Macchie gialle i fiori

 
Macchie gialle i fiori, gli occhi, del tuberoso
elianto oggi,  fissi lo stelo poco mosso, il dio sol
ignorando che le noma e nutre di splendido
splendore fissano altrove: occhi lacrimosi
la meta dello sguardo intenso  questo doppio
scambievole amoroso sguardo, gialli fiori
che un tempo già lontano non dimenticato,
questo il motivo di questo  pianto il mio,
mio padre alla mamma da  rive di quei fossi
tolti, generosa  serra non avara e a man povera
gentile, in fasci  umile don d’amore le portava,
senza profumo più delle rose diceva profumati
senza valore per lei ricordo  più care d’una gemma,
amor semplice rural onesto contadino, alle rose
penso da me nel tempo ai vari amor donate alle
spine in dono nel tempo spesso invece ricevute.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Quando qualcosa non mi torna

e l’intelletto vuol superare l’anima mi fermo
Non c’è soluzione
non si può chiedere alla vita di spiegarti tutto.

Ciò che rimane è un esempio
il film della vita di mio padre
lì ritrovo risposte
lì riesco ad osservare
senza nulla
voler risolvere.

La gioia
il dolore
la speranza
l’omertà necessaria
il valore
il fiume che scorre
l’odore del sottobosco
la buccia del mandarino
strizzata controluce.

Tornano i ricordi
e le mie
parole per te
non finiscono

oggi.

Cristiana Calonaci

Al vespro

Fermati, oh sole!
Un uomo s’è perso
e l’angoscia gli grida
che sta traboccando.

Tutto è da fare,
in pochi momenti,
troppo è da dire
in esigui secondi:
questo balletto
era solo una prova,
adesso ha scoperto,
come operare;
questo avanzare era
un sogno mal speso,
ed ora conosce
tutto il valore.

Fermati, oh sole!
Risorgi dall’alba,
riporta le perle
d’istanti svenduti.

Flavio Zago

Published in: on Mag 25, 2012 at 07:03  Comments (3)  
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El pueblo unido

El pueblo unido jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido!
De pie, cantar que vamos a triunfar.
Avanzan ya banderas de unidad,
y tu vendrás marchando junto a mí
y así verás tu canto y tu bandera
al florecer la luz de un rojo amanecer
anuncia ya la vida que vendrá.

De pie, marciar,
que el pueblo va a triunfar.
Será mejor la vida que vendrá
a conquistar nuestra felicidad
y en un clamor mil voces de combate
se alzarán, dirán,
canción de libertad,
con decisión la patria vencerá.

Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando: ¡Adelante!
El pueblo unido jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido!

La patria está forjando la unidad.
De norte a sur se movilizará,
desde el salar ardiente y mineral
al bosque austral,
unidos en la lucha y el trabajo irán
la patria cubrirán.
Su paso ya anuncia el porvenir.

De pie cantar que el pueblo va a triunfar
millones ya imponen la verdad.
De acero son, ardiente batallón.
Sus manos van, llevando la justicia
y la razón, mujer,
con fuego y con valor,
ya estas aquí junto al trabajador.

Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando: ¡Adelante!
El pueblo unido jamás será vencido,
El pueblo unido jamás será vencido!

§

Il popolo unito, non sarà mai vinto
Il popolo unito, non sarà mai vinto

In piedi, cantare
che trionferemo.
Già avanzano
Bandiere di unità.
E tu verrai
camminando con me
e così vedrai
prosperare il tuo canto e la tua bandiera.
La luce
di un tramonto rosso
già annuncia
la vita che verrà.

In piedi, combattere
il popolo trionferà.
Sarà migliore
la vita che verrà
a conquistare
la nostra felicità
e in un lamento
mille voci di lotta si alzeranno,
diranno
canzone di libertà,
con decisione
la patria vincerà

E ora il popolo
che si alza nella lotta
con voce da gigante
urlando: avanti!

Il popolo unito, non sarà mai vinto
Il popolo unito, non sarà mai vinto

La patria sta
forgiando l’unità
da nord a sud
si muoverà
dal salare
ardente e minerale
al bosco australe
uniti nella lotta e nel lavoro
andranno,
percorreranno la patria
il loro passo già
annuncia il futuro.

In piedi, cantare
il popolo trionferà.
A milioni
impongono la verità,
sono uno squadrone
di acciaio ardente,
le loro mani
porteranno la giustizia e la ragione
Donna,
con fuoco e con valore,
sei qui
insieme al lavoratore.

E ora il popolo
che si alza nella lotta
con voce da gigante
urlando: avanti!

Il popolo unito, non sarà mai vinto
Il popolo unito, non sarà mai vinto

SERGIO ORTEGA ALVARADO

“Mal de vie”

cosa esterniamo noi in realtà?
una facciata di pillole ingrata verso la vita
dove indifferenza e miseria
son cementi da svergognare
per essere in sintonia con l’aggravio
del sincero mal d’esistenza.

