L’ipocrita

 
Sarebbe bello…
esternare a tutti
i pensieri reconditi
senza soffocare la voce
nel profondo dell’animo,
e
gridare al mondo
senza reprimere
le proprie emozioni
Amare e gioire
senza remore
e
senza sopprimere
con la censura
Esprimere …
liberamente
ciò che il cuore
invola,
senza il divieto
della ragione
Ma,
l’uomo è un ipocrita…
ed io della specie

Ciro Germano

Published in: on luglio 11, 2012 at 06:56  Comments (8)  
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La voce della vita

Ho udito una voce
che tra le fronde sussurrava
e dalle nuvole e dal cielo usciva
e dall’acqua gorgogliava.

Ho visto quella voce
negli occhi spalancati di un neonato
nel primo filo d’erba su di un prato
nella timida gemma su quel ramo.

Ho respirato quella voce
nell’aria tersa del mattino
nel pulviscolo d’oro del tramonto
nella salsedine del mare.

Era lei…
era la vita che mi chiamava.

Sandra Greggio

Published in: on luglio 10, 2012 at 07:11  Comments (16)  
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Un cielo senza voli

Spoglia i silenzi questa notte.
Echi di sussurri ravvivano
immagini di fiori lungo il fiume
e nubi setose vestono l’azzurro.

Culla il vento papaveri opulenti
e strappa sorrisi alle orecchie
traboccanti della tua voce calda
che m’accompagna sul sentiero.

È quasi estate e l’alba arriva presto
a incorniciare di rosa le colline.
Eterni istanti da ricordare
ora che è inverno e il cielo è senza voli.

Elide Colombo

Rubarti per perderti

 
 
ho rubato le tue parole
le ho nascoste nel mio cuore
le ridico con la tua voce
.
ho rubato i tuoi pensieri
gli ho celati
in fondo all’animo
.
poi ancora li percorro
a risentirli per pensarti
 .
credevo
di volare insieme
poi
mi sono accorto che ero solo
.

Il Passero

Published in: on giugno 30, 2012 at 07:26  Comments (7)  
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Dialogo trapassato

da dove nasce l’indifferenza
o l’apatia delle persone?
nei circuiti viziosi di spazi
gelosi di non condivisione.
sospensione di tristezze e affanni
in uno stand/by
circonciso da ombre
irrisolvibili eppur miti
e cronicizzate.
crescite irrisolte nel tempo
in cui giovane diventi
(per testardaggine) martire di te stessa:
ti affidi al vuoto d’un angolo ancora caldo
da prosciugare di fioriture meste ;
venando risoluzioni oblique
[scomode]
ti stiri in abiti geniali di penosa illusione
eppur torchiata di appartenere
ad un genere che di “contatti” vuole
ancora imparare molto.
“Come stai?”
“Bene.”
“Rientrata, si?”
“Si. Ti disturbo?”
“No. Sto preparando il pasto.”
“Ok.”
E’ sbucciare in queste parole
il delirio del rapporto
perché l’indifferenza
è nel tono d’una voce
che non vuole ascoltare
(ha le risposte pronte).

No.
E’ nella deflagrazione
dello scoprire
sempre
con stupore
che l’egoismo è figlia
d’una educazione venale
[quando racconti quel posto
che non esiste più
___perché la morte l’ha portata via___].
non per questo da giustificare
se il primo passo
appartiene ormai
ad un indelebile trapasso.

Glò

E’ caduta la linea

 
 
 
Pronto? Paolo?
     Sì, pronto, chi parla?
Prova a indovinare chi sono.
     Mah, non saprei, la voce sembra bella..
Sono Flora..
     Flora? Ma pensa.. Come stai?
Sto bene, mi son sposata.
     Io ancora no..Ti ho pensato tanto..
Sì, ho sposato un operaio della Fiat.
     Bene. Sono contento, ti vuol bene, sei felice?
Abbiamo un figlio, e l’ho chiamato Paolo.
     Ma come? Come me? Perché?
Forse ti volevo ancora bene, ma eri troppo geloso..
     Non dire sciocchezze, tu eri troppo allegra.
Ora sto bene, Carlo mi vuol bene.
     Allora auguri di felicità, bacia per me il bambino…
Mi suonano alla porta, devo andare..
     Aspetta, senti, ascolta…  ancora un poco…
Pronto, pronto… è caduta la linea.
.
Paolo Santangelo
.
Published in: on giugno 11, 2012 at 06:57  Comments (22)  
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Preghiera alla poesia

