Le mani, la mia voce


Viticci arroventati si arrampicano
per le strette viottole
non li guardo neanche
sono sempre uguali, monotoni
non m’incantano più.
Sono altre le cose
che mi stupiscono:
un cuore che gronda fatti
e non solo parole d’amore,
un’alba che sazia di
profumo di gelsomino,
l’asfalto che luccica
di fresca pioggia,
le tue mani ecco proprio quelle,
mani che aprono accessi inesplorati,
mani che annullano fredde distanze,
mani che strappano fili spinati,
mani che ammainano nude bandiere,
mani che non temono la sconfitta,
mani che hanno il coraggio
di fermare duri proiettili.
Non mi stancherò mai di scrivere
finché ci saranno le mani
avrà spazio la solinga penna
sarà lei testimone alata
messaggera schiva e sincera
della mia anima.
Sono le mani la mia grande speranza
le mani, la mia voce.

Roberta Bagnoli

Baccanale


Eburnea dea
dal rosso manto
d’alba son fatti
i tuoi capelli
attorcigliati di viticci.

Grappoli i tuoi seni
offerti al vento
tra effluvi di- vini.

Danza
tra tini e succhi d’uva,
la ballata ancestrale.

Languidi fianchi
volteggi di foglie
e sospiri di vento.

Lasciati ammirare
così scarmigliata,
dimentica ormai
del grano dorato

adorna di bronzo
ebbra del nettare
e di passione

astrofelia franca donà