Distillati dell’anima

Torrenti e fiumi
sulle mie guance innevate
surplus invadente
di soavi parole
suono arcano e misterioso
paradisiaci istanti
verso incantato
sguardo ammaliato
voce suadente
in distillati dell’anima

Maristella Angeli

Published in: on aprile 18, 2012 at 07:24  Comments (23)  
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Meraviglia

Mi sono scritto 
con l’inchiostro sulla mano 
amore in tutte le lingue del mondo
per non scordarmi come si dice 
allo straniero

E poi mi sono appoggiato 
la mano sul petto

Sai …….. vicino al cuore 

e scoprire parole rovesciate
per quell’amore 
cosi distante

Per poi dimenticare
che non è sempre notte
e al mattino 
quando mi sveglio
con meraviglia scoprire

che …..
guardandomi allo specchio
posso vedere amore 
nel verso giusto

ed abbreviare la distanza
che mi tiene lontano

Pierluigi Ciolini

La giostra

 
che parte da un bacio
inizia la storia fiorita,
girando
misura l’altezza del monte
col verso che foggia a destino
cestini di frutta,
si carica d’anni, d’affanni
e guarda con gli occhi
degli alberi spogli
le grigie distese,
consegna i vestiti alle ombre
e segue discorsi di piedi
che lasciano orme
di sabbia, di pietra, di miele…
come una cantilena del canneto
a supplizio del vento
tutte le orme sparse
dappertutto.

 Giuseppe Stracuzzi

Esteta ciarliero

Circolo La Fattoria – 40127 Bologna, Via Pirandello 6 –  Gruppo poetico Laboratorio di Parole  – Giovedì 8 dicembre 2007: Sandro Sermenghi inventa la PATASÌA, poesia tatuata sulla pelle d’una patata

(nella foto il nostro Sandrèn con il poeta Gianfranco Lauretani)

.

CIACARÅN RAFINÈ

Lu-là l é Gianfranco, ciacarån rafinè,
crudêl distrutåur dal mentidåur!
Lu-qué l é Sandrén, rimadåur batagliér,
soversîv fracasån dimónndi pôc sinzér:
cme povéta l é da pudèr ch’al vèl zér!
Lu-là l é Gianfranco, latinéssta stièt
poiétic precursåur dal vérs parfèt!
 

§

 
Quegli è Gianfranco, esteta ciarliero,
nefasto affossator del menzognero!
Questi è Sandro, rimator battagliero,
adespota enjambement poco sincero:
poveta è da tagliar che vale zero!
Quegli è Gianfranco, latinista mero,
poietico è l’alfier del verso vero!

Sandro Sermenghi

Published in: on aprile 1, 2012 at 07:40  Comments (6)  
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Un pensiero

 
rannicchiato
cenobita
contava
gli applausi soffocati
dal verso
della statura intrisa
di crespe sulla pelle…
 
dall’alto
dei rami
cadenti
sognava nei campi
d’autunno
dove le foglie
sentono la voce
del vento…
 
il cuore non invecchia
scintilla
nel petto
dell’algido inverno
e sente più forte
le pene.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on marzo 1, 2012 at 07:41  Comments (8)  
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Poeta ladro e artista

Frutto di serra o di selvatica natura,
nasce la poesia tra le rocce dei picchi,
tra le fessure di un marciapiede.
È la mia poesia
Nasce tra le discariche a cielo aperto,
nei deserti o come muschio là dove
raggio di sole non giunge.
Nomade della poesia mi sento
Nasce e fiorisce nei gelidi inverni
del cuore di tristezza ammantati.
Nel pensiero e nel verso cerco riparo.
Splende al sole di passione rovente
come estati senza fine la poesia che
stonando, a volte io canto.
Rubo dagli occhi di un volto di donna,
faccio mio di un bambino il sorriso
oppure quel pianto che riga il suo viso.
Di un uomo rubo gli anni di vita vissuta.
Ladro impunito di emozioni, questo io sono.
E quando nulla di ciò nel mondo non trovo,
come pellicano il petto mi squarcio
per nutrir di dolore la poesia che langue.
Dipingo di versi i quadri della vita.
La tristezza e la gioia, la malinconia
e il rimpianto sono i colori che spando
sulla tela del cuore con olandese follia.
Non per ricchezza o voglia di fama,
io scrivo di questa vita a volte puttana.

