Bisogna fare bene le cose a questo mondo

L’ultima volta che ho visto una cravatta
faceva il sangue amaro a mio padre.
Ultima fila
dove le sedie prendono a fare che gli pare
dove ormai l’eco delle preghiere ai morti
si mangia qualche sillaba e lacrima
e la luce, s’immagina di spingersi ben oltre la vetrata.

La sera prima amò le sue ascelle, a torso nudo
con lunghe saponate decise; poi i capelli
usciti indenni da molte guerre.
Tutto pronto
per salutare un’anima che aveva lavorato
almeno per tre quarti di vita.
I figli.
Il cane. La moglie ancora in buona salute.

Poi fu casa
la cena senza dire una cosa, la cravatta
soltanto di un millimetro lenta, in suo rispetto.
Bisogna fare bene le cose a questo mondo.

Massimo Botturi

In un mattino quando fuori brina

Quest’oggi e sempre, amore voglio addosso
come tiepido flusso d’acque chiare
su nuca, spalle e fianchi infreddoliti
in un mattino quando fuori brina
e il davanzale ruba gocce alla vetrata.

Cocente, il sole arriverà puntuale
ad ingoiare i vapori della notte,
a dare un senso a questo giorno nuovo
ma nell’attesa dell’atteso evento
vado cercando anticipi del bello.

Aurelio Zucchi

Distillato di vita

Oltre la porta
di là dalla vetrata
dov’è la rete con il gelsomino
ecco, là scorre il tempo.

Qui io l’ho imprigionato
in un abbraccio
di torte al cioccolato
e fettuccine al sugo.

Qui curo la tua sete
d’amore;
ti offro il mio calice
e brindo a questo nostro
distillato di vita
ove a tentoni
giorno dopo giorno
scalciamo sassi
scrutando il fondo.

Qui, mano nella mano
tracciamo rotte
per non morire
sera dopo sera
fin quando il piede
ce la fa a salire.

Qui con te mi addormento
stringendo la mia gioia tra le dita
mentre tra le persiane
curiosa occhieggia
una luna candita.

Viviana Santandrea

Il rispetto

è raro
toccata e fuga
acqua nel deserto… vieni ti voglio bere

Goccia dolce nel mare…

Sogno nel pagliaio?
con te c’è da fare c’è da fare!
cercare cercare
luce armonia colore
nella vetrata umana

Talvolta vedo un raggio di rispetto che illumina
una pozzanghera dopo il temporale
mentre riflette il cielo.

Aurelia Tieghi

Casa Protetta


Luminosa, all’ingresso
entra la primavera
e sale ridendo le scale fin su
all’atrio del primo piano.
Qui, il mattino va a spegnersi
contro l’ampia vetrata.
Al di là
un corridoio di sguardi
vuoti
non più un fuoco ad accenderli
solo il battito sordo del cuore
che ostinato si oppone a quel nulla
in attesa di un’ultima fiaba
che sia dolce traghetto
a un sereno ritorno alla culla.
Questo è luogo di pace,
sei protetto
ti è concesso un candore bambino
più nessuno può farti del male
qui entra solo il Destino.

Viviana Santandrea

Grido di onde

Lo faccio ogni tanto, ad ogni tormento
raggiungere il mare in giorni d’inverno.
In giornate senza sole e piene di vento,
onde che si schiantano sul molo e gridano.
Avvolto nel mio giaccone, bavero alzato,
seduto in quel bar davanti a quel mare,
dietro una vetrata e vedere le onde, alte,
dirompenti,quasi volessero rapirmi…
trascinarmi in quel mare che ho scordato.
Lo faccio ogni tanto, quando la vita
non mi basta,quando questa…vita non è.
Lo faccio quando non ho più voglia
di morire ogni giorno di più.
Quando non ho più voglia di parlare,
quando ho voglia di ascoltarmi.
Guardo le onde senza occhi di sfida,
da dietro la vetrata e gocce di mare
colano come lacrime del passato.
Dal passato giunge il grido delle onde,
il mio presente è tutto in quel grido,
quel che io sono è un onda che muore,
imponente e maestosa, terribilmente
bella prima di schiantarsi sul molo.
Torna distrutta al mare senza di me,
non sa che l’anima mia da tempo è sua.

Claudio Pompi

Published in: on marzo 25, 2010 at 07:27  Comments (12)  
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