Sonetto 116

SONNET 116

Let me not to the marriage of true minds
Admit impediments. Love is not love
Which alters when it alteration finds,
Or bends with the remover to remove:
O, no! it is an ever-fixèd mark,
That looks on tempests and is never shaken;
It is the star to every wandering bark,
Whose worth’s unknown, although his height be taken.
Love’s not Time’s fool, though rosy lips and cheeks
Within his bending sickle’s compass come;
Love alters not with his brief hours and weeks,
But bears it out even to the edge of doom.
If this be error and upon me proved,
I never writ, nor no man ever loved.

§

Non sia mai ch’io ponga                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            impedimenti all’unione di anime fedeli;                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         amore non è amore
se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando
l’altro si allontana.
Oh, no!
Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta
e non vacilla mai;
amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste
al giorno estremo del giudizio;
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto,
e nessuno ha mai amato.

WILLIAM SHAKESPEARE

Sarà

Non ricadrà sugli omeri miei
il crine che ieri carezzasti,
s’ondulerà morbido ancora domani
come tregua finale sulla tua spalla,
compagna di chi t’ha dedicato speranze
i mille volti del tormento
i mille ed uno dell’esultanza.
Avrà il colore sciupato delle rughe,
piene, quelle della nostra vita,
la levità ed il peso dell’unione
o l’utile amarezza di certe strane fughe.
Colerà il benefico riposo con l’ennesimo scontro
e la resa compirà il talamo avviato
del sogno lungo che giurammo.
Fumigando d’incenso le ferite
ci planeremo liscio l’uno dentro l’altro,
si tergeranno le anime di pace
nel confortevole amplesso delle ultime sere.

Daniela Procida

L’après Verlaine

Amore in sordina
silenzio profondo

l’unione d’anime
estasiate da presenze
laceranti
rumorose
per la loro assenza

[MA]

il canto
si vestirà
di pentagramma
nell’olocausto
d’amore
sconosciuto
da sollievi
che non osano
indossare verità
d’identità

[apparenti
per “sbaglio”].

Glò

Published in: on gennaio 22, 2012 at 07:26  Comments (5)  
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MUOVESI L’AMANTE

Muovesi l’amante per la cos’amata come il senso e la sensibile e con seco s’unisce e fassi una cosa medesima. L’opera è la prima cosa che nasce dell’unione. Se la cosa amata è vile, l’amante si fa vile. Quando la cosa unita è conveniente al suo unitore, li seguita dilettazione e piacere e sadisfazione. Quando l’amante è giunto all’amato, lì si riposa. Quando il peso è posato, lì si riposa. La cosa cognusciuta col nostro intelletto.

LEONARDO DA VINCI

L’amore degli altri

 
L’amore degli altri
briciole di pane
fiere e mercatini d’estate
lungo il mare
l’aria che non si muove
la brezza che poi arriva
a farti respirare.
L’amore degli altri
chiese in mezzo ai boschi
gli alberi a testimoniare
l’unione eterna
di radici e terra.
L’amore degli altri
non lo puoi inventare
ci fai un buco dentro
e dall’altra parte
non si vede né cielo
né mare.
L’amore che non compri
non hai mezzi, non hai intenti
e speri di beccare un cuore
in volo anche da rammendare.

Maria Attanasio

Published in: on novembre 9, 2011 at 07:06  Comments (4)  
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Nel profondo

Sinuose voragini
tra opprimenti volte e
soffitti infiniti puntellati di
cime contorte capovolte e
gocciolanti sudori gelati puri
di luce negata s’estendono in
corridoi cupi e levigati dai
pavimenti sfuggenti incorniciati
da tele di ragno deserte come
il luogo disabitato che collegano
al pensiero di una vita animale.
Scricchiolano, cigolano, tremano, fremono
tra aliti bollenti spinti dalla
gola bruciata da un’ aria vecchia
e morta e lo scheletro dell’ anima
che ha penetrato questi anfratti
indica il groviglio inesplicabile in
un gesto inespresso che condurrebbe
alla meta, la fine della ricerca
estenuata stillante sangue dall’unione
divisa in lacrimata speranza perduta
verso una luce che non volesti raggiungere
per l’ oscuro mistero di poter essere vivi.

