Violetta

.
Sorridi
palpito
odoroso
tra radici
affioranti.
Cuore
di velluto
stretta
in foglie
a rosetta
timida
presenza
in semplice
umiltà.
.
Graziella Cappelli
Published in: on luglio 10, 2012 at 07:35  Comments (8)  
Tags: , , , , , , , ,

Schizofrenia

 
Chi vive in me
oltre il velo di Maia?
Bianca pagina aspetta
e invano aspetterai
che, come un guanto,
io rivolti il mio inconscio.
La mente,  pigra
chiude i suoi occhi al dubbio
per non soffrire;   eppure
come alterne stagioni
ineluttabilmente
affiorano emozioni… opposte;
umiltà  e presunzione,
altruismo e insofferenza
scaldano e intirizziscono
questo mio cuore.
Misteriosa scintilla
che attivi od interrompi
i circuiti d’amore
chi ti dà vita?
Quale atipica cellula
della grigia materia
mi snatura a tal punto
da confonder chi sono?
Solitudine,  è in me
fardello…….eppure scelta,
la ripudio e la inseguo
è prigione e libertà.
Bramo la tenerezza,
ma di leggerla temo
dentro ai suoi occhi;
la disprezzo e la fuggo:
Insondabile psiche!
Potrà mai mente umana
misurare l’inconscio?
Dagli abissi i concetti
affiorando scolorano
restan vuote parole,
frammentari rigurgiti
della schizofrenia.

Viviana Santandrea

[In penombra]

Mi chiedo, a volte,
quante sono le volte
che volteggiamo intorno
a delle note che sanno imprimere
notevoli cambiamenti direzionali
… aprendo vita a mani, a verità
di cui solo ne scaviamo
arcobaleno d’esistenza nell’ascoltare
ciò che ci succede
DAVVERO
non solo dentro.
Nel profondo.

L’umiltà
non è un pregio che sanno
interpretare in molti.

Passano le ore
senza redenzione
verso noi stessi
cancellando impronte
di chi sa esistere in noi
senza che ce ne accorgiamo.

Glò

Published in: on febbraio 2, 2012 at 07:24  Comments (6)  
Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Sorrisi senza tempo

 
Avevo negli occhi la luce dell’Amore
e nel cuore il desiderio di donare.
La gioventù prezioso talento
una ricchezza di cui rendere conto.
.
Erano aneliti di generosità, speranze,
scelte attese di realizzare la mia vita
tra poveri maltrattati cui donare…me
tra sorrisi di conforto ed opere, in umiltà.
.
Mi si chiese obbedienza ed io accettai.
Altra via nella vita io percorsi
mai tuttavia i miei sogni dimentico
e sorrisi senza tempo fioriscono tra le mani
donati ieri, vitali oggi, fertili domani.

Elide Colombo

Cercasi uomo

 
Cercasi uomo
disperatamente
che rispedisca
al mittente
miseri e deplorevoli
esercizi di finta magia
e reale potere mediatico,
anche i conigli piangono
e si ribellano cavie vessate.
Cercasi uomo
disperatamente
che abbia il coraggio dell’umiltà
ripudi il diritto alla lesa maestà
indossi al più presto
panni veri d’umanità
e ci regali un sogno reale
ci tolga dall’imbarazzo
vada in pensione
vada dove meglio crede
a leccarsi le sue povere
penne seppur impomatate
adesso seriamente spennate.

Roberta Bagnoli

Egregi signori…

 
Noi, egregi signori,
ci scapestriamo in atti di perbenismo agguerrito
laddove la consumazione dei pasti  poeticamente romanzati
si svolge in Tavole Rotonde di Circoletti Viziosi
Gareggiare di “reminiscenze” nell’ogni giorno indebolito
di malattia planetaria sprofondiamo nella miseria
d’un saper guardare attraverso un minuscolo buco di serratura
costruendo lungometraggi di pensieristiche considerazioni
battendo col martello di parole cervelli
perché l’intelligenza ha  sapore metallico, scuote scuoiando
emotive sensibilità nella loro inferiorità.
Ancora si assiste a genocidi aberranti
nei silenzi politici d’intese democratiche
mentre nei deserti diversificati dalle loro naturali scenografie
spuntano cadaveri con i loro maleodoranti diritti negati.
Nessun tramonto, nessuna alba fredda o calda
nessun mare o lago o terra di fango di fiori e di cemento
merita l’assistenza di cuori deboli che sprofondano in girotondo astemio.
Egregi Signori
noi sempre gravidi di buoni propositi,
noi sempre protagonisti della nostra storia,
noi sempre portatori di (favolose) intimità,
noi sempre nascosti dietro il voler comprendere,
noi sempre egregiamente ci troviamo
a nascondere sotto la copertura della codardia
poesie romanzi trattati e saggi
in un’enciclopedia mai sfogliata
perché al minimo accenno d’orrore
maltrattiamo la verità nelle sue architettoniche
lingue esauste di umiltà.

Glò

Nel chiostro

Fiori ed erbe rare
coltivate con cura
teneri germogli di meditazione
mortificazione del corpo
esaltazione dell’anima
concimata col pentimento
annaffiata con la penitenza.
Intorno ad un pozzo
passi lenti di sandali
consumati dagli anni
passati a levigare ciottoli
antichi come il tempo
Figure scure nel chiostro
bisbigliano sussurri
pronunciando preghiere
nel silenzio assoluto.
Tocchi di campanella
a richiamar le ore
sofferte in umiltà
e mani giunte
a raggiungere un cielo
sempre troppo lontano.

Sandro Orlandi

Parole all’amore


Vorrei che la mia fantasia
volando più in alto
giungesse al tuo spirito,
cogliendo
nella sua piena parabola
l’intimo senso
dell’accogliere,
spartire,
aderire,
afferrare, gioiosi di noi
le fragranze del giorno.
A te dono il mio tempo,
i miei pensieri.
La mia poesia.
Ti prego, percorrimi
o anticipami, se non
procediamo per mano.
Attendimi in cima,
se scaliamo il mondo
da versanti differenti;
e garriamo insieme
al vento del momento,
ben stretti al pennone
del sogno
Immensi monumenti
l’umiltà innalza
nell’anima.

Flavio Zago

L’ispirazione

Detta così l’ispirazione:
la mia libera fantasia s’appiglia
sempre a quei luoghi dov’è umiliazione,
dov’è sporcizia e tenebra e indigenza.
Laggiù, laggiù, con più umiltà, più in basso, –
di là si scorge meglio un altro mondo…
Hai mai visto i bambini a Parigi
o sul ponte i poveri d’inverno?
Dischiudi gli occhi, schiudili al più presto
sul fittissimo orrore della vita,
prima che un grande nubifragio spazzi
tutto quello che c’è nella tua patria, –
lascia maturare il giusto sdegno,
prepara al lavoro le braccia…
E se non puoi, fa sì che in te si accumuli
e divampi il fastidio e la mestizia…
Ma di questo vivere mendace
cancella l’untuoso rossetto
e, come talpa timida, nasconditi
sotto terra alla luce ed impietrisci,
tutta la vita odiando con ferocia
e tenendo in dispregio questo

ALEKSANDR ALEKSANDROVIČ BLOK

Cantico delle creature

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messer lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumeni noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

SAN FRANCESCO D’ASSISI