Golem

 
——- e con  informe materia
il mio golem creai
.
E corruzione e onestà
oscene pulsioni e pudor nel pensare.
E sapienza e ignoranza
e ignavia e solerzia.
E odio ed amore
e fede e empietà
.
——- e di ciò
lo plasmai
.
Crebbe ed andò
vagando la terra.
E mari conobbe
e cime inviolate.
E spelonche smarrite
ed irosi vulcani.
.
——- e mai il suo sguardo
il mio abbandonò
.
Poi volse i suoi occhi
a cieli lontani.
Ed a lungo rimase…
.
Un lampo ed un tuono…
su me si franò.
.
——- e seppellì il mio corpo
in cripta profonda
.
Trionfante nel mondo
s’aggira iracondo.
 

Piero Colonna Romano

Festa?

E’ proprio
l’ora di festeggiare
di far coda
per le luci e i babbi
di studiare l’acconciatura
d’almanaccare
menu e bevande scelte
quando
bimbi del mondo
vivono per un giorno
madri succhiano
sangue
lavoro non è più nel
gergo
speranza pare obsoleta
fiumi e vulcani
ci mandano messaggi
la luna
si vede a mala pena
e il sole non ride più
le nocche dei vecchi
sanno di sale
e la terra emana
odore di morte
e la terra si riprende
tutto quello che ha dato
il mare si scalda
il cuore pulsa più in fretta
i motori si spengono
il denaro vola
nelle
solite tasche
il futuro
è un’ipotesi
per ottimisti
i panettoni
ingrassano
le chiacchiere dopo cena
rallentano i pensieri
ma non c’è
tregua
le fosse si riaprono
anche se di morte
non parla mai nessuno
la paura
è l’unico vero
sentimento popolare
che nascondiamo
così bene.

da sentirne l’odore
davanti alle vetrine
luccicanti.

Vogliamo far
festa d’amore?
Allora ricominciamo
a contare da 0.

Tinti e Maria

Perimetrale

Spostano mobili in galleria
nella mia testa
piccionaia di pensieri
da scambiare di posto
mentre si accalcano gli astanti

qualcuno mi concede attenuanti
generiche
patrocinio gratuito

adatta a un certo pubblico
la scena si ripete nell’inchiesta

giudice di me stessa
in contumacia
m’irrogo stravaganti pene
come attingere fuochi dai vulcani
e conservarli in petto
mimetizzati da bracieri spenti
o stare tra due fiumi in sospensione
a far da ponte

Cristina Bove