Stavo sognando

tu mi cullavi
noi oscillavamo
il tuo fiato era un flauto
le tue braccia il bosco

scricchiolavano i rami secchi
sotto la mia schiena
e le tue dita mi assordavano
la tua pelle era cotone
il tuo cuore di lino

una goccia sulla mia fronte
ho creduto mi avvertissi
della pioggia
ma la tua voce tossì
un odore disgustoso

una goccia sulla mia fronte
mi stupì: era acqua davvero
dovetti aprire gli occhi
la culla diventò una nave
le tue braccia mare mosso

il tuo fiato unghie sulla lavagna
vipere i rami – viscide le tue mani
sangue rappreso la tua pelle
che colava sulla mia fronte

la mia fronte incredula mi implorava
di nasconderla chiudi gli occhi
mi ha detto proteggici dal fetore
se i tuoi occhi sono chiusi
nemmeno le sue unghie potranno graffiarci

Nicole Marchesin

La cordata dei poeti

 
Cari Poeti
amici semplici
e complessi
dell’anima sacra indistruttibile
prendiamoci per mano
la notte per noi è luce da svelare
serve una cordata d’anime coraggiose
a sollevare i fianchi della montagna malata
da tempo il sole sorge solitario e
sparge raggi di veleno
il sentiero è fumoso, ingannevole
vipere di rame si aggirano indisturbate
i nostri piedi hanno calzari stanchi
ma se spieghiamo le vele del sogno
se stendiamo reti di parole magiche
forse riusciremo a smascherare
l’imbonitore funesto
di coscienze addormentate.

Roberta Bagnoli

E’ il tuo onore il Silenzio

oltre i suoni che mostri –
ma il fruscio che posso sentire
se solo avvicino l’orecchio
annuncia una pace
che cerco da così tanto tempo
che non ricordo nemmeno il suo nome

La tua voce – come un bastone
che schiocca sulle rocce
spaventa le mie vipere affamate
che diventano – per il tempo di un sospiro
le illusioni che sono

E puoi sentirmi, ora
dalla fine del sentiero –
sotto un albero a cui non potrai resistere –
gridarti: chiamami!
chiamami ancora!

Nicole Marchesin

Published in: on febbraio 24, 2010 at 07:16  Comments (2)  
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