Risvegli

Ogni mio momento
io l’ho vissuto
un’altra volta
in un’epoca fonda
fuori di me

Sono lontano colla mia memoria
dietro a quelle vite perse

Mi desto in un bagno
di care cose consuete
sorpreso
e raddolcito

Rincorro le nuvole
che si sciolgono dolcemente
cogli occhi attenti
e mi rammento
di qualche amico
morto

Ma Dio cos’è?

E la creatura
atterrita
sbarra gli occhi
e accoglie
gocciole di stelle
e la pianura muta

E si sente
riavere

GIUSEPPE UNGARETTI

Published in: on novembre 20, 2019 at 07:36  Comments (2)  

Lucca

A casa mia, in Egitto, dopo cena, recitato
il rosario, mia madre ci parlava di questi posti.
La mia infanzia ne fu tutta meravigliata.
La città ha un traffico timorato e fanatico.
In queste mura non ci si sta che di passaggio.
Qui la meta è partire.
Mi sono seduto al fresco sulla porta dell’osteria
con della gente che mi parla di California
come d’un suo podere.
Mi scopro con terrore nei connotati
di queste persone.
Ora lo sento scorrere caldo nelle mie vene,
il sangue dei miei morti.
Ho preso anch’io una zappa.
Nelle cosce fumanti della terra mi scopro
a ridere.
Addio desideri, nostalgie.
So di passato e d’avvenire quanto un uomo
può saperne.
Conosco ormai il mio destino, e la mia origine.
Non mi rimane che rassegnarmi a morire.
Alleverò dunque tranquillamente una prole.
Quando un appetito maligno mi spingeva negli amori mortali,
lodavo la vita.
Ora che considero, anch’io, l’amore come
una garanzia della specie, ho in vista la morte.

GIUSEPPE UNGARETTI

Published in: on Mag 18, 2019 at 07:12  Comments (1)  

Amaro accordo

Oppure in un meriggio d’un ottobre
Dagli armoniosi colli
In mezzo a dense discendenti nuvole
I cavalli dei Dioscuri,
Alle cui zampe estatico
S’era fermato un bimbo,
Sopra i flutti spiccavano

(Per un amaro accordo dei ricordi
Verso ombre di banani
E di giganti erranti
Tartarughe entro blocchi
D’enormi acque impassibili:
Sotto altro ordine d’astri
Tra insoliti gabbiani)

Volo sino alla piana dove il bimbo
Frugando nella sabbia,
Dalla luce dei fulmini infiammata
La trasparenza delle care dita
Bagnate dalla pioggia contro vento,
Ghermiva tutti e quattro gli elementi.

Ma la morte è incolore e senza sensi
E, ignara d’ogni legge, come sempre,
Già lo sfiorava
Coi denti impudichi.

GIUSEPPE UNGARETTI

Published in: on febbraio 24, 2019 at 07:43  Comments (1)  

Vanità

 

D’improvviso
è alto
sulle macerie
il limpido
stupore
dell’immensità

E l’uomo
curvato
sull’acqua
sorpresa
dal sole
si rinviene
un’ombra
Cullata e
piano
franta.

GIUSEPPE UNGARETTI

Published in: on settembre 10, 2018 at 07:30  Lascia un commento  

Canto beduino

Una donna s’alza e canta
La segue il vento e l’incanta
E sulla terra stende
E il sogno vero la prende.

Questa terra è nuda
Questa donna è druda
Questo vento è forte
Questo sogno è morte.

GIUSEPPE UNGARETTI

Published in: on giugno 24, 2018 at 07:44  Comments (1)  

O notte

Dall’ampia ansia dell’alba
Svelata alberatura.

Dolorosi risvegli.

Foglie, sorelle foglie,
Vi ascolto nel lamento.

Autunni,
Moribonde dolcezze.

O gioventù,
Passata è appena l’ora del distacco.

Cieli alti della gioventù
Libero slancio.

E già sono deserto.
Preso in questa curva malinconia.

Ma la notte sperde le lontananze.

Oceanici silenzi,
Astrali nidi d’illusione,

O notte.

GIUSEPPE UNGARETTI

Published in: on febbraio 23, 2018 at 07:32  Comments (2)  

Bisbigli di singhiozzi

Mi tornano
transitando
per i canneti titubanti
lungo la strada
scorticata
sul dorso della solitudine
le parole
delle anime perse

e finiscono di smorzarsi
in quelle ondate
di masso
alleggerito dal buio
che accovacciato
all’orlo del cielo
viscido
come una maiolica
incide
una bocca affilata
di baratro.

GIUSEPPE UNGARETTI

Published in: on luglio 29, 2017 at 07:15  Comments (1)  

Il porto sepolto

Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde

Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d’inesauribile segreto

GIUSEPPE UNGARETTI

Published in: on aprile 30, 2017 at 07:23  Comments (5)  

Notte di marzo

Luna impudica, al tuo improvviso lume,
Torna, quell’ombra dove Apollo dorme,
A trasparenze incerte.

Il sogno riapre i suoi occhi incantevoli,
Splende ad un’ alta finestra.

Gli voli un desiderio,
Quando toccato avrà la terra,
Incarnerà la sofferenza.

GIUSEPPE UNGARETTI

Published in: on aprile 21, 2015 at 06:58  Comments (5)  

Pari a sè

.
Va la nave, sola
Nella quiete della sera.
Qualche luce appare
Di lontano, dalle case,
 .
Nell’estrema notte
Va in fumo a fondo il mare.
 .
Resta solo, pari a sé,
Uno scroscio che si perde…
 .
Si rinnova…
.
GIUSEPPE UNGARETTI
Published in: on ottobre 11, 2014 at 07:36  Comments (3)