Scagliandomi nudo contro il vento avverso


          M. dice che da quando hanno aperto le frontiere
          non sente più lo stesso brivido di quando ha raggiunto Copenaghen o Barcellona
          con un bel po’ di fumo nel fondo del bagagliaio
          e intanto ha sposato quel tipo di donna che mangia solo rose
          ed è meraviglioso vederli ballare anche se non ballano in maniera meravigliosa.

F. ha inghiottito tutti i tubetti dei colori ma non è ancora riuscita a dipingere niente
scrive cose deliziose con la punta del piede ma ho saputo che ha perso una gamba
gettandosi da una finestra.

P. e L. si svegliano raramente di notte e ancora più raramente si svegliano di giorno
ho contato i morti fino all’alba e i primi due erano loro con le loro vite segrete
con il loro mazzo di chiavi ciascuno con i loro modi troppo gentili.

R. e F. sono due persone per bene, si lavano i denti tutti i giorni, non hanno bisogno di niente
anche se R. una volta diede un colpo secco ai canali di Amsterdam
e ci fece ridere per tutto il millennio.

          D. e I. hanno sempre vini eccellenti e grappe affumicate da contorcerti le budella,
          sanno parlare di tutto ed I. è deliziosa come un furetto.
          A volte rido come un idiota con D. quando ricordiamo l’insetto gigante che ci apparve
          al posto di un palo della luce nella notte sintetica.

Per il resto non ho ancora smesso di cercare tra le pulci dei cani
ed ho scritto sulla copertina di un libro tutti i miei indirizzi
scagliandomi nudo contro il vento avverso
che è l’unico capace di insegnarmi
                                                                 -tutti i venti…

Massimo Pastore

Fermenti di-vini

 
Nell’otre silenzioso
si pigia semplice mosto
sapore agrodolce
d’anima passa,
resta indelebile
l’idea come orma
di piede e mano
tutt’uno
a tracciare muti
arabeschi lucenti,
a indicare sentieri smarriti.
Noi, corpo indivisibile
di singoli e solitari poeti,
camminiamo per strade
di-versi
tutti appagati
e rischiarati da quei
benedetti
per alcuni dalla sorte
maledetti
fermenti di-vini.

Roberta Bagnoli

Published in: on novembre 28, 2011 at 07:22  Comments (19)  
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Virtù

 
A Sandrèn
 
Virtù, vetusto vate, vaticini?
Veliero vanamente veleggiato
valore volentieri vagheggiato
vespertino viaggio vacillante.
Vuoi volare? Vai verso vertigini,
vacue vulve villose vociferanti,
vessatori vampiri, virginali vamp,
vessilli vanagloriosi, vascelli vinti,
violenze, vanità, viltà? Vira!
Vai veloce, valica valli, volteggia
vinci vizi virulenti, vagheggia
vaghezze, vini vigorosi, volovàn
voci vereconde, vellica voglie veraci,
varca vestiboli, vesti violetti velluti,
verga vividi versi virtuosi. Vale!

Silvano Rocca

Baccanale


Eburnea dea
dal rosso manto
d’alba son fatti
i tuoi capelli
attorcigliati di viticci.

Grappoli i tuoi seni
offerti al vento
tra effluvi di- vini.

Danza
tra tini e succhi d’uva,
la ballata ancestrale.

Languidi fianchi
volteggi di foglie
e sospiri di vento.

Lasciati ammirare
così scarmigliata,
dimentica ormai
del grano dorato

adorna di bronzo
ebbra del nettare
e di passione

astrofelia franca donà

Pensieri riversi (Confessione di un beone)

E mi ritrovo ancora
ad inchiostrare
ciechi cieli celati
s’un libro già liso.
Cesellare concetti
scontando a me stesso
l’ortogonale
involuzione del dire.

Soffocante
il lezzo opprimente del limite
aleggia, rilega
sparviero in catene
domande galeotte
e risposte evasive.

Geme, la ragione
allora stride e s’offre
supina
alla sfrenata malia dell’errore,
ciondolando tentennanti cortei
di sfinite figure di cuori,
d’ebbri fanti di vini
che dal vagito decantano
e dicono,
mano nella mano
al mio immemore
barricato avvenire.

Flavio Zago

Published in: on gennaio 25, 2010 at 06:58  Comments (4)  
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