Saint Tropez

.
Come mi prende il colore del mare
sempre inquieto
Intenso 
cangiante
Lo sguardo commuove 
la vigna 
spazzolata dal vento
che ardita s’accoscia al litorale
All’ombra dei pini inchinati
si raccolgono i miei pensieri
mentre ti respiro e contemplo
le tue grazie che al mondo prostituisci 
Indomita  resta la tua natura 
selvaggia
e superbamente vince
le bramosie dell’uomo
I tuoi morti mi sorridono
assolati su rocce a pelo d’acqua
dove l’eternità è scritta
nel ripetersi dei giorni accanto
A sera  il colore si fa materia e
ti rapisce alla malinconia
Ogni volta che parto
ti lascio con gli occhi di un amante
 
Anna Maria Guerrieri

Se tu vorrai sapere

Se tu vorrai sapere
chi nei miei giorni sono stato, questo
di me ti potrò dire.
A una sorte mi posso assomigliare
che ho veduta nei campi:
…l’uva che ai ricchi giorni di vendemmia
fu trovata immatura
ed i vendemmiatori non la colsero
e che poi nella vigna
smagrita dalle pene dell’inverno
non giunta alla dolcezza
non compiuta la macerano i venti.

FRANCO FORTINI

Published in: on novembre 16, 2011 at 07:41  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , ,

Vigna d’autunno

Montagne dai piedi soffusi
e capelli imbiancati
incorniciano il quadro
violetto azzurrino
della vigna sfiancata
sgravata dal peso.

Lorenzo Poggi

Published in: on gennaio 3, 2011 at 07:34  Comments (4)  
Tags: , , , , , ,

A Senhal


A  CLÎ

Quand l’è tänp ed caranvèl
fèr di sèlt sanza grinbèl
pò cuntént andèrsen vî
in silänzi e in pónta ed pî
a zarchèr una caśleńna
dóvv tafièr un’anadréńna
e vulèr såtta un linzôl
par magnèr sfrâpl e raviôl!
Pò, in sta mûśica fiuré,
lûv biasèr un dåulz candé
dåu fritèl cån sî grasû
e ala lómm di mirasû
chèld gustèr ranûc’ cån Clî
ch’la s fa vgnîr la freneśî,
ch’l’é l’insónni d nôstra vétta,
che però l’é tante drétta
ch’an s’ariès mai ed ciapèrla,
pzigutèrla e intànt baśèrla!
L’é un źarmói, l’é un sprucajén,
l’ha del cûruv da viulén
l’é una źòja l’é un zriśén ,
cån Clî psairi ciacarèr
cån Clî psairi anc źughèr,
la Sô véggna… psair vindmèr!

§

A  SENHAL 1

Quando è tempo di carnevale
far dei salti senza grembiale
poi contenti andarsene via
in silenzio e in punta di piedi
a cercare una casina
dove ingollare un’anatrina
e volare sotto un lenzuolo
per mangiare sfrappole e raviole!
Poi, in questa musica fiorita,
ghiotti masticare un dolce candito
due frittelle con sei ciccioli
e alla luce dei girasoli
caldi gustare ranocchi con Senhal
che ci fa venire la frenesia,
che è il sogno della nostra vita,
che però è tanto scaltra
che non ci riesce mai di acchiapparla
pizzicottarla e intanto baciarla!
È un germoglio, è snella carina,
ha delle curve da violino
è una gioia è un ciliegino/sorrisino 2,
con Senhal poter chiacchierare
con Senhal poter anche giocare
la Sua vigna… poter vendemmiare!

Sandro Sermenghi

1 Senhal” (Clî) nome fittizio che nella poesia dei  trovadori provenzali adombrava il nome della  donna amata che, per rispetto e per sana gelosia, veniva tenuto segreto.

2 ciliegino e/o sorrisino (zriśén) in bolognese si scrivono nello stesso modo.