Nessuna pennellata di mascara potrebbe salvare
l’indizio d’una lacrima umana
scremata dal colore della vita primaverile
inverosimile, stagnante,
abbuffata di sazietà liberalizzate.
Balbuziente rimango in atono singhiozzo di lacrima
che non ha dignità perché il suo valore
è contrapposto alla diffidenza di qualsiasi miglioramento.

Glò

Sono sempre stato povero

Sum fateor, semperque fui, Callistrate pauper,

Sed non obscurus nec male notus eques,

sed toto legor orbe frequens et dicitur ‘Hic est’,

quodque cinis paucis, hoc mihi vita dedit.

At tua centenis incumbunt tecta columnis

Et libertinas arca flagellat opes,

Magnaque Niliacae servit tibi glaeba Syenes,

Tondet et innumeros Gallica Parma greges.

Hoc ego tuque sumus: sed quod sum, non potes esse:

Tu quod es, e populo quilibet esse potest.

§

Sono, non lo nego, e sempre sono stato, o Callistrato, povero,
ma non sono uno sconosciuto e nemmeno un cavaliere di scarso valore,
bensì mi leggono spesso in tutto il mondo e di me dicono: <<È proprio lui!>>,
e ciò che a pochi dà la morte, a me la vita ha dato.
Pure la tua casa si regge su colonne a centinaia
e la tua cassaforte custodisce le tue ricchezze di liberto,
e i vasti terreni di Siene sul Nilo sono a tua disposizione,
e la gallica Parma tosa per te innumerevoli greggi.
Mettiamola così: quel che sono io, tu mai puoi essere;
quel che tu sei invece può diventarlo una qualsiasi mezza cartuccia.

PUBLIO VALERIO MARZIALE

(Epigrammi V, XIII – Traduzione di Lorenzo De Ninis)

Il peso

(Per Alessia)

Ieri ho provato a dare
un valore all’amicizia
.
Sono andato dall’Orefice
con un pensiero tuo;
ma il bilancino ad ogni prova
s’inchinava, impotente.
Ho colto tra le mani un tuo sorriso
e l’ho portato al Poeta,
Lui, gioioso l’ha osservato:
 “Questa è già poesia!”
Allora, ho domandato
all’ Astronomo
se con le sue potenti lenti
avrebbe letto
fino in fondo al tuo cuore;
mi ha guardato
stupito e inerme,
pareva un bimbo
che a bocca aperta,
contempla la Luna.
.
Mi sono seduto allora
lungo il fiume,
chiedendomi
se esisteva soluzione,
quando,
come un soffio,
ti sei accostata a me.
E mentre ponevi
tenue una piuma
sul mio palmo della mano
ho percepito il tuo pensiero:                    
“Ne cogli il peso?”
Sorridendo ti sei voltata
e con ali d’Angelo,
hai spiccato il volo,
portando via i miei dubbi.
.
Così mi sono alzato,
ed ho ripreso grato
la marcia della vita,
col passo che quasi
non conosceva impronta.
.
Ora so il valore immenso,
del peso lieve dell’amicizia.

Flavio Zago

Come le fronde

E’ arduo…
cercar di capire
l’animo umano:
esso è pregno…
di mille misteri

E’ assurdo,
e illusorio
tentar di frenare
l’impulso:

esso …

come le foglie
accarezzate
o sbattute
dal vento…

s’accende
e s’invola
o si spegne
e subissa,

con lo stesso
ardore,
e con lo stesso…
valore

Ciro Germano

Published in: on gennaio 21, 2012 at 06:56  Comments (4)  
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Con Fido in te

 
Solo è Vento.
Sfiora volti
di genti, trafugando
alle gote tepore,
strappando loro
mute carezze.
.
Solo è Pensiero,
che scrive,
e s’imbusta
si lecca
e s’invia
al proprio indirizzo,
per poi fingersi lieto
nel potersi decantare
quei suoi falsi amori
.
Non è solo, Cane
l’accompagna
fido l’istinto, lui sa.
Sa ululare la Luna.
Sa,
il valore spolpato
dell’ osso
.
Solo è uomo,
stolido,
iroso,
rugoso
rigido
ramarro
arroccato.
Che vive di vento,
e che lecca i mille francobolli
e non sa cantare la Luna.
Che non sa essere,
Cane.
Non sa.

Flavio Zago

Published in: on gennaio 15, 2012 at 07:23  Comments (8)  
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Vestiti di niente

Pronti… per il viaggio ?

E’ inutile scongiurare,
toccare ferro e forse grattarsi,
occorre prevedere, senza intristirsi.

I beni acquisiti di valore terreno
rimarranno qui, insieme alle spoglie
con lo stesso destino, del polverizzarsi.

Egli, già, lo disse in tempi non sospetti,
di non legarsi, eccessivamente, agli oggetti,
e che ci saremmo presentati al Suo cospetto
accompagnati solamente…
dalla coscienza …e vestiti di niente

Ciro Germano

Published in: on gennaio 4, 2012 at 07:01  Comments (7)  
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