A mia nipote Michela


Con passetti traballanti
circoli nella stanza
ti inoltri nelle tue scoperte
leste manine afferrano il mondo
non si tocca sussurra un tono di voce
visibile si legge sul visino un perché
luminescenti occhi solidificano gesti stupendi
un’armonia d’amore
un desiderio di baci
l’abbraccio più lungo
di un amore per sempre.

Rosy Giglio

Published in: on febbraio 8, 2011 at 07:36  Comments (9)  
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Il presepe visto da un passerotto


Quel ciuffetto, sulla via,
d’erba fredda, circondato
da mercanti e da bambini
si fa piccolo, piccino
il ciuffetto su quel bordo
della via che è casa sua
per non esser calpestato.
“Che succede, che succede” –
chiede il passero al ciuffetto –
“Non lo so, non mi son mosso
dalla zolla che è il mio tetto,
guarda tu, che puoi volare.”
Ed il passero s’inalza:
dietro il monte sta calando,
stanco ed affannato,  il Sole.
E poi vede, da lontano,
una stella con la coda…
Forse è un’aquila reale?
Scorge male?  No vicino
sta arrivando:  sta guidando
Magi, uomini e animali.
.
E’ una stella molto strana
e la chiamano “cometa.”
.
Gira ancora il passerotto,
presto deve ritornare
dal ciuffetto ch’è suo amico
raccontar ciò che ha veduto
raccontar ciò che ha sentito.
.
Vede un uomo con le ali,
come lui, ma luminoso
non uguale ad altri umani,
non uguale a zampognari,
né ai re Magi, né ai soldati,
né ai cattivi cacciatori,
che son tutti senza ali:
“Sono un angelo” gli dice
“sono un angelo di Dio,
per cantare la Sua gloria
ed a tutti i cieli interi.”
.
“Sai che è nato un bel Bambino,
proprio adesso.  Guarda, ammira,
guarda verso quella stalla.”
.
Ed il passero obbediente
vola presto più vicino
e chi vede? Un uom piccino,
biondo, roseo, ricciolino,
coccolato dalla Mamma.
.
Ma che freddo,  ma che freddo!
Non c’è fiamma a riscaldarlo
solo il Babbo, nella grotta
con un bue ed un asinello.
.
Il Bambino è il Re dei Re,
quel tugurio è la sua reggia,
perché uomini e animali
gli si inchinano davanti,
tutti quanti anche i re Magi
che gli portano gli omaggi.
Il visino è sorridente,
ride piano la Madonna
per la gioia, col marito
San Giuseppe, che l’aiuta
appoggiandosi al bastone
che fiorisce con ungiglio.
.
“Questi è il Figlio, già voluto
dalla Mente del Signore
ora è nato, per salvare
ogni uomo dal peccato…”
Ciciricìp!”: il passero
nel sentire ciò è felice
di non essere un umano.
Lui e gli altri del suo mondo,
pur con legge della giungla,
il “peccato originale”
non lo fecero:  son salvi.
.
E il ciuffetto d’erba in prato,
non ancora calpestato
da carretti o da calzari,
vede il passero calare
in picchiata sulla zolla
circondata dalla neve:
è successo ch’Egli è nato,
il Signore dei Profeti
di quel Tutto immaginato
da Colui che sempre è,
che ha creato Tutto il Più,
in attesa del riscatto
dalla morte e dal dolore:
ecco il Grande Salvatore
il Divin Bambin Gesù!

Paolo Santangelo