Evoluzione

Evolversi crescere svilupparsi
Modificare il proprio modello di vita
Ecco ciò che preme nel mio mondo segreto
Andarsene fuggire da questo vuoto opprimente

Come una ferita aperta stillante sangue
Mi irride il senso del nulla
amaro ma incredibilmente vivo
mentre voci ridenti risuonano prive d’ogni logica

ho sepolto la mia razionalità
sotto un fiume di fango
in attesa di un nuovo restauro vitale
pieno di amore e musicalmente pregno

il mio tempo affronta il presente
penetrando come schegge di vetro nella viva carne
i ricordi di ieri ed i progetti del domani
umiliandomi nel ristagno dell’inutile oggi

Marcello Plavier

Notturno

NOCTURNO

Los que auscultasteis el corazón de la noche,
los que por el insomnio tenaz habéis oído
el cerrar de una puerta, el resonar de un coche
lejano, un eco vago, un ligero ruido…

En los instantes del silencio misterioso,
cuando surgen de su prisión los olvidados,
en la hora de los muertos, en la hora del reposo,
¡sabréis leer estos versos de amargor impregnados!…

Como en un vaso vierto en ellos mis dolores
de lejanos recuerdos y desgracias funestas,
y las tristes nostalgias de mi alma, ebria de flores,
y el duelo de mi corazón, triste de fiestas.

Y el pesar de no ser lo que yo hubiera sido,
y la pérdida del reino que estaba para mí,
el pensar que un instante pude no haber nacido,
¡y el sueño que es mi vida desde que yo nací!

Todo esto viene en medio del silencio profundo
en que la noche envuelve la terrena ilusión,
y siento como un eco del corazón del mundo
que penetra y conmueve mi propio corazón.

§

Voi che avete auscultato il cuore della notte,
voi che nell’ostinata insonnia avete udito
un chiudersi di porte,  il rumore di vetture
lontane, un’eco vaga, un leggero fruscio…

In quegli istanti di silenzio misterioso
quando sorgon dal loro carcere gli obliati,
nell’ora dei defunti, nell’ora del riposo,
leggerete i miei versi d’amarezza impregnati.

Come in un vetro io verso in essi i miei dolori,
i remoti ricordi, le disgrazie funeste,
le meste nostalgie dell’anima inebriata,
la pena del mio cuore, triste in mezzo alle feste.

Dolore di non essere quello che avrei potuto,
perdita del reame per il quale ero nato,
pensiero che un istante decise la mia vita,
sogno ch’è l’esistenza da quando sono stato!

Tutto mi giunge in mezzo al silenzio profondo
in cui la notte avvolge la terrena illusione
e sento come un’eco del gran cuore del mondo
che penetra e commuove il mio cuore in ascolto.

RUBÉN DARIO

Para_venti

Dal mio cantiere infranto
spando nugoli di vetro
avvoltolando cellophane
di pelle ” etichettata “
[ contrasti d’ombre
sulle porte simulate]
così al primo invadere
di magra copertura,
mi scioglierò le trecce
infastidite,
e dalla forma mentis
e_spanderò la gabbia,

specie protetta di ossa sfollate
sotto la dorsale.

Beatrice Zanini

Il cuore

 
Muscolo che non posso comandare,
brocca di vetro con pesce rosso
che gira in tondo ignaro del proprio destino,
dente malato che cade all’improvviso,
buco nel mio soffitto e piove ormai da ore.
Campana stonata che segue i suoi rintocchi
senza riconoscerli mai rassegnata,
pagina letta e riletta  da un vento troppo caldo,
fiato corto dopo una corsa inutile,
stanco e solo come chi nasce per essere unico
in qualunque posto del mondo,
il mio cuore.

Maria Attanasio

Published in: on luglio 2, 2012 at 07:44  Comments (3)  
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Anima in Ellade

 
 
Pensieri vaghi, immagini perdute
cavalcano le ombre dell’insonnia,
rimbalzano nei gorghi della mente
memorie come aghi, a rintuzzarmi il sonno.
Le partenze…….. i ritorni………….
Sospesa la tua mano, di là dal vetro
simulando un saluto…
era un addio!
 
Felicità! …..Ma c’è?
Io ne ho intravisto il lampo,
poi subitaneo il buio
per pupille accecate
più scuro, ineluttabile.
Dimmi: – Tu l’hai trovata?
E quel limpido sguardo di  cerbiatto
non l’ha sfocato il tempo?
Pare immutato agli occhi del cuore!
 
Se un dì l’anima inquieta
libera ormai dagli aggravi terreni
andrà a posarsi in Ellade
potrà bearsi ancor di quel sorriso.

Viviana Santandrea

Solitudine

 
Persiste la solitudine
togliendomi l’eco della mia voce
chè ho dimenticato il suono
quando in casa da sola m’avvolge
muta nel mio acquario sogno oltre il vetro
e mentre il pensiero parla al posto delle labbra
carambolo fra le stanze come sfere sul verde.

Rosy Giglio

Published in: on Mag 22, 2012 at 07:00  Comments (10)  
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Misteriosi sguardi

Misteriosi sguardi s’intrecciano
nell’aura notturna creata dalla luna
che si cela tra nuvole soffici
come carezze di seta.
Il mio pensiero, tra implacabili
nervature d’ombra,
si scaglia in frammenti
taglienti come schegge di vetro
per poi farsi silenzio
e spegnersi nel vasto universo
costellato dal bianco riverbero
di logore e tristi realtà.

Patrizia Mezzogori

La nostalgia

Viene la nostalgia a sentir piovere,
e anche senza.
Perché ci siamo messi di fronte alla bellezza
ai fili d’erba e al sole
pietrificato negli occhi, come allora
che messo un po’ di fumo sul vetro lo rapimmo
nel mentre amoreggiava la luna a penzoloni.
Ci mise dei minuti senza la canottiera,
sembrava quando avevo mio padre là vicino,
nel letto dell’estate che aveva sponde bianche.
Bella, e dolce.
La nostalgia che fa quattro nodi ad un foulard
la nostalgia dei fianchi sui quali mi tagliavo
a fare il filo come alla mola, ed all’amore
il più pericoloso e sudato, il più normanno:
la sciabola e la spina dorsale, tutta nuda.

Massimo Botturi

Filastroccando in fil_affondo

Invaso parole e date
con terra di poco conto,
e invece delle rose
pianto un’altra croce,
che a farci l’abitudine
straccetti d’ossa un secchio,
e lego al palo il costo
per un altro mucchio.
E c’è chi canta maggio
seduto in una stanza,
chi invece disfa l’orto
dopo averlo sistemato.
Io fisso sempre un punto
ma il cielo non lo trovo,
slacciata nel mattino
mi offro al fiato e al vetro,
poi gioco con la luce
di una lampada a risparmio,
pensieri srotolati
mi montano la testa:

– e scatta la prudenza –

ma annegano sul fondo
ubriachi di malconcio,
si sedimenta il pianto
in un bicchiere vuoto.

Beatrice Zanini