Nascita di una poesia

E’ terso il cielo sopra il cheto mare,
ascolto l’onda carezzar gli scogli,
l’acqua riflette spogli monti rossi,
nell’aria van volando dei gabbiani.

Così rimango immerso in quel silenzio
che dona pace e rasserena il cuore,
passa lontano vela all’orizzonte,
corre e par sogno pieno di promesse.

Salso respiro e nel profondo scende
sentore di quel mare che mi prende,
nei suoi color si svaga la mia mente.

Lo sguardo affonda là dov’è congiunta
del mar la linea con l’azzurro velo,
sospeso è il tempo e nulla pare vero.

Piero Colonna Romano

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Published in: on settembre 17, 2017 at 07:37  Comments (16)  

Il punteggiar assente

Se chiara poesia si vuol fare,

gli accenti al posto giusto devon stare.

Ma ciò non basta a fare melodia

di quel che scrivi, né a donar malia.

 

Il ritmo, carme e musica accomuna,

se manca quello non avrai fortuna

e devi un altro inghippo ricordare:

le pause bisogna adoperare.

 

Ci aiuta la grammatica italiana;

là ci troviamo una faccenda strana,

di segni arcani è fatta, e a pochi noti;

è obbligatorio, a quelli, esser devoti:

 

il punto è un accidente che il dir blocca:

è conclusione, inver, di quel ch’hai detto.

La virgola non è mica un dispetto,

ti obbliga a fermata ch’è pitocca.

 

Virgola e punto sposi, lui di sopra,

dicono di discorso non compiuto;

per completarlo poi ci vuol l’aiuto

d’un altro verso che il sentiero scopra.

 

Ci son due punti, e stanno un sopra l’altro;

come maestri sono lì a spiegare,

a ribadir concetto e ad illustrare

il vero senso, e di sicur nient’altro.

 

La suspense danno al verso quei tre punti,

di sospension chiamati, a giusto dire,

ma dopo c’è qualcosa da scoprire…

di certo troverem degli altri spunti

 

Tant’altri ve ne sono veramente,

grafici segni, pieni di valore,

ma ve n’è un che mi colpisce il cuore,

per il suo effetto, certo sconvolgente.

 

M’intrigan molto i puntini a cavallo

d’un “i” quand’è seguita da vocale,

che per divino effetto, eccezionale!

Dittongo in iato muta, ed è uno sballo.

 

E’ vero, c’è l’ermetico poetare,

che non si cura d’essere capito

e spesso appaga solo il nostro udito

e più di questo non riesce a fare,

 

ma quando poesia è destinata

ad appagare e menti e cuor bramosi,

amici cari, via, siate pietosi

e fatela coi segni, la cantata!

 

Piero Colonna Romano

Published in: on settembre 4, 2017 at 07:04  Comments (8)  

Riepilogo

Ripensa a tutti i fiori che non colse,
ai tanti amor perduti,
ai libri che non lesse.

Ora che il tempo volge al suo tramonto,
or che s’appanna il sole
e senno più non scalda,
finiscono quell’ore di speranza.

Ore di fantasie ed emozioni,
di sogni, di disegni e di illusioni,
svanite nel trascorrere impietoso
d’un’altra età fremente di passioni.

Reclina il capo stanco e la sua mente
resta solo in attesa
dell’ultimo riposo.

Piero Colonna Romano

Published in: on luglio 31, 2017 at 07:25  Comments (6)  

Il gioco

Lungo nel tempo
d’amore un gioco
e piccoli, improvvisati giochi
lo accompagnavano.

Vedere, sapere, fingere
e, soffrendo, sperare
nel tempo, nei sentimenti
e dell’amore la forza.

Di noi, il gioco ingannevole
dalla fede sorretto
e dalla morale
al termine giunse.

Quelle piccole nubi
di tempesta presaghe
tutto di noi travolsero
spazzando, crudelmente, anime.

Tutto muore
con Dio le nostre speranze
le nostre illusioni, la mia tenerezza
nel sonno della tua mente.

