Superenalotto

 
La schedina vincente
me la tengo stretta…tra i denti,
 
C’è un posto ancor più sicuro
ma nell’antro profondo…si deteriora
 
Sono rosso violaceo, e grondo sudore:
mi guardo allo specchio …
 
è l’altro me stesso…che mi fissa negli occhi
abbasso lo sguardo, e simulo niente
 
Giro per casa, da solo e intontito …
Il campanello che trilla è il mio vicino:
… che abbia intuito ?
 
Mi sento osservato …
col cuore che mi batte all’impazzata.
Mi sento spiato …dalle pareti,
e dal gatto …finanche nel fiato.
 
Devo aspettare , per poi dopo arraffare
sperando di farcela …con quest’affanno,
e augurandomi, intanto, solo lievi malanni,
e pregando che il destino non mi dileggi
 
Adesso è opportuno fingere niente,
e continuare  la vita del nullatenente,
in agguato vi sono :
il fisco, i parenti, i conoscenti
e  dulcis in fundo … i delinquenti  
 
Mi sa che la mia vita,  almeno per ora
non sia cambiata …
 
ma che si sia ulteriormente,
e di più…complicata

Ciro Germano

Il deserto dei tartari

Si consuma una vita
ad aspettare i tartari
sempre presenti all’orizzonte
del deserto delle nostre regolette,
dei nostri bavagli da quattro soldi.
La vita che va senza scopo
se non una volta affrontare il nemico.
Ma il nemico non c’è, è solo nei sogni
bisogna inventarlo altrimenti siam morti.
Il nemico ci serve a tener ringhioso
il vicino, distratto l’oppresso,
attento chi beve l’aria di parole
dell’altoparlante di Stato.
Non c’è niente meglio
 di una guerra per trovare nemici!
Sfoggiamo il nostro armamentario
appena lucidato dalla ruggine
alzando forte il canto:
“Armiamoci e partite!”

Lorenzo Poggi

Ogni lineamento del tuo volto

Non conosce il suo vicino
Parlano lingue diverse
E sembrano evitarsi

Ma molti potrebbero giurare
Di averli sentiti urlare
Con una sola voce
E dire il mio nome:

L’onore che mi divora
Stride con la paura
Di farmi sua preda

Perchè non riesco ad assaporare
La felicità d’essere il suo prescelto
Pasto – ma solo la vergogna
Di non esserne degna?

Nicole Marchesin

Published in: on aprile 4, 2011 at 06:59  Comments (1)  
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Io non voglio tacere

Io non voglio tacere, quando non sono d’accordo.
Sorridere se non sono contenta.
Se ascolto menzogne io non voglio tacere,
finchè avrò voce voglio dire quello che penso.
Voglio indignarmi e congratularmi a proposito.

Io non voglio tacere, quando sono nel coro
mimando parole costruite da altri.
Voglio alzare la voce se mi calpestano
e non voglio tacere se si tratta di me.

Non voglio coprire col silenzio l’orrore
Non voglio lasciare indifferente la gioia,
non spendere il fiato per una morte ingiusta

Non voglio zittire nemmeno a sera,
quando al mio vicino manca la parola.

Anche se mi può costare, io non voglio tacere.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on febbraio 27, 2011 at 07:41  Comments (5)  
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Dolce certezza di chi nasce mai

Va’ a letto, è notte
d’ altri tempi
d’ altri tramonti
e, forse, di altri
mondi. Va’ a letto.

Non puoi dormire:
non vorresti che passi
il giorno, che trascorra questo
tempo di giornata
destinata a buttarsi
nella notte. Va’ a letto.

Vivere ancora?
Vuoi, ancora un poco?
Domani un altro giorno
in altro loco
vivrai ancora meglio,
al fuoco
del destino. Va’ a letto.

Il tuo vicino dentro
ti ascolta e ti conosce
già da sempre edòtto
del vivere e soffrire:
dolce sapor di nebbia,
speranze di un futuro,
passato perso. Di tua
coscienza
a causa mia è la colpa.
Va’ a letto, e dormi.

Con il senno del dopo,
scéma riconoscenza
pormi vorrai. Tuo
sogno è amore
eterno: un’ utopìa:
dolce speranza di chi nasce
lieto, dolce certezza
di chi nasce mai.

Va’ a letto, Paolo,
forse, dormirai.

Paolo Santangelo

The eve of destruction

The eastern world it is explodin’,
Violence flarin’, bullets loadin’,
You’re old enough to kill but not for votin’,
You don’t believe in war, what’s that gun you’re totin’,
And even the Jordan river has bodies floatin’,
But you tell me over and over and over again my friend,
Ah, you don’t believe we’re on the eve of destruction.

Don’t you understand, what I’m trying to say?
Can’t you see the fear that I’m feeling today?
If the button is pushed, there’s no running away,
There’ll be no one to save with the world in a grave,
Take a look around you, boy, it’s bound to scare you, boy,
And you tell me over and over and over again my friend,
Ah, you don’t believe we’re on the eve of destruction.

Yeah, my blood’s so mad, feels like coagulatin’,
I’m sittin’ here, just contemplatin’,
I can’t twist the truth, it knows no regulation,
Handful of Senators don’t pass legislation,
And marches alone can’t bring integration,
When human respect is disintegratin’,
This whole crazy world is just too frustratin’,
And you tell me over and over and over again my friend,
Ah, you don’t believe we’re on the eve of destruction.

