Voce

Voce inconscia che da lontano mi
Chiama
Non tralasciare per strada quello
Che inizio è per te
Lasciati portare da quella scia profumata che
Ti conduce dove lì trovi pago

Giorni trascorsi tra il filo teso delle
Colpe, che eco fanno ai miei valori arcani
Valori marcati, che si ribellano ad altri più aperti
Conflitto fra loro impongono il mio vivere in
Un prato senza fiori

Rosy Giglio

Published in: on maggio 4, 2012 at 07:12  Comments (7)  
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Voce

Voce inconscia che da lontano mi
Chiama
Non tralasciare per strada quello
Che inizio è per te
Lasciati portare da quella scia profumata che
Ti conduce dove lì trovi pago

Giorni trascorsi tra il filo teso delle
Colpe, che eco fanno ai miei valori arcani
Valori marcati, che si ribellano ad altri più aperti
Conflitto fra loro impongono il mio vivere in
Un prato senza fiori

Rosy Giglio

Published in: on marzo 16, 2012 at 07:01  Comments (8)  
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Puntatori

Desinenze imperfette
congetture
delle cose intangibili e sornione
biforcazioni audaci di radici e di rami
ostentazioni di

per ricucire il cielo a questa sfera
di valori sommari
le toppe d’una festa edulcorata
zenzero e cinnamomo
sulla pece

era prevista l’ora oscura a tempo
caricata la sveglia
ma i secoli trascorrono e sui giorni
tornati sempre uguali
dormono gli imbecilli e i rassegnati

il trillo si fa attendere

Cristina Bove

Come acqua

 
Come acqua lascio
ogni giorno un po’ di me
onde trasparenti
a bagnare il cuore
a scalfire il pensiero
eppure non ho alcuna certezza
di continuare a fluire oltre il mio tempo
non ho che un  cappello di sole
da indossare per ripararmi
dalla tormenta di gelo
non ho che un’eco infinito di cielo
 da lasciare in eredità
a chi non si arrende
e continua a cercarsi
nello specchio dell’altro
per riappropriarsi dei propri
valori e diritti calpestati
oltre il vuoto dell’insostenibile
apparenza del vivere.

Roberta Bagnoli

(classificata al 3° posto al Concorso “ Il Saggio” di Eboli, 2011)

Appartenenza

 
 
 
Cosa posso scrivere
oggi che guardo il mio paese
alla vigilia di una festa storica
ancora non assimilata e osteggiata
da chi rifiuta la propria italianità
come se fosse la peggiore condanna
cosa posso dire a questi connazionali
ingrati che hanno lo stesso sangue
di Garibaldi, Mazzini, Mameli
e tutti gli altri, nessuno escluso
e se parlano lo devono proprio a loro
avessero almeno la compiacenza di guardare
e composti, civilmente educati rispettare
il nostro quieto ed orgoglioso moto di rivalsa
che vedano sventolare il vessillo di gioia
verde, bianco e rosso
che lo vivano poi come un funerale
poco importa, ma sappiano
che noi siamo vivi e consapevoli
i morti sono altrove,
eroi intoccabili e magnifici
non danno fastidio più a nessuno
vivono nel ricordo per l’eternità
la resurrezione tocca solo ai puri
a chi crede nel sacro valore
della giustizia, della libertà
dell’amore e dell’unità, valori
per cui vale sempre la pena morire.

Roberta Bagnoli

Di acque limpide e azzurri cieli


La verità paga sempre ed allora perché mentire.
Com’è che appena piove sprofonda gran parte del Paese.
Ci voleva la distribuzione delle nuove case in televisione
tipico di chi crede nella moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Nuove regole per nuove generazioni i poeti in erba fumano
e son contenti 10 euro spesi bene dal pusher di turno
si muore di cirrosi mica di cannabis.
Ma allora è proprio vero che ci sono maschi che non hanno
mai pagato per fare sesso, per le femmine che lo fanno di professione
è proprio una magra consolazione.
Potevano dirlo prima che “non di solo pane si vive”
l’avremmo preteso tutti almeno un casco di protezione,
di avere i chiodi e non solo la croce.
E i giovani non hanno più valori, non hanno guida,
anche il farmacista ha bisogno del prete
e poco di quello che è vero si vede
e quello che si tocca è poca neve
e si scioglie al sole,
non c’è libertà senza regole
e chi lo controlla il controllore
se nessuno può più parlare,
non ci sarà nemmeno da cantare
non ci sarà da chiedere né da dare
non ci sarà tempo ma solo illusione
dello scorrere di momenti
cui non potremo dare un nome.

