Le ore dell’Ave Maria

Quando ombreggia, dopo il solleone,
si fonde con l’aria una canzone:
semplici rintocchi di campana
dicon di più d’una voce umana.

Il giorno passa e diventa sera,
passa un pensiero e si fa preghiera.
Si smorza il via vai per la via,
batte il batacchio l’Ave Maria.

Si ferma e guarda il suono che sale,
il cuore, e attacca un canto corale
che fa pensare a cose del cielo
mentre sul mondo stende il suo velo.

Armando Bettozzi

Tempi moderni

Se fossimo certi d’una rosa di maggio
come del clangore secco della chiave
nella toppa d’un vecchio castello,
se riesumassimo le spoglie
d’un Congresso di Vienna
o d’una Controriforma,
potremmo allora intavolar discorsi
recidivi con prosopopee barocche
e false immagini  di sicumere certezze.
Ma niente è più al suo posto.
Frutta e verdura fuori stagione
mischiate a cristalli liquidi
segnano il tempo che sfugge
ai calcoli attenti dell’orologio della torre.
Monitor come segugi dall’odorato fine
seguono l’anima ormai senza veli
quando scantona nel vicolo cieco.
è tutto un viavai in punta di piedi
per non perdere niente.
Orientarsi è come giocare a battimuro
con la bussola rotta.

Lorenzo Poggi

Perchè questa notte m’inquieta?

 
Perché questa notte m’inquieta?
C’è un viavai di pensieri
aquiloni che non posso afferrare;
è colpevole forse il pitosforo
già fiorito di aromi nostalgici?
In fondo che voglio?
So che ancora domani
tufferò le mie dita tra i fini granelli
della sabbia stregata dal sole
e godrò la carezza dell’onda
che va e incessante ritorna
sul piede che affonda.
Scalderò il tuo caffè
mentre fai l’imbronciato
e mi dici:
“Ma…il bacino, me l’hai dato?”

Viviana Santandrea

Published in: on giugno 18, 2011 at 07:32  Comments (3)  
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Ironia

 
S’abbuia.  Un altro giorno è scivolato
fra suoni e gesti noti, inutilmente
e ripete Dicembre le sue usanze
nel via-vai convulso della gente.
Grigie le previsioni alla TV
E poi notizie ancora più agghiaccianti;
spengo, e sfoglio le pagine del tempo:
vedo dolce un’estate e… c’eri tu.
Un altro mondo, altra filosofia
discutibile forse e disperata
ma piena di passione e d’ironia
in nome di una fede. Oggi la vita
non è che lenta e lesta, vana attesa
di esaurire un disegno ormai scontato.
Quante volte la penna ho sollevato
invano, per lasciarla ricadere
sulla pagina vergine;  banale
mi pare ogni pensiero, ed il piacere
di andar per versi spesso mi è negato
Tra gli impervi sentieri dell’inverno
che sottraggono linfa al mio coraggio
vado cercando l’orma tua impietosa
persa tra ricci schiusi e foglie morte;
ormai che importa!
Se vorrà la sorte
dissotterrare lì la mia ironia,
come già detto da certa Rossella,
“ci penserò domani” e a garanzia
mi farò un lifting e ritornerò bella.

Viviana Santandrea

Mai più!

Sentivo intorno
un mormorio di attesa
sospesa, immaginavo
il tuo ritorno.
Quarantacinque anni,
volati via nel vento
cosa contava il tempo!
I miei occhi hanno colto
là in fondo a un corridoio
quale casa non so
la tua figura,
fra un via-vai di folla
più giovane però.
Ti sono corsa incontro
tutto il dolore ho sciolto
contro il tuo petto;
neppure il tempo
di posare le rose che hai portato
credo, per me!
Si cancella il passato,
forse c’è
ancora un’ occasione
alla tua vita, alla mia?
Tendo le braccia d’edera
cingo il tuo collo
e stretta mi ci avvinghio
per non farti andar via
mai più.
Poi, come fu?
Un’emozione così forte e intensa
un’onda di marea
mi ha risvegliato
lasciandomi negli occhi e sulle labbra
un umore salato.

Viviana Santandrea

Montecassiano

Ciottoli nelle strette viuzze
strade consunte
dagli infiniti passi

ciabattare nell’eco delle stanze
profumo di pane appena sfornato
vocìo di donne nel viavai della vita

camini, segnali di fumo
rintocco di campane
nel ricordo del tempo

tradizioni protette
come scudi a difesa
battaglie vinte

musica, banda del paese
palio e sughitti a festeggiare
la memoria
di chi resta a ricordare

Maristella Angeli