Ofelia

(davanti all’Ofelia del preraffaellita Millais)

Va verso il mare e m’incanto a guardare,
l’acqua la culla  e lei sembra dormire.
Fronde s’inchinan, col loro stormire
par che un saluto le vogliano dare.
.
Lieve la veste disvela le forme,
con le sue labbra ricama un sorriso,
 nella sua mente rimangono incise
false promesse e dolenti quell’orme.
.
Alma che volle sol segni d’amore,
 perse ragion con le grandi illusioni,
 marcio sfuggì con le oscure emozioni.
 .
Or che nel mar troverà liete l’ore
e svaniran le frementi passioni,
potrà cantar le più dolci canzoni.

Piero Colonna Romano

Al confino

.
Respiri
in questo limbo
raccolto
all’estremità di una torre.
Custode
è il tempo irreale
che versa cenere
sui capelli.
Passa dietro la grata
la sera
Signora dell’ombre.
Fiammeggianti
ha gli occhi
lunga veste frusciante
e un tintinnante rosario
le modella i fianchi.
.
Graziella Cappelli
.
Published in: on febbraio 11, 2012 at 06:55  Comments (12)  
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Natale nel cuore

Un candido velo sospeso
di falde leggere
che avvolgono lente
la pace del cuore
è Natale,
indossa il paese una veste
che copre il rancore
dei giorni passati.
La neve che cala
avvolge di mistico velo
i pensieri.
Si muove una gioia leggera,
i bimbi la neve imbacucca
col rosso del viso che dona
tra gli occhi e il sorriso
abbracciano il morbido gelo.
La gioia di alberi morti
che vivono canti di luci
e pace negli occhi
ciascuno colora
coi pacchi di doni.
Natale… che amore nell’aria!
È un bacio, un abbraccio un regalo.
Si affida la voce all’idillio
che allevia i chilometri e porta
al vecchio parente lontano
la voce e il pensiero,
l’amico sospeso nel tempo
invita a cercare…
Che bello Natale!
Che placido amore
Natale nel cuore.

Giuseppe Stracuzzi

Dalla soglia di un sogno

DESDE EL UMBRAL DE UN SUEÑO

Desde el umbral de un sueño me llamaron…
Era la buena voz, la voz querida.

—Dime: ¿vendrás conmigo a ver el alma?…
Llegó a mi corazón una caricia.

—Contigo siempre… Y avancé en mi sueño
por una larga, escueta galería,
sintiendo el roce de la veste pura
y el palpitar suave de la mano amiga.

§

Dalla soglia di un sogno mi chiamarono
era la buona voce, amata voce.
Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?
una carezza mi raggiunse il cuore.
Sempre con te… ed avanzai nel sogno
per una lunga, spoglia galleria;
sentii sfiorarmi la sua veste pura
e il palpito soave della mano amica.

ANTONIO MACHADO Y RUIZ

Published in: on ottobre 1, 2011 at 07:00  Comments (2)  
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Egoismo e carità

Odio l’allor, che quando alla foresta
le nuovissime fronde invola il verno,
ravviluppato nell’intatta vesta
verdeggia eterno,
pompa de’ colli; ma la sua verzura
gioia non reca all’augellin digiuno;
chè la splendida bacca invan matura
non coglie alcuno.
Te, poverella vite, amo, che quando
fiedon le nevi i prossimi arboscelli,
tenera l’altrui duol commiserando
sciogli i capelli.
Tu piangi, derelitta, a capo chino
sulla ventosa balza. In chiuso loco
gaio frattanto il vecchierel vicino
si asside al foco.
Tien colmo un nappo: il tuo licor gli cade
nel’ondeggiar del cubito sul mento;
poscia floridi paschi ed auree biade
sogna contento.

GIACOMO ZANELLA

 

 

Sera d’incanto

Il tenero soffio del vento
è mano soave che passa e accarezza
i petali aperti a lusinghe amorose;
s’avanza leggiadro
e con sé ha il tepore d’un sole che scende
sul velo del mare,
o, anche – in un tempo –
laggiù, dietro il monte che s’ombra, in silenzio.
Solletica i fiori e i fili dell’erba,
e ogni foglia;
lambisce leggero, si ferma, riposa,
e riprende, e attraversa i capelli di lei,
che guarda lontano, sognando il suo sogno
più azzurro. La cinge – fruscia la veste –
confronta il profumo che sente, coi fiori,
ritorna a scherzare con lei, l’accarezza:
che sera d’incanto…che tenerezza!

Armando Bettozzi

Published in: on aprile 23, 2011 at 07:12  Comments (1)  
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La veste calda dell’estate

La veste calda dell’estate è l’afa
che riverbera nelle allucinate
strade. Polvere, tosse di cicale,
nel tempo intervallato che non cade.
Tutto è silenzio intorno se non fosse
il sibilo d’un treno che rincorre
cieli più azzurri e campagne rosse
di papaveri e di schiene immote che
astergono col braccio nella fronte
mentre lo sguardo più del treno corre
e convergono gli occhi verso ignote
destinazioni. E le cancella il sole.

Silvano Conti

Gli occhi del pensiero

Il volo si ferisce le ali
fissando le impronte
che non copre
la tempesta di sabbia di silenzi,
il sole decurtato
nicchia
immerso nei viluppi ciechi…
dallo strato pellucido traspare
l’eco incontenibile dell’ombre:
di Auschwitz eccetera,
delle crudeli croci dei romani,
delle inquisizioni
della chiesa cattolica macchiata…
inviluppata dalla vacua veste
introrsa efferatezza si rivolta
il nappo delle scorie
sorseggiando…
rintoccano i riflessi accarezzati
nella bestia umana
che non cambia.

Giuseppe Stracuzzi

Gelo

Adagi
veli laminati
nel notturno
biancore.
Tace la terra
ascolta
echi di silenzi
stellari.
Si scalda
la quercia
ai bagliori
cristallini
d’anemico sole,
la veste stopposa
si stringe.
Sparuto
il pettirosso
graffia
lastre di cielo.

Graziella Cappelli

Published in: on febbraio 3, 2011 at 07:37  Comments (6)  
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Come un’amante

È come un’amante capricciosa e perversa
quella sfera lucida e bianca che s’offre
a ventidue cuori di passione palpitanti.
Con la sua danza deride il maldestro,
si concede ai piedi sapienti dell’esperto.
Altri cercano di ghermirla, di rubarla,
farla propria e con lei fuggire, sospingerla,
scagliarla.
Scuote la rete che come veste trasparente,
si gonfia e ricade morbida e frusciante,
novella odalisca.
Inebria di gioia gli occhi di parte sognanti,
chiude quelli dell’altra delusi e perdenti.
Corre libera sul verde tappeto di fiori privo,
accarezza l’erba di sole irradiata.
Attende senz’ansia d’esser presa e domata.
Rimbalza e al cielo sale per ricadere
tra braccia forti e sicure alle quali docile
s’arrende per esser poi respinta,
come ripudiata.
Volti sudati, occhi sgranati e rabbiosi
la bramano tra colpi proibiti e bocche
urlanti di dolore inferto.
Lei immobile attende il nuovo amante
che sul prato la travolga, sfiorandola,
colpendola perché più rapida corra
verso nuova e sperata gloria.
Quanta passione, rabbia e frustrazione
nei cuori inoculi come dolce veleno.
Ma di te perfida amante nessuno si stanca,
per sempre amata , odiata, baciata
sarai stupenda sfera bianca.

Claudio Pompi