Lucia

Fortezza
e mi vieni alla mente –
mitica guerriera –
a difesa della tua femminilità violata.

Soleggiata nella bufera
afferri le sfide
vincente.
Solida amica
Sorella
Madre
affétti i tuoi giorni
senza risparmio.

A liquide emozioni
appesa
mordi il blu fuggendo avanti,
l’obiettivo fissa il tuo vuoto.

Fortezza
Solida
Amica
Vincente
Espressioni tue
dentro di me per sempre.

Anna Maria Guerrieri

La notte dell’anima

Il faro del molo
attira solitudini
Poeti sulle terrazze
muoiono nel mare
Barche lontane
attendono vite
Il vuoto
uccide la notte.

Simone Magli

Published in: on aprile 22, 2012 at 06:55  Comments (7)  
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Fiore di Pasqua

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Danza nel petto
fiore di Pasqua
antico e sacro
sparge profumo di speranza
rallegra semplice aiuola
nonostante il cielo adombrato
nonostante il vuoto intorno
che stringe la gola
nella morsa economica
di recessione e povertà.
Danza nel petto
fiore di Pasqua
lo sento vivo più che mai
adesso che l’oscurità
ha steso l’infido manto
adesso che ha sparso il sonno
sulle nostre disamorate coscienze.
Danza nel petto
fiore di Pasqua
diamogli l’acqua giusta
torniamo ad essere uomini
non sotterriamolo ancora una volta
fra uova colorate e colombe d’occasione
per un giorno di festa “apparente”
e poi niente,
totale indifferenza.
Danza sempre nel petto
fiore di Pasqua
lo sento vibrare
nella stanza spenta
lo sento cantare
nell’Amore risorto alla vita
in piena luce.

Roberta Bagnoli

Da bambini si crede che tutto sia infinito

 
si corre a cerchio perché ci si ferma sempre
 
nel punto di partenza.
 
da grandi si cammina incerti su quel che sarà
 
tuttavia consci che ogni attimo che passa non fa
 
che aumentare la distanza dal punto di dove si è partiti.
 
da vecchi si è troppo stanchi per correre, troppo deboli
 
per camminare. si sta seduti al tramonto della vita
 
a fare i conti con se stessi e si finisce poi per credere che tutto
 
finisce, rimproverandosi di esser stato cosi sciocco da credere
 
di essere immortale. sciocco per non aver mai smesso di credere.
 
che un bruco diventi farfalla non importa. egli finisce di essere un bruco.
 
ecco il punto. o che le foglie morte si dividano in mille particelle e
 
in altre mille vite si trasformino.
 
non per questo troveranno se stesse, la memoria che avevano di sé.
 
o che diventino poesia nulla cambia di certo non cancelleranno
 
le angosce del Poeta, né la sua tristezza immensa.
 
ti accorgi di aver vissuto cercando tuttora un senso e mentre la fine arriva
 
ti aggrappi alla vita con le unghie e ti spaventa sperare non perché
 
la tua pelle sia diventata simile ad una corteccia raggrinzita e non sei
 
che un tronco malato da abbattere ma perché temi di sbattere la testa
 
nella delusione più grande senza rimedio stavolta, perché
 
non ti è concesso altro tempo;
 
se solo che la morte approvasse, almeno lei che tutto finisce o quasi
 
e si trasformi in un’altra occasione, una seconda vita magari.
 
se solo l’autunno non fosse un seduttore fatale che andando
 
lascia un vuoto agghiacciante
 
ma un amante dolce e premuroso che fa bruciare di passione
 
i rami, tremare d’amore le foglie.

Anileda Xeka

Non ora

 
 
Non ora
Non in questo giorno
Grigio da far spavento
Io non vedo stelle
In questa notte
Non vedo luce
Nel giorno che arriva
Solo angoli bui
E la paura
Mi assale
Non ora
Non in questo istante
Che non sento
Ma è il mio presente
Ed io non ci sono
Come se mi camminassi addosso
Senza ombra e contro vento
Finirà questo buio dentro
Questo vuoto d’anima
Che mi assale
Alle spalle?

Maria Attanasio

Published in: on aprile 6, 2012 at 07:13  Comments (7)  
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Ci sono giorni dove niente è poesia

 
Ci sono giorni dove niente è poesia
cadono nel vuoto i pensieri
si resta verticali in attesa
di quel fermo pensare
riflette negli occhi
solo il rosa del  pruno
che di fronte invade
ringhiere e visuale

Rosy Giglio

Published in: on marzo 25, 2012 at 07:08  Comments (10)  
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Scrivo…

 
Scrivo col cuore avvolto dalla nebbia,
latte piangente che inonda emozioni
e col suo freddo velo rallenta i miei passi.
Speranzosa nelle mie illusioni,
volgo lo sguardo all’implacabile buio
dove pudici crisantemi ghiacciati
urlano il dolore viscerale dell’inquietudine
ma, mentre una lenta lacrima s’inanella
nella sua naturale trasparenza,
trovo solo il vuoto della solitudine.

Patrizia Mezzogori

Disonesto con me – e crudele

Come lo è il bambino che tortura la lucertola
Una risposta così maleducata
A me – che non ti avevo chiesto niente

In quel verde sporco non ho visto altro
Che la spensieratezza di quella cascata
Che tempo fa si riversava su di me…
Questa volta la sua spuma
Non si calmava nel solito specchio d’acqua

Ma spariva in una voragine così nera
Che l’avrei detta un tappeto di formiche
Per la sensazione che avevo sulla pelle –
Ora vedo che nulla si muove – perchè era il Vuoto:

Ero piena di aria nera – stagnante
Forse un po’ umida – e di un silenzio
Così profondo che le mie orecchie caotiche
Hanno preso a fischiare

Sei stato Disonesto con me – ed io
Non ti avevo chiesto niente
Volevo solo passare un altro po’ di tempo
In quel luogo scrosciante
Soltanto ascoltarlo – non volevo berne

Quando sedevo sul grande sasso
In riva a quel fresco lago
Ne sentivo il calore ed il Movimento nel profondo
E mi nutrivo di quella leggerezza…

Ma era solo uno splendido quadro
L’acqua fresca solo olio secco
Come anche la profondità di quel lago
Un quadro firmato «Disonestà»

Nicole Marchesin

Emozioni

Tu non sei travagliato dall’amore che sempre t’inonda.
Ecco una chiazza d’entusiasmo, invitante e superficiale.
Quando si asciuga – senti forse il vuoto?
Tra cuore e cuore resta un intervallo
E vi si penetra adagio –
La vista si abitua al colore, l’orecchio al ritmo.
Ama dunque cercando il profondo, raggiungi la volontà
perché del cuore tu non senta la fuga
e del pensiero il controllo stancante!

KAROL JÓZEF WOJTYŁA

Freddo silenzio…

 
Edera avvinghiata al muro
è il freddo silenzio che mi abbraccia
in odori e pensieri colmi di pianto
che trasformano la fiducia
in acerrima nemica della speranza
.
Come ombra su ombra
il vuoto cela i ricordi
avviluppandoli in una ragnatela
vischiosa e mortale
dalla quale è difficile districarsi,
.
mentre su mute facciate lacrimose
affogano i fotogrammi
di un saluto ingannatore
che nascondeva il tuo addio
e l’inizio… del mio morire

Patrizia Mezzogori