il cielo.
Ti ringrazio per avermi stupito,
per avermi giurato che è vero.
Il granturco nei campi è maturo
ed ho tanto bisogno di te,
la coperta è gelata, l’estate è finita.
Buonanotte questa notte è per te.
Buonanotte, buonanotte fiorellino,
buonanotte fra le stelle e la stanza,
per sognarti, devo averti vicino,
e vicino non è ancora abbastanza.
Ora un raggio di sole si è fermato
proprio sopra il mio biglietto scaduto.
Tra i tuoi fiocchi di neve, le tue foglie di tè.
Buonanotte, questa notte è per te.
Buonanotte, buonanotte monetina,
buonanotte tra il mare e la pioggia,
la tristezza passerà domattina
e l’anello resterà sulla spiaggia,
gli uccellini nel vento non si fanno mai male,
hanno ali più grandi di me
e dall’alba al tramonto sono soli nel sole.
Buonanotte questa notte è per te.

FRANCESCO DE GREGORI

Calma

Che calma stamane…Ieri
s’è prosciugato il cielo,
e oggi è primavera. Sento l’upupa
nel suo ritmato dire qualche cosa,
chiedere, forse, chissà…
e le vocine più acute e festose
di uccellini indaffarati ad essere contenti.
Non c’è vento, non c’è freddo
e non c’è caldo. Che cosa c’è, dunque?
C’è pace di natura,
che dentro il cuore mio si trasferisce e alberga.
Fosse così per tutto quanto il mondo
sarebbe il ritorno all’Eden…
ma non è previsto.
E presto o tardi, tutto questo incanto,
pure, passerà…
Come succede anche all’amore…che passa…
L’upupa richiama, tranquilla, scandisce la calma…

Armando Bettozzi

Published in: on maggio 6, 2010 at 07:11  Comments (3)  
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