Davvero

Davvero verranno ancora giorni di perdono e di grazia

e camminerai nel campo come l’ingenuo viandante.

La pianta dei tuoi piedi nudi accarezzerà i fili d’erba,

e le sommità delle spighe ti pungeranno, e la loro puntura sarà dolce,

oppure la pioggia ti sorprenderà, con la massa battente delle sue gocce

sulle spalle, sul petto, sul collo e ti rinfrescherà il capo.

Davvero camminerai ancora nei campi e la quiete si diffonderà in te,

respirerai il profumo del solco trovando pace a ogni respiro

vedrai il sole nello specchio della pozza dorata

le cose e la vita saranno semplici e sarà permesso toccarle

e sarà permesso, permesso, permesso amare.

Camminerai nei campi da sola,

non ti brucerai nella vampa degli incendi,

in strade indurite dal terrore e dal sangue.

E con cuore sincero sarai di nuovo umile e docile

come un filo d’erba, come un essere umano,

cui è permesso, permesso, permesso amare.

 

LEAH GOLDBERG

Risveglio

 
Ho visto il sole incandescente
salire sui tetti.
Dall’Ade
riemergo
la cappa nera
poso.
Viandante
ritorno
sulle strade dell’inquietudine
a cercare
il respiro
della sapienza.

Graziella Cappelli

Published in: on marzo 28, 2012 at 06:58  Comments (9)  
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Segreti

 
I segreti delle donne
sono nascosti dalle foglie d’ottobre
che si posano fragili
davanti ai tuoi perchè
Hanno il colore incerto della sera
e difesa da spine di ricci
racchiudono un’umida e dolce promessa
Sono creature improvvise
che sanno di muschio e di avventura
e finchè non le cogli non sai
se dentro la carne celano il veleno
Sono balzi inattesi
di occhi e di code nel buio
intravisti in un fitto di fronde
e subito persi nel complice silenzio
Non ti fare illusioni
tu viandante che entri nel bosco
cacciatore di sogni di frodo
Quei segreti hanno ali di gufo
e imprendibili colori di tremule farfalle
Se l’odore di tracce seguirai ostinato
ti terrà prigoniero la foresta
e con loro ti smarrirai nel vento

Fabio Sangiorgio

Si fa sera

L’ombra stanca sale
lungo vertigini di monti,
il viandante
sospeso tra guerra e pace
ritira le truppe di memorie
e torna a fortilizio con la fretta
di consegnare prima di partire
il compito assegnato
per non rischiare il fiuto di mastini
che potrebbe inseguire
all’altro lato..
Ora il tempo è scaduto,
aggiunge il nome,
marca un’altra sconfitta
sul diario…
nella biblioteca dell’archivio
dove giace la serie
contraddistinta di scaffalature
la risposta
a questo circolare di sembianze
è la parola amore
che si dipana nello stile aperto
senza orizzonte.

Giuseppe Stracuzzi