Verrà settembre

portando
nettare d’uva
nelle vigne
foglie
orlate di giallo.
Vagherò
nelle sere
senza domani
per viottoli
tra girasoli
ricurvi.
Splenderà
ancora nel brullo
quel fiore
azzurino
a campanule
delicato
straripante
di sentimento.

Graziella Cappelli

Published in: on giugno 22, 2012 at 07:35  Comments (12)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,

Da Nuccio al Bar delle Vigne

 
Non riesco a guardarvi negli occhi
???????????????????????????????
Sono stato da Nuccio al bar delle vigne
nell’ora in cui le puttane scappano via come tanti topolini affamati
ed arrivano prima a grammi e poi a quintali gli studenti ubriachi.
Non riesco a guardarvi negli occhi
???????????????????????????????
e poi è sabato sera
e ci vestiamo (noi) come delle puttane,
i discorsi scivolano lenti come pappagalli domestici
(ne ho visto un paio- di pappagalli – dalle parti di Marassi sono fuggiti e sanno cantare)
certo, è interessante citare a memoria gonfiarsi la pancia annuire alle ragazze
ma questa città non ha bisogno di questo terremoto di teste che voi chiamate arte.
Avevamo il mare. Ti ricordi? Ti ricordi il sale?
Lo raccoglievo dalle tue ciglia
ogni volta che dicevo – ti amo –
lo raccoglievo con un bacio
e non te lo restituivo,
facevo un nido nella mia bocca e deglutivo
                                                               deglutivo
                                                                         deglutivo…
E comunque Nuccio ha la sciatica ed un principio di razzismo inespresso
ogni volta che mi chiede – come va? –
gli rispondo che non devo bere così tanto
altrimenti potrei non sentire la tua voce
quando fischia come gli uccelli
ed annegare
al cambio clienti.

Massimo Pastore

Toscana

Terra
in cornice
d’appennini.
Sporgi
dal dècolletè
i seni
delle colline
dove
odorosi
sfilano i cipressi.
Leggera
discendo
tra vigne ed olivi
per borghi
fra piazze
girovago.
Nelle chiese
m’incanto
ai castelli
alle ville.
La sera
sul rosso mare
di Maremma
scivolo
a galleggiare.

Graziella Cappelli

Tempo d’inverno

 
               Tenue sole
            sulle vigne
            riflesso
            in pozzanghere cristalline.
            Striscia il vento
            sui dorsi
            nei miti campi
            tremante gemma
            sul ramo.
            Ondeggiano salici
            le rosse chiome
            nel secco canneto
            arde il tramonto
            ed è subito notte.

            Graziella Cappelli

Published in: on gennaio 4, 2012 at 06:59  Comments (14)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,

Note d’inverno

 
               Fischia il vento
                       sui bruni campi,
            dei salici
            suona
            i rossi archetti
            su armoniche
            querce.
            Musica
            di flauti
            in canneti
            frastagliati.
            Note
            risuonan
            tra i sassi,
            vibrano vigne tese
            verso l’azzurro
            Montalbano
            pungente
            al cielo.

            Graziella Cappelli

Published in: on dicembre 17, 2011 at 07:06  Comments (14)  
Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Ottobre

Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori, aria, mosto, vino,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulla vigne saccheggiate.
 
Sole d’autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell’anima.
Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t’inoltri
e sei lì per spirare.
E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch’è tutta una dolcissima agonia.
VINCENZO CARDARELLI

Viandare sui poggi

dove satura la ginestra
esplode nel giallo.
Cipressi in fila
guardiani delle vigne
del tremulo papavero
sul ciglio.
S’apre la valle
in conca di colori
nell’azzurrino
degradar dei monti.
Nell’aria palpiti
profumi
e in questa vastità
sublime è l’anima.

Graziella Cappelli

A me non basta la primavera


Oggi non voglio questo tempo di marzo
quest’aria che sta per intiepidire le strade
o amori in attesa di lettere e rose,
a me non basta la primavera
gli alberi di gemme appiccicose,
un cappello di rafia,
un soprabito nuovo di gabardine,
a me non basta la primavera
le processioni, i lumini alle finestre,
le pasque di passione,
le piazze, le giostre e il gonfalone,
a me non basta la primavera
il profumo sfacciato dei tigli,
l’ortica sotto il sole,
l’amido alle tende e le tue tristi viole,
a me non basta la primavera
la pioggia leggera,
l’orto vestito di bianco ciliegio,
le ore più lunghe nella sera,
a me non basta la primavera
i nidi alla volta del tuo capannone
le briciole che metti
per tortore e il pallido rondone,
(mentre io qui sono senza pane)
a me non basta la primavera
mi accontento di un tempo
che neghi l’astio,
qualche venerdì senza calvario
e non queste barricate
accatastate di silenzi,
queste vigne d’agonia
potate con il lampo e il tuono,
prestami il tuo respiro,
vecchio ragazzo di via Pál,
e una bandiera bianca
per un’ora,
voglio respirare,
una tregua,
arrendermi.

barche di carta