Adesso che ritardo chiedi all’alba

Disturbo arreca quel vocìo di notte
quando tu credi d’essere del sonno.

È l’ultima città ch’ancor non dorme,
meteore di carne parcheggiate
solo ad un metro dal Casino Royal,
sul marciapiede che si fa teatro.

T’affacci sul terrazzo della luna
e questa volta gli occhi vanno giù,
canotte bianche a scoprir tatuaggi,
vuoti di birra in bilico sui bordi.

Ritorni a letto quasi barcollando
sperando ancora nell’accesso ai sogni
ma sogno nel frattempo é l’incontro
con i vent’anni che non van dispersi,

con l’afa d’oltre mezzanotte al Sud,
fette d’anguria enormi tra le mani,
il blu del mar ch’aspetti di vedere
assieme a labbra a colorar mattini.

E quindi del dormir poco t’importa
adesso che ritardo chiedi all’alba.

Aurelio Zucchi

Pellegrino d’amore

Quante cose s’accalcano
e vociano alte nel cielo
la mia mente è desta da
questo vocìo ed il pensiero
desidera fare parte del gioco.
I sogni fluttuano
nella corrente del vago
le braccia cercano d’abbracciare
mentre risposte non giungono
attraverso il deserto dell’oscurità
Mi sento pellegrino senza lume
attratto da poemi d’amore
uccisa l’anima in un tramonto
carico di malinconia
vorrei vederla ancora
laggiù dove la fine ed il
principio di ogni cosa s’incontrano
ora lascio il mio vestire cencioso
di uomo antico
nelle bettole lungo la vecchia strada
Il nostro incontro non ebbe inizio
è nuovo ogni mattina
come un fresco fiore.

Marcello Plavier

Montecassiano

Ciottoli nelle strette viuzze
strade consunte
dagli infiniti passi

ciabattare nell’eco delle stanze
profumo di pane appena sfornato
vocìo di donne nel viavai della vita

camini, segnali di fumo
rintocco di campane
nel ricordo del tempo

tradizioni protette
come scudi a difesa
battaglie vinte

musica, banda del paese
palio e sughitti a festeggiare
la memoria
di chi resta a ricordare

Maristella Angeli