Piero Colonna Romano

Published in: on luglio 17, 2017 at 06:58  Comments (6)  

Piero colpisce ancora!

De profundis per Che Guevara

Per te che fosti

principio immenso,

materia e spirito,

ragione e senso,

 

là nel turibolo

l’incenso fuma,

per un ricordo

che ci consuma.

 

E corre un fremito

lungo la schiena:

sei stato ucciso!

Grand’è la pena.

 

Per te sfrenavasi

quella speranza

di par diritti

nell’abbondanza.

 

Desti speranza

a tanta gente

di degna vita,

con sgombra mente,

 

vedesti gli uomini

uguali stare,

ci fu gran luce

nel tuo lottare !

 

Or che sei morto

lasci il messaggio

di libertà

degno d’omaggio.

 

Vivrem nel giusto

nostra stagione

se intenderemo

la tua lezione.

 

Piero Colonna Romano

Con questa poesia il nostro caro Piero si è aggiudicato il primo premio alla terza edizione straordinaria del concorso “Hostaria delle immagini” , sezione Storia, la cui premiazione si è svolta a Cortemaggiore (PC) il 25 giugno scorso. Al nostro amico va l’applauso affettuoso di tutto il Cantiere, con l’augurio di seminare ancora folte siepi di allori!

Cortemaggiore

 

Published in: on luglio 2, 2017 at 11:47  Comments (14)  

La nota a Cervo

Impervi caruggi
e lampi di luce.
Nel mare lontano,
un disco d’argento,
annega i suoi raggi.

Si cercan tra gli archi
le mani affamate
è un lieve ansimare,
fugaci carezze,
e baci sfiorati.

Allor come un sogno,
silenzio irreale,
c’è un suono che avvolge,
che penetra dentro,
che l’anima scava.

E sale s’espande
raggiunge la luna,
ne copre il chiarore.
E vibran le note,
or gravi ora acute
e pizzica e trilla,
il dolce violino.

Il canto si spegne
con dolce ondeggiare.
Nell’aria rimane,
azzurra una nota,
per poi ricordare.

Piero Colonna Romano

Published in: on giugno 30, 2017 at 07:41  Comments (9)  

Rinascita

Passa l’inverno
diadema di lacrime
in primavera.

Piero Colonna Romano

Published in: on giugno 14, 2017 at 06:59  Comments (9)  

Nuova messe di premi

E’ tempo di raccolto, e il Cantiere ci offre una nuova messe di premi! Ho il piacere di comunicarvi che ieri sera 10/6/17 ad Abano Terme (PD) si è svolta la cerimonia di premiazione del XII Premio Letterario Nazionale “Voci Città di Abano Terme” nell’ambito del quale tre nostri amici poeti hanno conseguito prestigiosi riconoscimenti: a Santi Cardella sono state assegnate la Menzione d’onore per la poesia in dialetto “U gira soli”  ed il premio speciale della giuria per la poesia in metrica “Rinuncia a evadere”, mentre ad Armando Bettozzi è andata la Menzione di merito per il brano “La befana de oggigiorno” per la poesia dialettale e a Piero Colonna Romano la Menzione di merito per la poesia in metrica “Punta Buonfiglio a Manarola”. Nel proporvi qui di seguito i brani vittoriosi vi invito ad un applauso per i nostri valenti amici con l’augurio di proseguire brillantemente nella loro carriera poetica!

§

U gira soli

Sicilia, ’nta ’n’aricchia t’aiu a parrari

d’un misteriu ca tegnu dinta o cori

fattu ca nun mi fa cchiù arragiunari:

dunni va ’u suli quannu scinni e mori?            

S’ammuccia nicu nicu ’nta li grutti

di li vulcani sparsi sutta ’u mari,

astuta a luci e nni fa fissa a tutti

ca arristamu alluccuti a talïari?

Ma doppu comu fa ’stu schifïusu

a spuntari ’nto cielu sbarigghiannu

supra i pissiani dunni sta Maria?

e dda mi lassa stupitu e cunfusu

quannu s’affaccia tenniru e cantannu

sutta a li cigghia di la bedda mia!

