Un cielo senza voli

Spoglia i silenzi questa notte.
Echi di sussurri ravvivano
immagini di fiori lungo il fiume
e nubi setose vestono l’azzurro.

Culla il vento papaveri opulenti
e strappa sorrisi alle orecchie
traboccanti della tua voce calda
che m’accompagna sul sentiero.

È quasi estate e l’alba arriva presto
a incorniciare di rosa le colline.
Eterni istanti da ricordare
ora che è inverno e il cielo è senza voli.

Elide Colombo

Caro amico vero e immaginario

 
 
Caro amico vero e immaginario
non ti dirò stanotte ti ho sognato
Sei accanto a me in tanti momenti
del giorno e della notte
che sognarti mentre dormo
non ne ho bisogno
Ma se non le scrivo a te
a chi le dico le cose
che accadono
i momenti della vita
che vivo o non vivo
E’ un lenzuolo gualcito in cui mi rigiro
È un sogno tarlato
Son ali rattrappite
Se tu non ci sei
si aggruma e confonde
manca il soggetto non so che cos’è
s’annoda in un groviglio senza senso
Caso amico caro amico
l’averti incontrato
Senza di te è una piatta distesa
l’andamento dei giorni
il tempo uno specchio d’acqua ferma
solo riflessi di cielo vuoto di voli

azzurrabianca

Ho cercato

 
Camminando ho cercato
ho cercato
e ho incontrato donne sotto i riflessi degli alberi
che sognavano acqua sorgiva
ho incontrato leghe leggere e pesanti
draghi malati che sputavano tizzoni
                                                        ardenti
ho incontrato creature viventi
fatte di penna e piumati voli
ho incontrato mani tremanti che
                                     ghermivano il sole
ho incontrato gradini per salire
sassi su cui inciampare
ho cercato il silenzio che accoglieva e
                                              spaziava dentro
un attento cerbiatto che annusava
                                                           l’amore

Aurelia Tieghi

Published in: on giugno 1, 2012 at 07:37  Comments (7)  
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…di Dylan Dog

Mondo salvato dai bimbi piccolini
abiteranno accanto a una centrale
fioriscono iridi nell’aria — scariche elettriche solo nelle nubi —
fumo sporco, radiazioni sorte da dio —
… e correranno sulle strade seccandosi gli occhi più belli…
incantato…disincantato
esploratore d’emozioni pungenti come i sospiri dell’Amore.
Impronte nei Deserti bocche dorate congelate dalla Morte
mari salati…orride chiese e poi aperte…niente onde senza correnti e senza sabbie
voli, al sole, senza raggi nè esplosioni, niente calore.
Esploro l’impossibile inesistente, guardo…
non vedrò l’Impero degli Eredi…e le parole più belle…
…hanno radici…sono peripezie con il Peccato…
Tipica passione, debutti di stagioni, rapide espressioni,
ricami rinnovati sugli oroscopi del giorno, arcani specchi,
orbite fisse ostaggi nella mente. Muori.
C’è chi spedisce lettere d’amore,
chi in dispensa mette baci e abbracci,
c’è chi dice sono dolce, chi si rivolta nella tomba,
i giù sono i su sulla giostra dei Ricordi…
indagatore d’incubi fobie negli ignoti cieli…
…spettri…

Enrico Tartagni

Il profumo del mattino

 
Spolvero piano il risveglio
da sottili briciole di sogni.
Miti, i sospiri dell’alba
rubano i voli notturni,
liberi ancora dall’ombelico,
originale peccato
delle invariabilità quotidiane
.
Tra aculei di luci e tepori
esploro cauto quel mondo
che da fuori già cola,
tra le mattinali fenditure
della palizzata del sonno.
.
Un baleno.
Un presagio fugace,
poesia repentina
è bocciolo d’essere,
neonato dal latrare lontano
che tutto muta in calde tinte.
.
Indugio, inalo lento il momento.
Sorseggio gli attimi, mi celo nel tempo.
Non rincorro la vita, né cerco oltre.
Sto.
Gonfio la mente d’ossigeno nuovo,
vitale, puro, impalpabile,
così immensamente distante
dalle piroette zoppicanti
di futili smanie diurne,
che paiono quasi addolcirsi,
tra il guanciale e il mio sorriso,
gli aspri tasselli che formano
il duro mosaico del mondo
.
Di un risveglio così gravido e vero
ti volevo raccontare,
per donartelo,
tra le fessure giocose
delle tue tapparelle,
come raggiante ricordo da scrutare
nell’anima estatica della tua Aurora.
.
Reliquia di una atavica forza
cui sai di appartenere.

