Sognato per l’inverno

RÊVÉ POUR L’HIVER

L’hiver, nous irons dans un petit wagon rose

Avec des coussins bleus.

Nous serons bien. Un nid de baisers fous repose

Dans chaque coin moelleux.

Tu fermeras l’oeil, pour ne point voir, par la glace,

Grimacer les ombres des soirs,

Ces monstruosités hargneuses, populace

De démons noirs et de loups noirs.

Puis tu te sentiras la joue égratignée…

Un petit baiser, comme une folle araignée,

Te courra par le cou…

Et tu me diras : “Cherche !”, en inclinant la tête,

– Et nous prendrons du temps à trouver cette bête

– Qui voyage beaucoup…

§

L’inverno noi andremo in un vagone rosa
con i cuscini azzurri.
Staremo bene, cara. Folli baci si annidano
in quella morbidezza.
Abbasserai le palpebre per non veder dal vetro
le ombre che fan smorfie,
mostri serali arcigni, una nera plebaglia
di demoni e di lupi.

A un tratto sulla guancia sentirai come un graffio…
un bacio leggerissimo ti correrà sul collo
come un ragno impazzito…

Tu mi dirai “Cercalo!” piegando un pò la testa…
Ci occorrerà del tempo per trovar quella bestia
che va di qua e di là.

ARTHUR RIMBAUD

Per te, donna

 
Per te che ben riesci da bambina
a far parlare bambole di pezza;
che fiaba dietro l’altra poi consumi
come orsacchiotto del tuo lecca lecca.
Per te che in lesto progredir degli anni
infili vita nel primo anello oro;
che di stupor materno attesa sazi
al nascer di felicità goduta.
.    
Per te ch’al sorger del propizio giorno
stai a guardare l’alba, il sogno e il mondo
dentro due occhi ancora da venire
eppure innamorata già ti senti.
Per te ch’al primo volteggiar di gonna,
al suon della canzone ti vezzeggi
e briciola tra donne sicur passeggi
alla ricerca del tuo primo amore.
.
Per te che, furba, dopo colonizzi
d’altra esistenza i capelli al vento
e in un batter d’occhio apri e trastulli
le prime voglie in un qualunque posto.
Per te che a volte a testa e croce giochi
con le medaglie su altri petti appese
nel rischio odioso di far morire
l’inizio ambito di possibil trame.
.
Per te ch’al giorno di bouquet distendi
anima e corpo nella tersa coppa
e schiava e libera li agiti entrambi
sciolti nel corpo e l’anima di lui;
per te che sposa affascini all’istante
fra trasparenze e carni benedette
per poi ricever del rapporto il sunto
e trattenerlo al tuo dominio netto.
.
Per te che gemiti ascolti forti
venir da grembo dall’amor difeso
e gemiti domi insieme al tempo
perché il figlio nello splendore cresca;
per te che quelle stesse eterne fiabe
ora le narri ripercorrendo gli anni
e bimba nuova incredula ti scopri
al vissero tutti felici e contenti.
.
Per te che del tuo ruolo avuto in dono
vagone fai da attaccare ad altri
mandando qualche volta alla malora
di femminilità il vero e lo specchio.
Per te che d’ogni lacrima fai conto
e conto non fai delle stille esterne
quando a convincerti ch’ognuno soffre
non ci si fa neanche all’evidenza.
.
Per te ch’all’avvizzire della pelle
t’intrappoli nel perché succede a me
ed acida divien quell’espressione
testimonianza eterna ritenuta;
per te ch’alla fin fin ti abitui piano
e accetti ancor del sole le palpate
fino a sentirti egualmente bella
e con la vita inimicizia escludi.
.
Per te ho eretto una torre mozza
con i pilastri di cristal cobalto
al centro d’un filare a semicerchio
tra i riflessi di schiusi melograni.
.
Per te, o donna, ho redatto a firma
il protocollo del discepolo realista
sulle tracce di Venere imperfetta,
d’interminabili carezze ansioso,
di pianti inammissibili irritato,
a zonzo tra felicità ammessa,
per consegnare ad una scia del tempo                                                                                                                                                                                                l’innamorato ed il fallibil uomo.

Aurelio Zucchi

Per una notte almeno

Viaggerò con te
sui binari nuovi,
sorrisi schiaffeggiati
sulle rotaie morte lasceremo,
in balìa di un tempo che ci fu nemico
e in un vagone letto
le nostre storie poi si sfioreranno,
velluto rosso acceso
i nostri baci sussurrati a un vetro.

Viaggerò con te
nelle tue dita
riconosco il tatto, che contro
il mio respiro preme
e l’intrecciarsi di parole
pensate e già trascritte
sullo schermo…
le nostre vite….bisbigliate

profumerò per te di eternità
se il cielo su di noi
tutt’uno di carezze
e una ragione in tinte unite.

Viaggerò con te
una notte almeno
nella tua ventiquattrore,
mi stringerò il profilo
per starti più vicina…amore
e non sarà la solita mia notte
maledetta,
chè d’amore si può morire
senza farsi male.

Beatrice Zanini