Maria Attanasio

Totale capitolazione


Una proposta…per risolver la crisi ?
E’ semplice, e senza alcuna pretesa.
Appare utopistica, oppur presuntuosa
ma , invito a riflettere su  tale cosa
Fuori uscire di  corsa…dalla Unione,
per l’ammissione della total  confusione,
e porre un freno…alla globalizzazione
Prediligere i consumi  di nazional produzione;
incrementar la ricerca, la pesca e le coltivazioni;
valorizzare il turismo e la storia…
delle antiche regioni,
e risolvere il problema  dell’immigrazione.
Negoziare  bilateralmente la commercializzazione,
e per gli altri… imporre i divieti d’importazione.
Combattere l’evasione, e la corruzione;
ripristinare i valori della moralizzazione;
e guidare il Paese con diligenza e passione,
riprendendo in pugno la situazione…
al di la, di chi… governerà la Nazione,
e  intervenendo prima ancora della…
totale capitolazione.

Ciro Germano

Devianti ragioni


Ragazzi…
votati alla morte
inviati da Stati
in malafede
e contorti,
in Terre maledette
e lontane,
e solo per un pezzo….
di pane
Figli del popolo…
destinati al macello,
da servi politici
del potere e del lucro,
in zone di guerre
insidiose e ribelli
per motivi di libertà
e di pace,
ma, con scopi ben
più abietti ed atroci
Cuori di mamme…
mandati al massacro
in Paesi distanti,
per costumi e valori,
e li frantumati ….
per le devianti ragioni

Ciro Germano

Nel cielo, di cielo, al cielo

Nel cielo libero ricordi,
riverberi di luci incandescenti,
passi discreti in ore della notte
per chiuder bene le imposte ai figli,
quattro fratelli tutti quanti intorno,
pesci e salsedine attaccati all’amo,
scogliere nude alla mercé del sole,
vagoni dietro la locomotiva
di legno nero giallo rosso e azzurro
col muso degno del miglior Pierrot.

Di cielo vesto le speranze,
le manne scese nell’età del verde,
aneliti del divenir migliore
mentre correggo i tanti miei errori,
rincorse a sentir di Dio la voce
quando altre voci non so ascoltare,
sorrisi persistenti dentro i giorni
immaginati eterni per i figli,
speranze di rileggere nel sempre
il sunto d’una vita spesa bene.

Al cielo do in custodia i sogni,
preziosi ossigeni da ingurgitare
al palesarsi d’anima che cede,
reami d’acqua e terra da salvare
in una donna fiera del suo amore,
abbracci intensi pieni di stupore
con la paura che l’istante voli,
le simmetrie dei valori veri,
pugni e carezze a vita che m’invita
a crederle – di più – per non morire.

In quei giorni farciti con il crudo,
dentro spirali senza via d’uscita,
quando il quadrante l’ora mi rallenta
e un arlecchino perde i suoi colori,
in un dolce standby lassù affido
i sogni, le speranze e i ricordi,
lungi dall’essere contaminati
dai freddi numeri dell’equazione
che linfa somma e tanta ne sottrae
a chi vorrebbe solo equa razione.

Aurelio Zucchi

Valori

Tesoro rubato
duole l’anima
distrutta, dall’inflitta colpa
duella feroce
domina e si appropria dall’arsura d’amare

nella crepa trascino brandelli sospiri
trasparenti liquidi sbattono
pesanti sulla paura

si apre lo spazio
e mi contiene come conchiglia
e l’onda sua mi culla
alla brezza del suo odore

stesa da sfilza di baci
incastonata sovrana
sulla cima del suo cuore

Rosy Giglio

Published in: on gennaio 13, 2011 at 06:57  Comments (3)  
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