Scirocco

E sovra i monti, lontano sugli orizzonti

è lunga striscia color zafferano:

irrompe la torma moresca dei venti,

d’assalto prende le porte grandi

gli osservatori sui tetti di smalto,

batte alle facciate da mezzogiorno,

agita cortine scarlatte, pennoni sanguigni, aquiloni,

schiarite apre azzurre, cupole, forme sognate,

i pergolati scuote, le tegole vive

ove acqua di sorgive posa in orci iridati,

polloni brucia, di virgulti fa sterpi,

in tromba cangia androni,

piomba su le crescenze incerte

dei giardini, ghermisce le foglie deserte

e i gelsomini puerili – poi vien più mite

batte tamburini; fiocchi, nastri…

Ma quando ad occidente chiude l’ale

d’incendio il selvaggio pontificale

e l’ultima gora rossa si sfalda

d’ogni lato sale la notte calda in agguato.

LUCIO PICCOLO DI CALANOVELLA

Matta?


Aminta bella
vestita di lana sgualcita
anche d’estate
con le scarpe vuote
e i capelli zafferano
girovaghi
nell’Op
dentro  viali di tigli
a passo strozzato
misurando a voce
i perimetri
le aree e le scale
con Arianna
in braccio
bambola di pezza ninnata
e consunta di lacrime
e baci
che dorme con te
da anni e anni
dentro le sbarre e
quasi pare vera
e canta.
La tua Arianna
te l’hanno strappata
infante
dalle braccia secche
prima di farti l’elettroshock.
Tu le canti
parole e poesia
e i seni sono
ancora turgidi
d’allora.

Tinti Baldini

Ballata con tressette



dove trionfa l’umana voglia di libertà e, spezzati/bruciati
veleno e vecchiume, si parte per l’etere intinti di vino e mare.

Se tenero è il mattino e spira un po’ di vento
durante la giornata potrò esser contento!
Al color dell’inganno non parlerò da solo
ma giocherò a scopa seduto sopra un molo
spezzando sigarette: poi metterò in paiolo
un rancido fantasma ed un ripensamento!
E sprizzerò di vino capelli sei d’argento
celati sotto il lobo: così le stelle rare
di Acquario che vedremo rollare dentro il mare
riluceranno ghiacce nel magico momento!
Quiritta arriva svelto un vecchio campagnolo
con alluce dolente e in braccio un riccio matto
amante del dolcetto: è un fatuo ammazzasette
il povero fellone ed urla come un gatto
che ai dadi vuol giocarsi oppure anche a tressette
i peli del suo mento. Infine un rosignolo
in viaggio su una radio rivolto ad un lenzuolo
gli narra la speranza di vendere a Milano
risate e zafferano: mi afferro alla sua mano
e son così contento che vo con lui nel vento!

Sandro Sermenghi

Zafferano


Un giallo intenso croco
o forse tre germogliano…
e fatti assai non poco
pianin pianin si sfogliano
e al canto di usignolo
ribatte il pesciaiolo
appresso alla pro loco
col grido suo non fioco!
Intanto alla contrada
agguata il donnaiolo
che snocciola sciarada
poggiato al muricciolo:
“se gli uomini si ammogliano
e placano la voglia,
le donne amor diradano
e abbracciano… il dada!”
(sto scherzo da vestibolo
io fei per vostro gioco:
non piàcquevi? al patibolo
su ardetemi nel fuoco!)

Sandro Sermenghi

Published in: on dicembre 11, 2009 at 07:00  Comments (3)  
Tags: , , , , , ,