Claudio Pompi

La cera

L’artista ha scolpito i giganti
e parlano muti al silenzio
in questo museo delle cere,

la cera la cera la cera
il verso che incide la cera…

si foggia
si scioglie
acconsente
la cera
a misura di calde parole

la cera la cera la cera
il verso che incide la cera…

s’ostina
resiste
rapprende
la cera
per conto del freddo

la cera la cera la cera
il verso che incide la cera…

altre cere animate si agitano
nel grande teatro

la cera la cera la cera.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on dicembre 14, 2011 at 07:02  Comments (7)  
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Spezie

se
s’infiorassero di zucche
forse avrebbero sèguito, i poeti, che
anche nel frittomisto trovano le metafore.
al cuoco le barucche prese nel verso gusto
danno il colore giusto ad un risotto.
la poesia è uno sballo da contorno
ci vuole sale e un pizzico di pena
una manciata di memoria e
l’umano ricettario

Cristina Bove

Il progetto

 
 
 
La sorella che aspetta
con la falce
la stagione della mietitura
non sunteggia
l’essenza di un pensiero,
il peso di un rimorso,
un sentimento…
nasconde i suoi programmi
dietro un velo
con la complicità
di tutti passeggeri al capolinea
perché nessuno
dell’altro campo
svela il suo cammino.
Un forestiero passa inosservato,
compie il ciclo
sotto gli occhi sereni
della folla,
il chicco seppellito nella zolla
spunta la testa
culmina man mano
nelle proficue spighe,
patisce il verso della molitura
compie la metamorfosi
e profuma
su desco apparecchiato
del progetto.

Giuseppe Stracuzzi

Sogna ragazzo sogna

E ti diranno parole rosse come il sangue,

nere come la notte;

ma non è vero, ragazzo,

che la ragione sta sempre col più forte

io conosco poeti

che spostano i fiumi con il pensiero,

e naviganti infiniti

che sanno parlare con il cielo.

Chiudi gli occhi, ragazzo,

e credi solo a quel che vedi dentro

stringi i pugni, ragazzo,

non lasciargliela vinta neanche un momento

copri l’amore, ragazzo,

ma non nasconderlo sotto il mantello

a volte passa qualcuno,

a volte c’è qualcuno che deve vederlo.

Sogna, ragazzo sogna

quando sale il vento

nelle vie del cuore,

quando un uomo vive

per le sue parole

o non vive più;

sogna, ragazzo sogna,

non lasciarlo solo contro questo mondo

non lasciarlo andare sogna fino in fondo,

fallo pure te..

Sogna, ragazzo sogna

quando cade il vento ma non è finita

quando muore un uomo per la stessa vita

che sognavi tu

Sogna, ragazzo sogna

non cambiare un verso della tua canzone,

non lasciare un treno fermo alla stazione,

non fermarti tu…

Lasciali dire che al mondo

quelli come te perderanno sempre

perchè hai già vinto, lo giuro,

e non ti possono fare più niente

passa ogni tanto la mano

su un viso di donna, passaci le dita

nessun regno è più grande

di questa piccola cosa che è la vita

E la vita è così forte

che attraversa i muri per farsi vedere

la vita è così vera

che sembra impossibile doverla lasciare

la vita è così grande

che quando sarai sul punto di morire,

pianterai un ulivo,

convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo sogna,

quando lei si volta,

quando lei non torna,

quando il solo passo

che fermava il cuore

non lo senti più

sogna, ragazzo, sogna,

passeranno i giorni,

passerrà l’amore,

passeran le notti,

finirà il dolore,

sarai sempre tu…

Sogna, ragazzo sogna,

piccolo ragazzo

nella mia memoria,

tante volte tanti

dentro questa storia:

non vi conto più;

sogna, ragazzo, sogna,

ti ho lasciato un foglio

sulla scrivania,

manca solo un verso

a quella poesia,

puoi finirla tu.

ROBERTO VECCHIONI