Santi Cardella

§

 

Rinuncia a evadere

In tutto il mondo non esiste un fiore

cui la bellezza fugga dallo stelo,

ma il tuo sorriso provoca un languore

che nasce in terra e va a fiorire in cielo.

Come brezza che spira sulla pelle,

tu accendi il fuoco e fai sognar le stelle.

Fior del passato e fiore di stagione,

colore del mio astro preferito,

i tuoi begli occhi sono una prigione

in cui la detenzione è il premio ambito.

Hai il fascino d’un bosco sempre verde

nei cui sentieri l’anima… si perde.

Santi Cardella

§

La befana de oggigiorno

Puro oggi, la Befana è pe la cappa
che porta a pupi e fanelletti bbòni
li regaletti, e subbito, poi, scappa
delusa ner vedé tante quistioni

che proprio nun s’appiàneno pe gnènte,
e che la peggio è che oggiggiorno, ormai,
de lei se sta a scordàsse, tanta ggènte…
che prima, si ‘n vieniva…mmmh! ‘n sia mai!

E mmo’, pe tutt’er bene che cià ffàtto
(che a tutti cià voluto e ce vò! bbène)
èccoje er grazzie de sto mônno matto
che nu je frega più si viè…o nun viene.

Ma nun badàcce…nun te la stà a prènne…
Ché quella è ggènte poveraccia e basta!
Che penza che a stà senza le leggènne
se vive mèjo…Ma nu’ è più intusiasta!…

E si uno nu’ è intusiasta…è guasi morto…
Vòr dì che se stracina…ma nu’ è, vivo;
e che la pagherà, ché a tajà corto,
nun cià anticorpi contro er corosìvo.

Armando Bettozzi

§

Punta Buonfiglio a Manarola

Il cielo brilla ed è quieto il mare,

ascolto l’onda carezzar gli scogli,

riflette l’acqua verdi colli e cogli

di quella pace il lieve respirare.

 

In quel silenzio cerco il mio riposo

e trovo calma ed ho sereno il cuore.

Lieve una vela va senza rumore,

trasporta sogni che sognar non oso.

 

Si svaga la mia mente nel turchese

e le speranze mie son sempre tese

a viver di quiete tra quell’onde,

 

lo sguardo affonda dove si confonde

del mar la linea con l’azzurro velo,

sospeso è il tempo e nulla pare vero.

 

Salso respiro e nel profondo scende

la grazia dell’incanto che mi prende.

Piero Colonna Romano

Published in: on giugno 11, 2017 at 09:07  Comments (11)  

La profezia

A Delfi dalla pizia sono andato

per indagar sul prossimo governo.

Seduta su una roccia l’ho trovata

tra fumi caldi che venian d’averno.

 

Per quel Tiresia mi narrò il mercato,

invero degno del più fondo inferno,

tra Renzi e un Berluscon sempre assetato

di quel potere perso un dì d’inverno.

 

I due compari, a spese del Paese,

per appagar le loro insane voglie,

faranno le più indegne e oscene intese,

 

così si spartiran l’ultime spoglie

e sempre danzeranno in armonia,

mentre l’Italia resta in agonia.

 

Piero Colonna Romano

Published in: on giugno 5, 2017 at 07:34  Comments (17)  

Il dubbio

S’erge l’Antonia torre minacciosa,
nel mese di Nisan, sulla vallata.
Dentro un giardino che ha l’odor di rosa,
Pilato attende un re già condannato.

Vergò il Sinedrio atroce la condanna
cui non potrà seguir l’esecuzione
perché il poter di Roma, che già affanna,
pur sulla morte vuol risoluzione.

Così davanti a lui, lercio e pestato,
parla di verità e d’altro regno,
l’uomo che dai carnefici è portato.

Pilato cederà all’altrui sdegno,
le mani lava ma la sua coscienza
nega ch’è suo dover marcar sentenza.

Piero Colonna Romano

Published in: on maggio 20, 2017 at 07:40  Comments (15)