Flavio Zago

Piove

 
Voli d’albatri
bucano il mondo.
Rigonfi di sogni,
timidi nembi
trapassati,
straripano il prato.
.
Cocci aguzzi
di gocce di sale
tintinnano fini
sui calici stanchi
dei miei tulipani
.
Come una triste canzone,
nel cuore stanotte.

Flavio Zago

Published in: on dicembre 28, 2011 at 07:14  Comments (4)  
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Visioni asimmetriche

 
 
Un altro giorno di baldoria
dentro questa botte ferrata di pensieri giulivi
dove un violino disaccordato
dimenticava le sue passioni d’amore.
.
Intorno nuvole d’allegoria
si muovevano annichilite da voli di gabbiani
in festa per una barca di gomma piuma
che rifiutava l’acqua del mare.
.
Giovani musulmani in preghiera,
avvinghiati a pietre sconosciute,
sorridevano abbracciando ombre di speranza,
confuse da una pietà senza lacrime.
.
Il grande capo di questa immensità
ordinava a tutti di coprirsi di polvere bagnata
Muti i lamenti, lontani i dolori,
gli occhi socchiusi per tanto splendore.
.
I treni viaggiavano senza fili elettrici
e le rotaie erano scie di fuoco
dove la fede umana moriva in anfratti profondi
di felicità, sposata all’eterno desiderio.
.
Chi guidava i treni super veloci  e trasparenti
guidava anche il mondo che in quest’era post-moderna
andava al rovescio, oltrepassando tutti i muri
fatti  di bugie e i cantastorie erano contenti.
.
Non c’erano fiori perché la cenere
ridondava le sponde della bellezza, consunta
da mani di granchio che graffiavano
i figli appena nati da questa terra martoriata.
.
Gli alberi invece crescevano a dismisura,
sfidando gli aeroplani e i raggi del sole,
abbattuti all’ora del tramonto
da rivoli quieti di una luna stanca.
.
La botte ferrata era sempre piena
Ora rotolava tra sentieri di formiche operose,
schiacciando pietre del tempo futuro,
riflesse nella pioggia benefica di primavera.
.
E gli uomini offesi da rumori strazianti
dormivano, supini, con la meraviglia
che annunciava loro altri giorni di festa
senza bandiere e proclami.

Gavino Puggioni

Ndr: questa poesia, inedita, ha avuto una significativa menzione, con pubblicazione in antologia, al XXVII Premio Mondiale di Poesia Nosside 2011, di Reggio Calabria

Richiesta

RUEGO

Quiero otras sombras de oro, otras palmeras
con otros vuelos de aves extranjeras,
quiero calles distintas, en la nieve,
un barro diferente cuando llueve,
quiero el férvido olor de otras maderas,
quiero el fuego con llamas forasteras,
otras canciones, otras asperezas,
que no haya conocido mis tristezas.

 §

Voglio altre ombre dorate, altre palme

con altri voli di uccelli stranieri

voglio strade differenti, nella neve,

una fanghiglia differente quando piove,

voglio il fervido odore di altri legni,

voglio il fuoco con fiamme forestiere,

altre canzoni, altre asprezze,

che non abbia conosciuto le mie tristezze.

SILVINA OCAMPO

Guerra e natura

Voli impazziti,
frullare tenebroso d’ali
e rombi lontani.
Deflagrazioni e vampate
disegnano in cielo
luci ed ombre incessanti.

Terrore nei petti,
ricerca folle d’un rifugio,
tra gli alberi, sui tetti,
rotear d’occhi
e domande inespresse,
ricerca del sereno
mentre la tempesta
scuote ogni cosa.

Due colombe in croce
giacciono colpite da una bomba.
La testa ripiegata su un lato
ed i piccoli che agonizzano
in un nido lontano.

Domande senza risposte
e cinguettio confuso,
segnali d’allarme
e fuga inconsulta
da ramo a ramo.

La morte aleggia intorno
e non da risposte
a un mondo che osserva spaurito
la follia umana.

Salvatore Armando Santoro

Litania

 
I negri hanno la storia pendente nei tropici
 
I negri mansueti sotto la capanna dell’afa
I negri mosche negli occhi invocano la pioggia
I negri quelli nudi sul fronte cocente
I negri indefiniti nei voli delle locuste
I negri si mescolano ai chicchi di caffè
 
I negri nenie delle savane lamenti dei pigmenti
 
I negri stanno nei tronchi senza foglie
I negri con labbra carpite allargate alla fame
I negri dal poderoso collo lungo e variopinte collane
I negri figli di falli dalle mille dolenze
I negri luccicanti nei fiori di mussola
 
I negri sudore dell’Africa pura.

Aurelia Tieghi