Io son sì stanco

Io son sí stanco sotto ‘l fascio antico
de le mie colpe et de l’usanza ria
ch’i’ temo forte di mancar tra via,
et di cader in man del mio nemico.

Ben venne a dilivrarmi un grande amico
per somma et ineffabil cortesia;
poi volò fuor de la veduta mia,
sí ch’a mirarlo indarno m’affatico.

Ma la sua voce anchor qua giú rimbomba:
O voi che travagliate, ecco ‘l camino;
venite a me, se ‘l passo altri non serra.

Qual gratia, qual amore, o qual destino
mi darà penne in guisa di colomba,
ch’i’ mi riposi, et levimi da terra?

FRANCESCO PETRARCA

Le tre sorelle

LAS TRES HERMANAS

Estabais las tres hermanas,
las tres de todos los cuentos,
las tres en el mirador
tejiendo encajes y sueños.

Y yo pasé por la calle
y miré… Mis pasos secos
resonaron olvidados
en el vesperal silencio.

La mayor miró curiosa,
y la mediana riendo
me miró y te dijo algo…
Tú bordabas en silencio,

como si no te importase,
como si te diese miedo.
Y después te levantaste
y me dijiste un secreto

en una larga mirada,
larga, larga… Los reflejos
en las vidrieras borrosas
desdibujaban tu esbelto

perfil. Era tu figura
la flor de un nimbo de ensueño.
… Tres erais, tres, las hermanas
como en los libros de cuento.

§

Stavano le tre sorelle

le tre di tutti i racconti

le tre nel belvedere

tessendo incastri e sogni

E io passai per la via

e guardai….I miei passi

risuonarono obliati

nel silenzio della sera

La maggiore guardò curiosa,

e la mediana ridendo

mi osservò dicendomi qualcosa

Tu adornavi in silenzio

come se non t’importasse

come se ti facessi paura

E poi mi perdonasti

e mi comunicasti un segreto

In una grande  veduta

lunga, lunga……. Sfumavano

i riflessi nelle vetrate

indistintamente

E il tuo slanciato profilo

la tua figura

era il fiore in una nube di sogno

Tre erano, tre le sorelle

come dentro un libro di racconti

GERARDO DIEGO

(traduzione di Marcello Plavier)