Partire di notte

si viaggia con circospezione
per non correre il rischio d’inciampare
nel mondo che non ci riguarda, fuori
svezzano i figli con le corde, i vecchi
li portano allo smorzo
mi fa paura il dire e l’inveire delle sacre vestali
il malumore dei druidi…gli anatemi dai podi

un nome stretto nella mano destra
la carità pelosa di chi conta
bisogna stare attenti…e abbassare lo sguardo
c’è chi ti maledice se ottieni un po’ di luce
meglio parlare sottovoce
d’una morte annunciata
se dalle porte subito richiuse
girano chiavi nelle toppe…a quattro mandate

vacillo
la mano che fu tesa mi respinge
quindi mi scrivo in versi sincopati
e mi respiro piano

Cristina Bove

Inventando

Nella mia notte le ho contemplate
scapigliata flotta di mari lontani
chioma petto cosce dilaganti
carne soda desolata e fulva

Verdi deliqui, rose durature.

Capelli biondi d’oro mossi nel vento
occhi pervinca e pelle blanca
ma il vello schietto e biondo
diceva tutta la forza dei suoi lombi.

La tua anima dov’è
io l’ho dislocata al sicuro
e lo svago della carne scivolò
in seno ad una tacita morte.
dopodichè niente tempio sul mare
niente sirene e vestali
resta per me un tugurio stretto
fatto di solitudine.

Marcello Plavier