La paura di vivere

E’ una lunga traversata senza soste.
Non si può rimandare la paura di vivere.
Bisogna restare tremanti
abbracciati all’albero maestro del proprio veliero
che naviga in un oceano di emozioni sempre nuove e inaspettate.

Simone Magli

Published in: on maggio 24, 2012 at 07:02  Comments (6)  
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Il sole

pianista
sull’oceano
fedele
agli astri
-dall’ alba ad ogni alba-
con profumi salmastri
sta negli occhi dell’acqua
in tela di veliero
con lembi di passione
le sue note danzano
dentro l’anima del mare
nella bocca del cielo
quella musica errante
porta messaggi alla terra
mentre incendia, nubi nell’oro.

Aurelia Tieghi

Published in: on maggio 14, 2012 at 07:47  Comments (10)  
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Virtù

 
A Sandrèn
 
Virtù, vetusto vate, vaticini?
Veliero vanamente veleggiato
valore volentieri vagheggiato
vespertino viaggio vacillante.
Vuoi volare? Vai verso vertigini,
vacue vulve villose vociferanti,
vessatori vampiri, virginali vamp,
vessilli vanagloriosi, vascelli vinti,
violenze, vanità, viltà? Vira!
Vai veloce, valica valli, volteggia
vinci vizi virulenti, vagheggia
vaghezze, vini vigorosi, volovàn
voci vereconde, vellica voglie veraci,
varca vestiboli, vesti violetti velluti,
verga vividi versi virtuosi. Vale!

Silvano Rocca

Naufrago alla deriva

Passate al nemico
l’ultime forze
riecheggiano disarmanti
inquietudini
su traditori attacchi
e situazioni avverse
senza soluzioni
il mio veliero affonda

riparo allora
sulla mia scialuppa
in cerca di salvezza

ma con un remo solo
in agitati mari
per il momento
giro intorno

senza naufragare
di nuovo
nelle vicinanze
delle ragioni
di chi non mi vuol
più amare

Pierluigi Ciolini

L’albatro

L’ALBATROS

Souvent, pour s’amuser, les hommes d’équipage

prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,

qui suivent, indolents compagnons de voyage,

le navire glissant sur les gouffres amers.

A peine les ont-ils déposés sur les planches,

que ces rois de l’azur, maladroits et honteux,

laissent piteusement leurs grandes ailes blanches

comme des avirons traîner à côté d’eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!

Lui, naguère si beau, qu’il est comique et laid!

L’un agace son bec avec un brûle-gueule,

L’autre mime, en boitant, l’infirme qui volait!

Le Poëte est semblable au prince des nuées

Qui hante la tempête et se rit de l’archer;

exilé sur le sol au milieu des huées,

ses ailes de géant l’empêchent de marcher.

§

Spesso, per divertirsi, le ciurme
Catturano degli albatri, grandi uccelli marini,
che seguono, compagni di viaggio pigri,
il veliero che scivola sugli amari abissi.
E li hanno appena deposti sul ponte,
che questi re dell’azzurro, impotenti e vergognosi,
abbandonano malinconicamente le grandi ali candide
come remi ai loro fianchi.
Questo alato viaggiatore, com’è goffo e leggero!
Lui, poco fa così bello, com’è comico e brutto!
Qualcuno gli stuzzica il becco con la pipa,
un altro scimmiotta, zoppicando, l’infermo che volava!
Il poeta è come il principe delle nuvole
Che abituato alla tempesta ride dell’arciere;
esiliato sulla terra fra gli scherni,
non riesce a camminare per le sue ali di gigante.

CHARLES BAUDELAIRE

La musica

LA MUSIQUE

La musique souvent me prend comme une mer!
Vers ma pâle étoile,
Sous un plafond de brume ou dans un vaste éther,
Je mets à la voile;

La poitrine en avant et les poumons gonflés
Comme de la toile
J’escalade le dos des flots amoncelés
Que la nuit me voile;

Je sens vibrer en moi toutes les passions
D’un vaisseau qui souffre;
Le bon vent, la tempête et ses convulsions

Sur l’immense gouffre
Me bercent. D’autres fois, calme plat, grand miroir
De mon désespoir!

