Alle quattro del mattino

spalanco la porta l’intonaco del muro
è caduto senza rumore
e quella crepa nel silenzio è la sorda eco
che percorre il tratto
dal dolore alla lacrima una lacrima amara
legata ancora
al ricordo di un addio
alle quatto del mattino l’ora in cui
si spengono le stelle.

Giovanni De Simone

Published in: on dicembre 30, 2019 at 07:28  Comments (3)  

Caffè del mattino

Omaggio a Prévert

lei si è alzata
lei ha messo
l’acqua nella caffettiera
lei ha messo
il caffè nella caffettiera
ha messo la caffettiera
sul fornello del gas
lei ha acceso il gas
lei si è seduta in silenzio
lei si è alzata
lei ha spento il gas
ha tolto la caffettiera dal fornello lei ha messo il caffè nella tazza ha messo lo zucchero nel caffè
ha girato il caffè col cucchiaino lei ha bevuto il caffè
lei ha messo
la caffettiera nel lavandino
lei ha messo
la tazza nel lavandino
lei ha messo il cappotto
ha messo la sciarpa
ha messo il cappello
perché faceva freddo
lei ha aperto la porta ha detto ciao le ho gridato vaffanculo

e ho chiuso la porta. e ha chiuso la porta io arrabbiato
ho aperto la porta

Giovanni De Simone

Published in: on dicembre 24, 2019 at 07:25  Comments (3)  

Paziente attesa

il sole d’estate proietta
sullo scorticato muro la maculata ombra dei rami di quercia

non un refolo d’aria non un rumore l’erba del prato
ha la testa china

fa caldo terribilmente caldo

seduto
sul ciglio della strada un uomo
incurante del sudore pazientemente aspetta aspetta

Giovanni De Simone

Published in: on dicembre 8, 2019 at 07:55  Comments (7)  

La sua voce

tremule stelle splendono nel cielo

il vento che passa sopra la quercia
mi porta la sua voce non dimenticata

le mie parole senza suono
si fermano in gola

un dolce calore sale dal cuore

Giovanni De Simone

Published in: on dicembre 1, 2019 at 07:49  Comments (5)  

Notte triste

Con la sua pena
uno sguardo
indifferente e triste
fascia la notte
invisibile solo ai pesci
e ai naufraghi
il cielo è vuoto
non c’è rugiada
né canto di uccelli
e il vento
arriva con raffiche di fuoco
fino agli angoli
più oscuri e invisibili
nel freddo si spegne
la luce rutilante
di una solitaria cometa
che percorre
con la sua scia di lacrime
gli spazi infiniti del tempo
e la luna passeggia
con la sua grande chioma
di tizzoni ardenti
cecando l’abbraccio del suo amante

Giovanni De Simone

Published in: on novembre 20, 2019 at 07:05  Comments (7)  

Dopo la tempesta

L’ultimo rantolo di vento
porta in un abbraccio
le foglie degli alberi
i colori della mattina
le carezze degli innamorati
e la terra contorta
con le sue braccia rotte
il sole
fra il cielo e
il silenzio della morte
la pioggia che
con molteplici colori
veste la sera
dove sconosciuti maggiolini
riempiono di spighe
le ferite
aperte da coltelli e tempeste

Giovanni De Simone

Published in: on novembre 12, 2019 at 07:00  Comments (5)  

Il mattino sbadiglia

il bianco freddo del soffitto
non lascia passare
il mio sguardo
mi alzo
guardo fuori dalla finestra
il mattino sbadiglia
un alito di vento
spettina la chioma
di un albero solitario
e porta i miei pensieri
nell’angolo est del cielo
che comincia a colorarsi di blu
il mattino sbadiglia
ancora

Giovanni de Simone

Published in: on novembre 2, 2019 at 07:17  Comments (8)  

Matrimonio

(Tautogramma in M)

mamma
mia meravigliosa mamma
mi manchi molto
matrimonio?
mio martirio:
mai moine
mai miele
me meschina
mio marito
mostro
mi maltratta
mi minaccia
mi “mena” malamente
mamma
mia magnifica mamma
mio martirio mutato:
mio marito
misteriosamente morto.

Giovanni De Simone

Published in: on ottobre 25, 2019 at 07:06  Comments (7)  

Disaccordo

nel cielo

-macchiato di azzurro ghiaccio-
la luna dorme

in una nuvola di fumo
di un vecchio comignolo
l’ombra di un uomo

-perseguitato dal dubbio-
quasi senza volerlo

si siede sulla panchina
testimone
della sua storia d’amore:
lei stanco di ascoltarlo
se ne andò
gelando l’amore
con uno sguardo glaciale
con lo stesso brivido
di allora

-privo di attenuanti-
cerca ancora

di sciogliere i nodi
che la gelosia annodò
nel silenzio
il cuore a pazzi

– instancabile-
grida che

non ammette gelosia
vincerà?

Giovanni De Simone

Published in: on settembre 29, 2019 at 07:42  Comments (7)  

Il tuo nome

bevo luci
di boschi profumati
abitati dai silenzi
delle mie ombre
potate dalla melodia del vento
nelle notti solitarie
che graffiano
l’arida gola dei ricordi
il tuo nome
lo vedo

-molte volte-
ripetuto ella tavolozza

indecisa della luna
che soffoca il desiderio
di negarlo
alle gocce di rugiada
che bagnano
l’oasi d’amore
creata da divinità
perse
e
ritrovate

Giovanni De Simone

Published in: on settembre 21, 2019 at 07:27  Comments (7)