Gian Luca Sechi

Il silenzio dell’allodola

Non importa che giorno è oggi.
La sveglia suona anche nei giorni di festa
come oggi, che non è necessariamente domenica.
Giorni uguali a quotidianità rattoppate da doveri
e inseguimento di soldo sporco, letale
d’ogni libertà ormai usurata
dagli incravattati perbene.

Tu dormi ancora nel tuo letto
e mai vorrei farti vedere il vuoto
dei miei occhi che non sanno uscire
da una prigione d’amore
consumata in violenza d’un vizio
che ho lasciato perdere
da quando hai deciso di venire al mondo.

Mi ascolti sovrano nei miei sensi di colpa;
lo trasmetto col mio portarti un pezzo di pane
con una nutella che non potrei permettermi,
ma tutto accetto, tranne quel po’ di buono
che mai oserei togliere ad un palato
che fino all’altro ieri mi rigavi d’emozione il viso
e non riuscivo a trattenermi dal pianto.

I giorni di sole come giorni di pioggia.
Non sanno fare la differenza.
E’ tutto annebbiato da tristezza di solitudine
non condivisa.

Parlano di luoghi lontani tutte queste voci
ammassate nella ricerca di scoop inventati
oltre le semplici verità di immense sofferenze.

E di me si parla poco.
Solo perché sono italiana generosa di vita
alla cui vita non so dare altro che assenza.
Il sostegno è una sabbia mobile che mi sta facendo affogare.
L’italianità e la mia unione con te
è spenta da bombe lacrimogene
che mi sento sullo sguardo anche se buttate a distanza.

Gioia come tristezza.
Non c’è nessuna differenza.

Almeno oggi sto afferrando la mia apatia
incarnata da una scopa che spolvera tutte le sporcizie
d’una ricchezza falsamente raccomandata
in uffici di Gran Ricchezza:
simboleggiano il potere
e la mia schiavitù venduta al miglior offerente.

Glò

Il piccolo punto dorato

Si confonde
il velo dell’animo: il mio
sole tramonta
dietro il monte lontano
orizzonte rosato,
scenario consueto del mondo.

Di questo.

Si diffonde voluto
il percorso nel nuovo:
sensazioni
di unione profonda
sempre più:
programma che informa
evoluzione continua
totale, sempre puntuale,
più tesa
scopre potente il legame
dell’uomo ai “computers”.

Nel piccolo punto dorato,
in cifra infinita di stelle

Paolo Santangelo

Totale capitolazione


Una proposta…per risolver la crisi ?
E’ semplice, e senza alcuna pretesa.
Appare utopistica, oppur presuntuosa
ma , invito a riflettere su  tale cosa
Fuori uscire di  corsa…dalla Unione,
per l’ammissione della total  confusione,
e porre un freno…alla globalizzazione
Prediligere i consumi  di nazional produzione;
incrementar la ricerca, la pesca e le coltivazioni;
valorizzare il turismo e la storia…
delle antiche regioni,
e risolvere il problema  dell’immigrazione.
Negoziare  bilateralmente la commercializzazione,
e per gli altri… imporre i divieti d’importazione.
Combattere l’evasione, e la corruzione;
ripristinare i valori della moralizzazione;
e guidare il Paese con diligenza e passione,
riprendendo in pugno la situazione…
al di la, di chi… governerà la Nazione,
e  intervenendo prima ancora della…
totale capitolazione.

Ciro Germano

Fieri Italiani!


C’è voluto Benigni
per scuoter l’opinione,
e ricordarci  la Storia
della nostra Unione;
c’è voluta l’arguzia
dell’uomo comune,
per inneggiare la Patria,
i fatti e  gli eroi,
e burlare
il  verde “stemmato”
ignorante, arrogante
e irriconoscente…
per il sangue versato;
e
non ci si magnifichi
per ciò che siam stati,
ne è piena la storia
del nostro passato,
e
si resti orgogliosi
per il qui d’esser nati
e
si emulino gli eroi,
quali nostri antenati
e
imperterriti, fieri …
d’esser Italiani

Ciro Germano

Published in: on marzo 21, 2011 at 07:12  Comments (5)  
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