Post scriptum

Qualcuno gode nell’orto
la sua ora di delizia,
qualcuno forsennato
scrive versi tra le ceste di noci,
qualcuno raschia il tartaro dalle botti
nei sottani. A mezza età
il poeta sopravvive. La sua fortuna
durò un soffio, un lampo
la sua grazia.

LEONARDO SINISGALLI

Published in: on maggio 4, 2012 at 07:10  Comments (3)  
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Troppo amore

 
La stella
che illumina il mondo 
traspare nei tuoi occhi,
sorpassa il muro
l’anima dilaga
offre luce di sguardi
oltre confini
della competenza…
il tuo sole
abbaglia il vicinato
schiude l’uscio al tepore
dell’innamoramento…
non percepisci il verso
nel bagliore di occhi
che aspettano
un raggio speciale
per potere passare in prima fila…
sulla sponda del cerchio
a raggio uguale
tutte incolonnate le tue mire…
Perciò l’amore passa
dalla stanza affollata
di tuoi versi
senza trovare un punto
per sentirmi
estremamente tuo.

Giuseppe Stracuzzi

Assenza di te

Piovo d’incertezze
fotografate
in triangoli di luce.

Tra le ombre
ho mille mani che tacciono
i sentieri del cuore.

Fumo l’assenza
che oltrepassa
l’adiacente orizzonte

dei tuoi occhi
sono goccia
che ti sfiora appena

tra i versi sbiaditi
di quel che fummo
senza memoria.

Anileda Xeka

Published in: on marzo 14, 2012 at 07:04  Comments (6)  
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Uomo inutile

Se nulla ho da dire, nulla ho da chiedere,
nulla ho da dare…sarò amore negato.
Se non saprò dare forza al mio pensiero,
farlo diventare grido in un coro di grida,
sarò inutile voce che a se stesso parla.
Se mi chiuderò nel giardino incantato,
fatto di versi che solo io riesco a sentire,
mi nutrirò di me stesso in un mondo
che ha sete di giustizia, fame di verità,
che è stanco di morire senza ragione
semmai di morire ragione vi sia,
sarò albero dai frutti a terra caduti.
Sarò morto senza saperlo se lascerò
che la mia coscienza sia arenile dove
impronte di dolore cancellate vengano
da onda di calcolata indifferenza.
Sarò un offesa al creato se incapace
sarò di amare, capire, parlare e far mio
ogni attimo di vita che con dolore
da questo mondo nasce.

Claudio Pompi

Paese bello

Con le pietre delle mura
sempre esposte al sole e al gelo
sotto il cielo che ti cura
e ti copre col suo velo

e le pietre ed i mattoni
delle case ora struccate
ma che per generazioni
sono state intonacate,

e le altre ancor vestite
col vestito rinnovato
che nasconde le ferite
del gran tempo che è passato,

tutta bella sei, Bettona,
con la Piazza e la Fontana,
ch’è un gioiello che ti dona,
e quei giri di collana

delle strade e vicoletti,
che si allargano in piazzette;
con i coppi dei tuoi tetti,
di palazzi e di casette,

chiese e campanili al cielo;
col tuo insieme d’arte e storia,
sei un fiore ed il tuo stelo
è il tuo colle che si gloria

degli ulivi millenari
fin giù al piano, e il Poverello,
e anche Dante, in versi rari,
di te han detto, Paese bello!

Armando Bettozzi

Musa

Se potessi cogliere
la poesia perfetta
allora, alla mattina,
ricorderei i sogni
e parlerei
dal mio inconscio
senza più dover
tradurlo,
senza significati
misteriosi che all’anima
sola appaiono chiari
ma in gola si fanno banali
e sarebbe come
poter allungare la mano
e afferrare tutto ciò
che si vede,
anche la luce
e con un passo
attraversare
il mondo
e le stelle,
sarebbe come
urlare nel fumo
e diradarlo
e servirebbe
a riportarti indietro
a quando
hai fatto di me
un grumo solo
di dolore e versi;
ma già mi accorgo
che non è in me
la capacità di scrivere,
ma in te
quella di togliermi
il bisogno.

Gian Luca Sechi

Published in: on febbraio 15, 2012 at 07:21  Comments (6)  
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Poeta ladro e artista

Frutto di serra o di selvatica natura,
nasce la poesia tra le rocce dei picchi,
tra le fessure di un marciapiede.
È la mia poesia
Nasce tra le discariche a cielo aperto,
nei deserti o come muschio là dove
raggio di sole non giunge.
Nomade della poesia mi sento
Nasce e fiorisce nei gelidi inverni
del cuore di tristezza ammantati.
Nel pensiero e nel verso cerco riparo.
Splende al sole di passione rovente
come estati senza fine la poesia che
stonando, a volte io canto.
Rubo dagli occhi di un volto di donna,
faccio mio di un bambino il sorriso
oppure quel pianto che riga il suo viso.
Di un uomo rubo gli anni di vita vissuta.
Ladro impunito di emozioni, questo io sono.
E quando nulla di ciò nel mondo non trovo,
come pellicano il petto mi squarcio
per nutrir di dolore la poesia che langue.
Dipingo di versi i quadri della vita.
La tristezza e la gioia, la malinconia
e il rimpianto sono i colori che spando
sulla tela del cuore con olandese follia.
Non per ricchezza o voglia di fama,
io scrivo di questa vita a volte puttana.

Claudio Pompi

Il cuore dei poeti

 
Corre via il tempo
in quel vento
che spazza le foglie.
Profumano sorrisi
occhi incrociati
nell’istante del sempre
.
Scivola il mondo al finestrino
battiti del cuore divengono versi
si stringono le mani macchiate di sogni
nell’abbraccio caldo della poesia.

astrofelia franca donà

Published in: on gennaio 25, 2012 at 07:22  Comments (8)  
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A muso duro

E adesso che farò, non so che dire
e ho freddo come quando stavo solo
ho sempre scritto i versi con la penna
non ordini precisi di lavoro.
Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
e quelli che rubavano un salario
i falsi che si fanno una carriera
con certe prestazioni fuori orario
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
Ho speso quattro secoli di vita
e ho fatto mille viaggi nei deserti
perchè volevo dire ciò che penso
volevo andare avanti ad occhi aperti
adesso dovrei fare le canzoni
con i dosaggi esatti degli esperti
magari poi vestirmi come un fesso
per fare il deficiente nei concerti.
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
Non so se sono stato mai poeta
e non mi importa niente di saperlo
riempirò i bicchieri del mio vino
non so com’è però vi invito a berlo
e le masturbazioni cerebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto.
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
E non so se avrò gli amici a farmi il coro
o se avrò soltanto volti sconosciuti
canterò le mie canzoni a tutti loro
e alla fine della strada
potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.

PIERANGELO BERTOLI

A chi sa…

Divoro curiosità
nelle sorprese
(che adoro)

le cullo
in riletture
profumate
di *suoi* versi
presenti
nei miei angoli di tasca

diversità ansiose
vette “inedite”
sotto ombre
del [mio e tuo]
universo di cielo.

Glò

Published in: on gennaio 10, 2012 at 07:20  Comments (3)  
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