Ebbrezze

Voglio un bicchiere ricolmo di stelle
per poi brindare davanti a quel mare
voglio ubriacarmi di luci e pigliare
sol le più belle.

Vago per colli e lontano quel mare
manda al mio cuore il suo salso respiro
da lui ritorno e soltanto sospiro
dolce è l’amare.

Corro per boschi odorosi di pino,
in mezzo ai rami s’intrufola il cielo
e vola in alto il più lieve pensiero
fino al mattino.

Fronde trafitte, lucenti i bagliori,
d’oro si vestono i raggi e di verde,
l’ombra trasformano e qui ci si sperde
tra quei colori.

Sopra una foglia bagnata di pianto
c’è inciso un nome portato dal vento,
forse d’amore che ormai s’era spento
dice soltanto.

Ora c’è il mare e conforta la mente,
danza d’argento la sua spuma bianca
e il blu cobalto che sempre mi manca
solo non mente.

Ballano assieme a colori fatati
musiche dolci e risuonan serene
per alleviar le nostalgiche pene
di tempi andati.

Cerco canzoni che parlino al cuore
e sempre giungano là nel profondo
e a tempre oscure che infestano il mondo
porgano amore.

Piero Colonna Romano

Published in: on novembre 9, 2019 at 07:36  Comments (11)  

Canto per te

Al vento affido dolce questo canto
e la sua eco dal monte discende,
parrà riflusso che fa lieve l’onda
che messaggi d’amor pare nasconda.

Verran leggeri a te dolci dei sogni,
regaleranno calma al tuo riposo
e sulle labbra già gemma un sorriso
per quelle immagini di paradiso.

Quindi ad oriente una nuvola rosa
divien preludio ad un giorno felice,
renderà il sole la strada sicura,
pare magia e cancella paura.

Piero Colonna Romano

Published in: on giugno 21, 2019 at 07:40  Comments (4)  

Questo tempo

(Ripensando Prévert)

Questo tempo, generoso e crudele,
che senz’attese scorre,
distilla gioie, dolori e lacrime.

Questo tempo che, pietoso e perfido,

appronta e dopo dona
illusioni d’amore e tradimenti.

Questo tempo che, tenero ed orrido,
blandisce e dopo inganna,

confonde le coscienze e i sentimenti.

Questo tempo, che al suo scader regala
pene e sangue e singhiozzi,

farà versare lacrime di sale.

Così scorrono il tempo mio col tuo,

quale gioco d’azzardo

dove l’anima nostra perderemo.

Piero Colonna Romano

Published in: on giugno 3, 2019 at 07:49  Comments (6)  

GV 8,1-11

Fanno a gara i monellacci

e ogni giorno volan stracci,

perché scordan la lezione

del vangel di Giovannone.

 

Lor continuano a peccare,

per più voti conquistare,

così a destra e a manca danno

ricchi doni tutto l’anno.

 

Quando andranno in Paradiso

a San Pietro, sopra il viso,

gli diran con aria tetra

scagli tu la prima pietra?

 

Perché pensan che quel santo,

per raggiunger grande vanto,

qualche mancia pur l’ha data,

forse a Mery addolorata.

 

E a noi resta sol sperare

che all’inferno debban stare

questi sporchi ragazzini

che han svuotato i magazzini.

 

Piero Colonna Romano

Published in: on Mag 26, 2019 at 07:00  Comments (7)  

Traguardo

Ultima il tempo
e poi…
…là, verso orizzonte,
dove si fonde
mare con cielo,
ecco s’azzera
divien sospeso,
come un respiro fermo,
come un’attesa.
Chi svelerà
l’arcano?

Piero Colonna Romano

Published in: on Mag 18, 2019 at 07:49  Comments (2)  

Scogli

Si frangon l’onde
e un lieve vento
carezza il viso.
Torna ricordo
d’un sensual profumo,
di labbra il salso…
… rosse…
…e perdute.

Piero Colonna Romano

Published in: on Mag 10, 2019 at 07:47  Comments (9)  

Il silenzio smarrito

Mi volgo verso l’alba

col suo bianco,

mentre una bolla

piena di silenzio

vola lieve nell’aria.

 

Muoion così i miei sogni

e nasce il giorno

e lentamente

si alza e già tormenta

un cupo basso rombo

 

Piero Colonna Romano

Published in: on Mag 2, 2019 at 07:39  Comments (4)  

L’immenso

Da un poggio solitario sopra il mare

risento ancor lo sciabordio dell’onde,

salso respiro e acuto è l’odor d’alghe

ed al pensiero mi sovvien l’immenso.

 

Lieve una brezza mi carezza il viso

e pare dolce invito a ricordare

tempi lontani ormai svaniti e spenti

e allora il pensier mio svaga e s’accende.

 

Tra cielo e mare appar, com’un connubio,

quell’orizzonte ove corre il mio sguardo,

è là, dove si fondon acque ed arie,

che trovo intima pace e gran silenzi.

 

Ritornano così morte stagioni

che il tempo della vita hanno segnato;

oggi che la sua meta è più vicina

pago vorrei svanire in quell’immenso.

 

Piero Colonna Romano

Published in: on marzo 17, 2019 at 07:02  Comments (7)  

Canzone per un lager

Era pallido il sole,
contro un cielo sbiadito,
mentre in alto s’alzava
fumo nero di vita.

Un violino piangeva.
Note lente e struggenti,
si sentivan volare
…nel latrare di cani.

Era pallido il sole,
la speranza moriva
e la fame mordeva
corpi ed anime perse.

Un violino piangeva
note tristi di morte
che imploravano in alto
la salvezza smarrita.

Era pallido il sole,
e non c’era perdono,
né da dio né dall’uomo
…solo… misera… sorte.

Un violino piangeva,
melodia si spandeva
sopra lacrime e sangue
…sopra… feci… e dolore.

Era pallido il sole,
e rimane il ricordo
di barbarie che resta
nel ricordo straziante.

Un violino piangeva.
Le sue note di ghiaccio
ci congelano i cuori
ed annebbian la mente.

Piero Colonna Romano

Published in: on marzo 8, 2019 at 07:00  Comments (4)  

Candela

Sul muro danzar vedo un’ombra scura,

al lento consumarsi di candela,

ombra ch’è generata da paura,

paura che la mente già mi gela.

 

Rileggo della vita la scrittura

che con fatica il mio pensiero svela,

rivedo amori grandi e l’avventura

che della strada fecero la tela.

 

Svaniscono i ricordi lentamente,

guizzerà ancora prima di morire,

poi il buio resterà e tristemente

 

la mente vagherà senza più meta,

senza più sogni lieti da gioire

e come quella fiamma infin s’acqueta.

 

Piero Colonna Romano

Published in: on febbraio 25, 2019 at 07:14  Comments (5)