La befana vien di notte… vabbè!

Furono fate, dai candidi veli
ora svolazzan, coperte di peli.
Usan la scopa, allusiva intenzione,
ma nel volar coglieranno carbone.

Ricordan tempi ed amori passati;
quant’era bello andare per prati !
Son oggi a lutto, vestite di nero,
volano alte ma han sempre un pensiero.

Portan regali, la gerla n’è piena,
e gli ingobbisce persino la schiena.
Son tentazioni quei doni da usare
qual giusto prezzo… per poter amare.

E le befane, che grande fatica !
dovran pur badare ad usanza antica
che qual punizione, in tragico luogo,
tostate le vuole sopra un gran rogo.

Piero Colonna Romano

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Published in: on novembre 14, 2017 at 07:22  Comments (5)  

Trascendenza

Quei tuoi grandi occhi mi accesero il cuore

e quei tuoi sorrisi bruciavano dentro,

sondavan le mani, sì lente e affamate,

respiro si fuse con lingue incollate.

 

In quel tuo apparire rividi l’amore

che placa e ricrea che appaga appagando,

guardando il tuo viso, di luce soffuso,

mi parve volare nel cielo confuso.

 

E il cielo stupito raccolse il tuo grido,

s’accese un fulgore che acceca e frastorna,

divennero pioggia quei raggi di sole

pervasero tutto, mancaron parole.

 

Così fu una fiamma scambiata con gioia,

quel darsi frementi con grande languore.

Restò poi il silenzio con rotto ansimare

e un tenero abbraccio quel tempo a fermare.

 

Di cose perdute rimane l’inganno,

visioni sfumate, memorie avvilite.

Trascese il reale quel tempo fatato;

fu incanto vissuto, ma forse sognato.

 

Piero Colonna Romano

Published in: on novembre 1, 2017 at 07:09  Comments (9)  

L’azzurro bardo

A metà strada tra Marziale e Orazio,
scrive per noi il grande Chionne Carlo
e quei su’ motti son peggior d’un tarlo
e giunge a chi governa il giusto strazio.

Non pago d’impartir dure sentenze,
il suo poetare pare insegnamento.
Se divenisse nostro addestramento
versi faremmo e non le lor parvenze.

Per nostra buona sorte in Poetare
altri ci sono a rispettar poesia.
Pur da costoro è opportuno imparare

per fare di quest’arte una magia;
una magia che eleva e cuore e spirto,
rendendo amabil quel sentier ch’è irto.

Piero Colonna Romano

Omaggio ad un amico del sito “Poetare”

Published in: on ottobre 23, 2017 at 07:10  Comments (6)  

Alluvione di premi

Da fonti bene informate ci giunge notizia dell’ennesimo exploit dei nostri amici poeti: la quinta edizione del Concorso Internazionale La Finestra Eterea, la cui premiazione si terrà il 28 ottobre prossimo a Cinisello Balsamo (MI), ha emesso i suoi verdetti. Quinta assoluta nella sezione Poesia si è classificata la nostra Sandra Greggio, con la poesia “Tu” (pubblicata sul Cantiere il 16/4 scorso). Nella sezione Testi Letterari si è affermato con il secondo posto assoluto il nostro Santi Cardella, con la silloge “Le stagioni del cuore” dalla quale è tratto il brano che vi proponiamo qui di seguito “Botticelliana”. Nella sezione Poesia infine abbiamo anche un primo posto assoluto, e se lo è aggiudicato il nostro Piero Colonna Romano con il brano “Via delle Monache”, già pubblicato sul Cantiere il 27/3/14, che parimenti vi riproponiamo. Che dire, vogliamo ripeterci ancora una volta? Complimenti vivissimi ai vincitori, artisti e cari amici che onorano queste pagine, con l’augurio di ripetersi ancora conquistando sempre nuovi allori!

§

Tu

Dove passi lasci il segno
ora una lacrima
sul petalo di un fiore 
ora il singhiozzo in un ruscello.

Ora il rumore del vento
simile ad un lamento
ora il fruscio che fan le foglie
quando si parlano.

Dove passi lasci il segno
ed il tuo profumo
si spande nell’aria.

“…e tutto parla di te”.

Sandra Greggio

§

Botticelliana

Mi porti l’estate sognata fanciulla

avvolta in un manto di luce e mistero?

Andiamo pei prati a cercare una culla

nell’erba e nell’oro d’un verde sentiero?

Mi porti i tuoi occhi a narrare racconti

di musiche alate, parvenze lontane

di lente dolcezze racchiuse in tramonti

portati sui tocchi di lente campane?

Sai tu la mia terra? Dal cuore profondo

domani nell’alba darà le viole.

Mi dai la tua luce e rischiari il mio mondo?

Mi porti a morire nel centro del sole?

Santi Cardella

§

Via delle Monache

Fatto di grezzo legno il pavimento,

pien di scaffali un piccolo negozio,

dietro un bancone riposava in ozio

una vegliarda, mano sotto il mento.

Nell’aria odor di libri si spandeva,

da fruste copertine ricoperti,

mi conquistavan quando, appena aperti,

scoprir d’autori ignoti m’accadeva.

S’alzava dalla panca quella vecchia

dalla figura segaligna ed alta

che nera veste il portamento esalta,

mentre veletta le copria l’orecchia.

Dell’Austria imperiale avea ricordo,

Franz Joseph permaneva nel suo cuore,

ai libri usati dava tanto amore

e personaggio fu ch’io ancor non scordo.

Da quella botteguccia mi partivo

con Dostoevskij amato sotto braccio,

di Pirandello, ahimè, ridotto a straccio,

con Ibsen, Poe e d’altri mi nutrivo.