§

Spesso è un mare, la musica, che mi prende ogni senso!
A un bianco astro fedele,
sotto un tetto di brume o nell’etere immenso,
io disciolgo le vele.

Gonfi come una tela i polmoni di vento,
varco su creste d’onde,
e col petto in avanti sui vortici m’avvento
che il buio mi nasconde.

D’un veliero in travaglio la passione mi vibra
in ogni intima fibra;
danzo col vento amico o col pazzo ciclone
sull’infinito gorgo.

Altre volte bonaccia, grande specchio ove scorgo
la mia disperazione!

CHARLES BAUDELAIRE

Brezza marina

BRISE MARINE

La chair est triste, hélas! et j’ai lu tous les livres.
Fuir! là-bas fuir! Je sens que des oiseaux sont ivres
D’être parmi l’écume inconnue et les cieux!
Rien, ni les vieux jardins reflétés par les yeux
Ne retiendra ce coeur qui dans la mer se trempe
O nuits! ni la clarté déserte de ma lampe
Sur le vide papier que la blancheur défend
Et ni la jeune femme allaitant son enfant.
Je partirai! Steamer balançant ta mâture,
Lève l’ancre pour une exotique nature!
Un Ennui, désolé par les cruels espoirs,
Croit encore à l’adieu suprême des mouchoirs!
Et, peut-être, les mâts, invitant les orages
Sont-ils de ceux qu’un vent penche sur les naufrages
Perdus, sans mâts, sans mâts, ni fertiles îlots…
Mais, ô mon coeur, entends le chant des matelots!

§

La carne è triste, ahimè! e ho letto tutti i libri.
Fuggire là, fuggire! Io sento uccelli ebbri
D’esistere tra cieli ed ignorate spume.
O notti! né il chiarore deserto del mio lume
Sulla pagina vuota che il candore difende,
Riterrà questo cuore che al mare si protende,
Né la giovane donna che allatta ad una culla,
Né antichi parchi a specchio d’occhi pensosi, nulla.
Io partirò! Veliero dall’alta alberatura,
Salpa l’àncora verso un’esotica natura!
Un Tedio, desolato dalle speranze inani,
Crede ancora all’addio supremo delle mani!
E questi alberi forse, amici alle tempeste,
Sono quelli perduti che il vento adesso investe,
Perduti, senza vele, né verdi isole ormai…
Ma tu, mio cuore, ascolta cantare i marinai!

STÉPHANE MALLARMÉ

Autobiografia

È un veliero la mia vita
dall’infanzia segnato sulla mano
e l’àncora sta dentro la terra.
Perciò nel mio sonno
alberi fanno verde cielo
ma sono oscuri i semi
dell’estate mia.
Se m’è fatica svegliarmi
quel gallo mi rinnegherà?
Fossi nato da una pianta
a fianco avrei il genitore.

LIBERO DE LIBERO

Published in: on aprile 30, 2010 at 07:20  Comments (4)  
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Il mio letto

MY BED IS A BOAT

My bed is like a little boat;
Nurse helps me in when I embark;
She girds me in my sailor’s coat
And starts me in the dark.

At night I go on board and say
Good-night to all my friends on shore;
I shut my eyes and sail away
And see and hear no more.

And sometimes things to bed I take,
As prudent sailors have to do;
Perhaps a slice of wedding-cake,
Perhaps a toy or two.

All night across the dark we steer;
But when the day returns at last,
Safe in my room beside the pier,

I find my vessel fast.

§

Il mio letto è come un veliero:
Cummy alla sera mi aiuta a imbarcare,
mi veste con panni da nocchiero
e poi nel buio mi vede salpare.

Di notte navigo e intanto saluto
tutti gli amici che attendono al molo,
poi chiudo gli occhi e tutto è perduto
non vedo e sento più, navigo solo.

E a volte mi porto a letto qualcosa,
come ogni buon marinaio deve fare,
a volte una fetta di torta cremosa,
a volte balocchi per giocare.

Navigo tutta la notte come in volo,
ma quando infine il giorno è ritornato
salvo nella mia stanza, accanto al molo
il mio veliero è di nuovo attraccato.

ROBERT LOUIS STEVENSON