Venti di me

 
 
Venti di me!!
Venti pargoli e di spade,
alzatevi sul miraggio,
portatemi fino alla pelle
del respiro.
.
Ho solo un cestino
di questi petali assenti,
solo un miglio
che sa cantarne il volo
e ne conosce le virgole.
.
Mi spettino volentieri
se il sole è forte,
chissà se la carezza
mi verrà a mondare
e mi chiamerà grano !!
.
Venti di me, venti di vespro
e giunchi chini
e felci maestrali
sulla terra nera.
Portatemi alla mano
i brividi scartati
dalla noia.
Ne farò profili
che solo i ciechi
guardano.

Stefano Lovecchio

Autodafé

 
Mi espongo ad un declino insolito
anche per un vivente incallito,
ieri sera ci siam mangiati tutte le virgole
ci credo poi che non riesco a dormire
ed io maledico l’insonnia che mi priva dei sogni
dei vivi e dei morti
che in un empireo mio soltanto
mi aggiornanano sul mondo.
Brucio di solitudine
perchè ogni amico è mio soltanto,
invece alla gente piace vivere circondata
da altra gente che quando parla sputa.
Almeno dicessero cose sensate
senza sbagliare i verbi
perchè i concetti chi glieli tocca
a questa massa di balordi
pieni di fede nell’amore per il prossimo,
anch’io lo amo,
ma che non mi stia troppo addosso.
In questa valle oscura mi espongo ad un declino insolito
che vuoi che sia se dopo ci sarà Luce
e sarà per tutti, altrimenti senza perdono
c’è un altro disoccupato in giro, Dio.
Per ora amici perdenti quanto me
o vincenti come non sarò mai,
toglietemi il fumo dagli occhi
chè possa vedere almeno su qualche volto
lo sconforto.

Maria Attanasio

Inferni provvisori

sono strada di tutti
in vista come tralcio di croce
percorrermi si può se lo consente
una lingua tagliente, una lumaca
d’acqua di mezzanotte
o uno sparviero in abito da tè

mi vive dentro una malinconia
che non è della sera
né della botte vuota
ma tracimare di sconsolazione
nel tempo della resa

ho una bisaccia che pareva audace
c’erano dentro quattro virgole
una manciata di parole
perfino un asterisco
e messi insieme
potevano passare per poesia
ma non posso mentirvi, io sono stata
cresciuta dalle suore
mi hanno detto che se dico bugie
vado all’inferno appena muoio.

Perciò vedete
non mi resta scelta:
essere rea confessa d’ogni verso
ed aspettare di morirmi addosso.

Cristina Bove

L’odor di penna

E’ quando ne sento
la mancanza
che cerco tratti sperduti
anche nel nasconderlo a me stessa
naufragandomi
in cerca d’ossimori

spostandomi nel domani
per una caccia al tesoro
dove la mia mappa mentale
perpetra sconfinate cifre illogiche
in assetto baritonale

lungo sospiro bramato
l’esistenza di questi punti
e virgole non presenti
(ma veggenti)
da questi disegni di parole
appena-appena traslocate
dalla primaverile sostanza
in essere di corsa del mio
momentaneo fermarmi
in fermento.

Glò

New-Brain

Non caldeggio
su “Momenti”
in-spirati di passati
a venire.
Fermentano
gutturali soste di punti e virgole
sprigionate da forze invisibili:

semplici storie d’esperienze
non contestate da colpe
seppur
geo-graficamente corrisposti
da tratteggi distanziali
mai incontrati
in semplice “amore”.

Glò

Published in: on aprile 12, 2010 at 07:25  Comments (5)  
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