Think of all the hate there is in Red China!
Then take a look around to Selma, Alabama!
Ah, you may leave here, for four days in space,
But when your return, it’s the same old place,
The poundin’ of the drums, the pride and disgrace,
You can bury your dead, but don’t leave a trace,
Hate your next-door-neighbour, but don’t forget to say grace,
And you tell me over and over and over and over again my friend,
you don’t believe we’re on the eve of destruction.
you don’t believe we’re on the eve of destruction.

§

IL PRINCIPIO DELLA FINE  (LA VIGILIA DELLA DISTRUZIONE)

L’Est del mondo sta esplodendo
La violenza si diffonde, i colpi sono in canna
Tu sei abbastanza grande per uccidere, ma non abbastanza per votare
Tu non credi nella guerra, ma che cos’è quell’arma che stai imbracciando?
E perfino sul fiume Giordano ci sono dei corpi che galleggiano

Ma dimmi, amico, ancora ed ancora
Non credi che siamo al principio della fine?
Non capisci quello che sto tentando di dire
E non riesci a percepire i timori che sento oggi?
Se verrà premuto il bottone, non ci sarà nessun posto dove scappare
Nessuno si salverà, il mondo diventerà una tomba

Dài una occhiata attorno a te, ce n’è abbastanza per spaventarti, ragazzo.
Ma dimmi, amico, ancora ed ancora
Non credi che siamo al principio della fine?
Si, il mio sangue è così furioso che sembra stia coagulando
Sono seduto qui e sto facendo considerazioni
Io non posso rivoltare la verità, lei non conosce regole
Un piccolo numero di senatori non fa passare la nuova legge
E le marce da sole non possono portare l’integrazione
Quando il rispetto per l’uomo si sta sgretolando
Questo grande pazzo mondo è veramente troppo frustrante
E dimmi, amico, ancora ed ancora
Non credi che siamo al principio della fine?

Pensa a tutto l’odio che c’è nella Cina rossa
E dopo getta un occhio a Selma in Alabama
Ah, tu puoi girare per quattro giorni nello spazio
E quando torni giù è sempre il solito vecchio posto
Il rullo dei tamburi, l’orgoglio e il disonore
Tu puoi  nascondere la testa nella sabbia, senza lasciare traccia
Odia il tuo vicino, ma non dimenticare di dire le preghiere

E dimmi, amico, ancora ed ancora
Non credi che siamo al principio della fine?

No, no, tu non ci credi che siamo al principio della fine.

PHILIP  F.  SLOAN

Re_iter_azione

Bisogna avere mani quasipetali
respiro di ciniglia
per carezzare i sensi dell’esilio
come foglie di salice
e bande periferiferiche
per digitare l’anima

un tempo avevo graffi sulle gambe
si coglievano more
bastava che si stesse bene di salute
i bambini giocavano in giardino
erano già affacciati al mio domani

tra conti da pagare
e giorni registrati nella scatola nera
da leggersi nel caso di caduta
nacqui dal mio passato
levatrice
del mio destino insolito
vissi di tante vite e tanti amori.

Mi pronuncia lontano
ascolto da vicino
e sono qui
che amo

Cristina Bove

Fughe

Un po’ fuggiamo tutti,
prepariamo le valigie
anche durante gli amplessi
fatte con le parole mai dette
o sussurrate piano
nel tepore di quella che credevamo
una notte tranquilla e unica
sperando che non sia ultima
in fondo.
Un po’ fuggiamo tutti
però ci commuovono tanto
quei barconi carichi
di gente come noi
ma che non ci assomiglia,
e forse speriamo che nemmeno tocchino la riva,
che non varchino mai la soglia della nostra casa
perché un po’ fuggiamo tutti
e non siamo così buoni
come vogliono farci sembrare
i venditori di saponette.
Un po’ fuggiamo tutti,
siamo occidentali
fatti più di carne che di ossa,
tremolanti al buio della nostra coscienza,
faremmo volentieri
il tiro a segno
sul vicino di casa, ma non di dicembre,
non è educato.
Un po’ fuggiamo
tanto dopo aver peccato
c’è il pentimento senza nemmeno troppo strazio,
ogni tanto qualche catastrofe
ci ricorda:”memento mori”
e si va avanti.

Maria Attanasio

Non è mai troppo tardi

Le prime lettere spiegate sull’ardesia
avevano il colore della tovaglia buona
lustrata per Natale
e riposta il giorno dopo.
La fame era un ricordo vicino
una paura
peggiore della notte a un soldato,
questo è il verbo:
il senso del risparmio
e fin anche del silenzio.

Così, col dispiacere di un povero
guardavo
svanire come polline al vento
la A, e poi la B.
Ma poi misi alle labbra un gessetto
e scrissi il sole
ovunque lo volessi vedere,
ero un bambino.

Massimo Botturi

Datemi l’ombra


Datemi l’ombra
e il fuoco che accende i rovi
nelle mani divelte.
Datemi la corda
e la clessidra che rovescia
il tempo
narrando domani
di sabbia
e castelli d’acqua.
Qui piove in tutte le ore
per troppa luce finta
tartufo di male
pregiato.
L’ipocrisia abita
da sempre nella casa
del vicino di fronte
e accanto.

Anileda Xeka

Published in: on febbraio 11, 2010 at 07:35  Comments (5)  
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