Oh, tu bene mi pesi
l’anima, poesia:
tu sai se io manco e mi perdo,
tu che allora ti neghi
e taci.
Poesia, mi confesso con te
che sei la mia voce profonda:
tu lo sai,
tu lo sai che ho tradito,
ho camminato sul prato d’oro
che fu mio cuore,
ho rotto l’erba,
rovinata la terra –
poesia – quella terra
dove tu mi dicesti il più dolce
di tutti i tuoi canti,
dove un mattino per la prima volta
vidi volar nel sereno l’allodola
e con gli occhi cercai di salire –
Poesia, poesia che rimani
il mio profondo rimorso,
oh aiutami tu a ritrovare
il mio alto paese abbandonato –
Poesia che ti doni soltanto
a chi con occhi di pianto
si cerca –
oh rifammi tu degna di te,
poesia che mi guardi.

ANTONIA POZZI

Published in: on giugno 9, 2012 at 06:57  Comments (4)  
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Da Nuccio al Bar delle Vigne

 
Non riesco a guardarvi negli occhi
???????????????????????????????
Sono stato da Nuccio al bar delle vigne
nell’ora in cui le puttane scappano via come tanti topolini affamati
ed arrivano prima a grammi e poi a quintali gli studenti ubriachi.
Non riesco a guardarvi negli occhi
???????????????????????????????
e poi è sabato sera
e ci vestiamo (noi) come delle puttane,
i discorsi scivolano lenti come pappagalli domestici
(ne ho visto un paio- di pappagalli – dalle parti di Marassi sono fuggiti e sanno cantare)
certo, è interessante citare a memoria gonfiarsi la pancia annuire alle ragazze
ma questa città non ha bisogno di questo terremoto di teste che voi chiamate arte.
Avevamo il mare. Ti ricordi? Ti ricordi il sale?
Lo raccoglievo dalle tue ciglia
ogni volta che dicevo – ti amo –
lo raccoglievo con un bacio
e non te lo restituivo,
facevo un nido nella mia bocca e deglutivo
                                                               deglutivo
                                                                         deglutivo…
E comunque Nuccio ha la sciatica ed un principio di razzismo inespresso
ogni volta che mi chiede – come va? –
gli rispondo che non devo bere così tanto
altrimenti potrei non sentire la tua voce
quando fischia come gli uccelli
ed annegare
al cambio clienti.

Massimo Pastore

Una voce sincera sferza e flagella

 
Una voce  soccorre,
una voce sincera,
ma che sferza e flagella.
Sùbito come fiamma.
mi levo, e grido: per te
mi batto seguimi, 
mi batto per l’Amore.
.
Amor tiepide stille
del mio sangue, sorella.
Nelle sue strette spire
una serpe m’avvolge,
lentamente, mi pone
il giogo, e pigramente
succhia tutto il mio sangue.
 .
La serpe ha tratto la sua
vendetta con il veleno
fraterni Umani, non tutti
generosi e fieri, mentre
sussurro una canzone fioca,
pacatamente, io mi sento
morire. Con i miei fiori 
in mano, adesso esangue.
 
Ciao!  Sorrisi d’amor,
sogni d’oblìo, il mondo
è ancora bello e se d’intorno
di pianti echeggia l’aria,
nobile è più, sebben mai
mi negò quell’arte solitaria:
la Poesia.

Paolo Santangelo

Published in: on maggio 24, 2012 at 07:39  Comments (11)  
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Solitudine

 
Persiste la solitudine
togliendomi l’eco della mia voce
chè ho dimenticato il suono
quando in casa da sola m’avvolge
muta nel mio acquario sogno oltre il vetro
e mentre il pensiero parla al posto delle labbra
carambolo fra le stanze come sfere sul verde.

Rosy Giglio

Published in: on maggio 22, 2012 at 07:00  Comments (10)  
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