Disonesto con me – e crudele

Come lo è il bambino che tortura la lucertola
Una risposta così maleducata
A me – che non ti avevo chiesto niente

In quel verde sporco non ho visto altro
Che la spensieratezza di quella cascata
Che tempo fa si riversava su di me…
Questa volta la sua spuma
Non si calmava nel solito specchio d’acqua

Ma spariva in una voragine così nera
Che l’avrei detta un tappeto di formiche
Per la sensazione che avevo sulla pelle –
Ora vedo che nulla si muove – perchè era il Vuoto:

Ero piena di aria nera – stagnante
Forse un po’ umida – e di un silenzio
Così profondo che le mie orecchie caotiche
Hanno preso a fischiare

Sei stato Disonesto con me – ed io
Non ti avevo chiesto niente
Volevo solo passare un altro po’ di tempo
In quel luogo scrosciante
Soltanto ascoltarlo – non volevo berne

Quando sedevo sul grande sasso
In riva a quel fresco lago
Ne sentivo il calore ed il Movimento nel profondo
E mi nutrivo di quella leggerezza…

Ma era solo uno splendido quadro
L’acqua fresca solo olio secco
Come anche la profondità di quel lago
Un quadro firmato «Disonestà»

Nicole Marchesin

Il cielo si svuota sempre

Quando io mi riempio
della mia voragine –
si libera dalla Solitudine
che il Sole gli impone –
mi nutre delle gocce
che non riesce più contare:
non bere troppo
mi dice
non essere avida
non pretendere – come me
che rubo sangue alla terra
e lo perdo ogni volta

Nicole Marchesin

Published in: on maggio 28, 2010 at 07:03  Comments (4)  
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Trasloco


Parte della fragilità
svanisce
accartocciata nella voragine
di scatoloni senza fondo,
recupero
masse inquietanti di vissuti
rifiuti smessi
privi di valore
oggetti da dimenticare
quadri
suppellettili e
cocci rotti
da recuperare…
Bianche pareti vuote
incorniciate dalle ombre
con specchi opachi
che vanno ripuliti
perchè riflettano
una nuova vita…

Aurelia Tieghi