Lo cammino tuo

 
Si lo pensiero inganna lo tuo sentire
e d’una coltre vela sì tanto lo vedere    
 .
netta lo vanto che t’accompagna
d’umil vesti ricopri l’intero tuo
 .
e dallo core apri a musica soave
per ascoltar lo canto che solo  suona
di virtude e beltade
 .
riscoperto diverrà lo senso
che nelle genti incontri
ancora nello cammino tuo
 .
non sia malizia e tracotanza
nè  bestemmia detta  nello peccato abiuro
a non aver compreso lo fin dello creato

Il Passero

Amicizia

Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni
che, perduti nel tempo, c’incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam riaspettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.

VINCENZO CARDARELLI

Poetronica

Di lembi innevati,
d’itinerari fantastici
non è più tempo.
Ostinata fugge,
la poesia tra dita.
Colgo i pezzi
di frasi infrante,
ne rifaccio orci cocciuti.

Il silicio
ha promesso sensi
che nessun olfatto
può eguagliare,
e il mio naso nuovo
in nanoschiuma di carbonio,
non sa rifiutare.

Ed ora, cablate le parole,
dove inserire le pile a combustibile,
senza effetto memoria,
per dar luce, storia, vanto
a questi venti versi spenti?

Flavio Zago

Afrodite

Tu, che li baci d’ogni sorriso
come luna
stampata alla carlinga dell’aviatore solo;
non sai che tutte quante le pene
io ti vedo, svanire nel miracolo
dell’invenzione madre.
Che il vanto delle mani racconto
le tue avute
in sere d’insabbiate paure
di animate, colluttazioni in nubili corpi.
Ed ogni aurora
ben tesa dagli uccelli nel becco
qui mi viene
quando nel sonno ancora t’allunghi
alla memoria, del ventre mio
che piano respira
e s’accalora.

Massimo Botturi