Fu proprio quella donna affascinante

che in me trasmise tutta la passione

per la letteratura e l’emozione

oggi perdura ancora ed è appagante.

Son ritornato un giorno in quel pertugio,

plastica e vetri, è sorta una vetrina,

in bella mostra c’è una mutandina,

e reggiseni e calze fan gran sfoggio.

Ma quell’odor di carta e di cultura

mi resta dentro e grande nostalgia

m’assale quando penso a quella via

che amai in prima età d’amor che dura

Piero Colonna Romano

 

Published in: on ottobre 11, 2017 at 19:58  Comments (11)  

Pasquinate

Renzi Matteo, deh, non ti indignare

se qualcun vuole in CONSIP curiosare

e quell’antico adagio non scordare

ché dice che la prima fu a cantare

gallina quando l’ovo volle fare…

 

***********

 

Ritornano a volare in cieli oscuri,

dicendo che son sempre duri e puri,

marmaglie che a guardarle infine appuri

che marchia svastica i lor cuori scuri.

E mai qualcuno c’è che le censuri !

 

***********

 

Un bel pranzetto stanno apparecchiando

compari di merende preparando

dell’elezioni norme già pensando

a scranni da spartirsi, nominando

vassalli fidi…e il popolo ignorando.

 

Piero Colonna Romano

Published in: on ottobre 8, 2017 at 07:20  Comments (6)  

Haiku – La fatica

La terra dona-
il contadino attende
la primavera.

Piero Colonna Romano

Published in: on settembre 29, 2017 at 07:35  Comments (7)  

Nascita di una poesia

E’ terso il cielo sopra il cheto mare,
ascolto l’onda carezzar gli scogli,
l’acqua riflette spogli monti rossi,
nell’aria van volando dei gabbiani.

Così rimango immerso in quel silenzio
che dona pace e rasserena il cuore,
passa lontano vela all’orizzonte,
corre e par sogno pieno di promesse.

Salso respiro e nel profondo scende
sentore di quel mare che mi prende,
nei suoi color si svaga la mia mente.

Lo sguardo affonda là dov’è congiunta
del mar la linea con l’azzurro velo,
sospeso è il tempo e nulla pare vero.

Piero Colonna Romano

Published in: on settembre 17, 2017 at 07:37  Comments (16)  

Il punteggiar assente

Se chiara poesia si vuol fare,

gli accenti al posto giusto devon stare.

Ma ciò non basta a fare melodia

di quel che scrivi, né a donar malia.

 

Il ritmo, carme e musica accomuna,

se manca quello non avrai fortuna

e devi un altro inghippo ricordare:

le pause bisogna adoperare.

 

Ci aiuta la grammatica italiana;

là ci troviamo una faccenda strana,

di segni arcani è fatta, e a pochi noti;

è obbligatorio, a quelli, esser devoti:

 

il punto è un accidente che il dir blocca:

è conclusione, inver, di quel ch’hai detto.

La virgola non è mica un dispetto,

ti obbliga a fermata ch’è pitocca.

 

Virgola e punto sposi, lui di sopra,

dicono di discorso non compiuto;

per completarlo poi ci vuol l’aiuto

d’un altro verso che il sentiero scopra.

 

Ci son due punti, e stanno un sopra l’altro;

come maestri sono lì a spiegare,

a ribadir concetto e ad illustrare

il vero senso, e di sicur nient’altro.

 

La suspense danno al verso quei tre punti,

di sospension chiamati, a giusto dire,

ma dopo c’è qualcosa da scoprire…

di certo troverem degli altri spunti

 

Tant’altri ve ne sono veramente,

grafici segni, pieni di valore,

ma ve n’è un che mi colpisce il cuore,

per il suo effetto, certo sconvolgente.

 

M’intrigan molto i puntini a cavallo

d’un “i” quand’è seguita da vocale,

che per divino effetto, eccezionale!

Dittongo in iato muta, ed è uno sballo.

 

E’ vero, c’è l’ermetico poetare,

che non si cura d’essere capito

e spesso appaga solo il nostro udito

e più di questo non riesce a fare,

 

ma quando poesia è destinata

ad appagare e menti e cuor bramosi,

amici cari, via, siate pietosi

e fatela coi segni, la cantata!

 

Piero Colonna Romano

Published in: on settembre 4, 2017 at 07:04  Comments (8)  

Riepilogo

Ripensa a tutti i fiori che non colse,
ai tanti amor perduti,
ai libri che non lesse.

Ora che il tempo volge al suo tramonto,
or che s’appanna il sole
e senno più non scalda,
finiscono quell’ore di speranza.

Ore di fantasie ed emozioni,
di sogni, di disegni e di illusioni,
svanite nel trascorrere impietoso
d’un’altra età fremente di passioni.

Reclina il capo stanco e la sua mente
resta solo in attesa
dell’ultimo riposo.

Piero Colonna Romano

Published in: on luglio 31, 2017 at 07:25  Comments (6)  

Il gioco

Lungo nel tempo
d’amore un gioco
e piccoli, improvvisati giochi
lo accompagnavano.

Vedere, sapere, fingere
e, soffrendo, sperare
nel tempo, nei sentimenti
e dell’amore la forza.

Di noi, il gioco ingannevole
dalla fede sorretto
e dalla morale
al termine giunse.

Quelle piccole nubi
di tempesta presaghe
tutto di noi travolsero
spazzando, crudelmente, anime.

Tutto muore
con Dio le nostre speranze
le nostre illusioni, la mia tenerezza
nel sonno della tua mente.

Piero Colonna Romano

Published in: on luglio 17, 2017 at 06:58  Comments (6)