Schiava per amore

Dolce tiranno

di ogni pensiero,

mi hai fatta schiava

con un sol gesto

Dammi, ti prego,

privilegio pagano,

dalle tue labbra suggere

l’amaro miele

che veleno sarà

per la mia anima

E gioia immensa

a questa vita inutile

trovare infine senso

in un tuo bacio

 

Foglia d’autunno

Published in: on marzo 13, 2017 at 07:18  Comments (5)  

Frammenti di noi

A nasconder lamenti di tristezza

la bocca stretta in pietosa amarezza,

oggi l’orgoglio vuole contenere

l’urlo ch’era lamento di piacere.

 

Di suoni e di parole sono mute

lacrime andate in fantasie perdute

che scavan solchi sempre più profondi:

vuota di te non ci sono altri mondi.

 

Lungo i corpi carezze nel furore,

sparso dovunque il miele del tuo umore

ma adesso come fiume disseccato

sono il mio sangue, il giorno, il cuore, il fiato.

 

Ogni storia è speciale a chi la vive,

ciascuno a proprio modo la descrive

ma se potessi credere al destino

per sempre ti vorrei stare vicino.

 

Foglia d’autunno

Published in: on marzo 4, 2017 at 07:14  Comments (2)  

Fragili prede


Perdute sono quelle donne sole,
lo sguardo basso in cerca di parole,
che sempre si ritrovano nel sogno
mescolando incertezze col bisogno.

Parole dolci ed anche appassionate,
espresse in grida o appena sussurrate;
parole aspre che arrecano dolore
confitte come spine dentro al cuore.

Parole nuove, invero già ascoltate,
seducenti pur nell’eccesso usate;
parole finte a esprimere l’affetto,
parole da ascoltare con sospetto.

Ma troppo grande è la sete d’amore
e dolce abbandonarsi al suo sapore.
Disseta quell’arsura ogni parola:
solo veleno, eppure le consola.

Si ritrovano in preda allo sconforto,
trofei senza speranza di chi, a torto,
non pone nessun freno alla vergogna
e dà valore solo alla menzogna.

Foglia d’autunno

Published in: on febbraio 23, 2017 at 07:07  Comments (4)  

Come se tu fossi qui

Dentro un abbraccio di malinconia

respiro solitudine violenta

mentre tu vivi, unico, fra tanti

per una festa che non sento mia.

Si toccano nei brindisi i cristalli

in questa notte, ultima dell’anno:

segreti balli, piccole promesse,

qualche bacio scambiato con affanno.

Vengon dipinti in cielo arcobaleni,

ti penso forte e, anche di lontano,

nel sogno son vicini i nostri cuori

e ti accarezzo il volto con la mano.

 

Foglia d’autunno

Published in: on febbraio 14, 2017 at 07:04  Comments (3)  

Amore e Psiche

Cullò Amore tra le sue braccia l’ingenua Psiche, timorosa del funesto avvenire annunciato da crudele vaticinio, novella Persefone dal dio rapita, dio capace di tenerezza ma ad Ade non inferiore per passione e vigore.

Scompiglio egli accese nell’anima della giovane e nella sua carne virginale, rendendola consapevole della sensuale natura e la straripante bellezza ricevute in dono.

Ciò che era stato causa di disgrazia si sarebbe ben presto tramutato in felicità e il timore disperso per lasciar posto a ben altri propositi.

Tempesta scatenò nel suo cuore l’amorosa presenza dello sposo e smarrita si sentì la fanciulla, perduta in una realtà che neppure in sogno aveva mai osato immaginare, o meglio, di cui neppure immaginava l’esistenza.

Che di desiderio ardesse è cosa certa, giacché ormai il re dei venti imperversava nel suo maestoso incedere, sollevando i deserti e scompigliando le vesti, mutando la conformazione di un mondo piatto, costituito sino a quel momento d’arida terra di secolare immobilità e ora destinato a diventar tempesta di sabbia che acceca e spezza le ossa, sino alla dispersione della coscienza che nell’aere si libra raggiungendo l’apice, frantumandosi in lacrime di stelle.

Scatenò Amore i sensi della giovane coprendola di ardite carezze, volte a vincerne la naturale pudicizia; umidi baci depose in ogni dove affinché come fiore rugiadoso divenisse, pronta a schiudersi al suo virile assalto e a farsi cogliere.

Incontenibile era già la brama di possesso poiché in quella prima notte soltanto in lui vibrava la consapevolezza della scelta e la capacità che dall’esperienza deriva; per Psiche tutto era inaspettato, salvo la speranza di una vita splendida dopo tanta sventura.

Alla paura dell’ignoto si sostituì l’abbandono: quell’essere sconosciuto possedeva braccia forti, mani gentili e bocca di miele che seducevano le sue membra, sgominavano la ritrosia, piegavano la volontà, obnubilavano la percezione del sé, la lasciavano in balia di sconosciute sensazioni e docile al potere smisurato che da esse provenivano.

L’insonnia divenne signora delle successive notti, agitate dagli amplessi e dall’incontrollabile febbre che travolge gli amanti novelli e li costringe più e più volte a rifugiarsi l’uno nell’altra, mai paghi di quell’oscuro piacere che nasce dalla pazzia causata dalla presenza dell’adorata immagine.

Incendio senza confini circondò la bella e la rese fulgida all’aspetto, di molto più abbagliante della corazza di Atena, ancorché nessuna armatura ella indossasse e di tutto fosse spoglia per offrirsi intera allo sguardo innamorato dello sposo.

A Aurora ella avea sino ad allora rubato il roseo delle gote: adesso soltanto il colore purpureo del sangue che pianse la ferita di Chirone avrebbe potuto gareggiare con quello che le si dipingeva in volto nell’estasi suprema.

Lussuria la prese, destinata ad accrescersi a dismisura, mutandola in sposa sapiente e vogliosa e, simile a specchio, la sua lascivia riverberò su quella di lui, moltiplicandola ancora e ancora.

Così accade quando la passione brucia l’anima, scatenando vampate che si innalzano a dismisura, credute inestinguibili perché da sé stesse alimentate.

Così accade quando la concupiscenza offusca il senno, ponendo come fine unico e ultimo il godimento carnale e la mente ottenebrata più non conosce razionalità, sconfitta dagli eccessi della bramosia.

Curiosità fu nefasta e per un poco l’offesa cruda adombrò Amore, ma nulla può separare chi è mosso da sentimento sincero e ben presto, nuovamente insieme, i due sposi tornarono a gustare il dolce frutto della felicità condivisa, quello che solo dall’esser vicini trae e offre nutrimento.

Foglia d’autunno

Published in: on marzo 1, 2016 at 06:51  Lascia un commento  

Sentimi

Sentimi quando sono a te d’attorno
nei momenti in cui silenzio tace,
senti l’anima mia che non ha pace
e disperata ti cerca in ogni dove                             
per non morire di malinconia,
stretta nel rovo della nostalgia.

Nascosta nel sospiro del pensiero,
avverti la dolcezza di una mano:
son la carezza giunta da lontano
che sfiora la tua fronte ed il tuo viso.
Quanto vorrei donarti il Paradiso
scacciando via la noia per intero!

Sentimi in questa notte infinita
così scevra di stelle e di luna:
per trovarti sarò luce nel nero,
per toccarti non mi serve fortuna.
Le mie labbra son polla di vita:
non più sogno bensì respiro vero.

Foglia d’autunno

Published in: on febbraio 21, 2016 at 07:40  Lascia un commento  

Anche per me l’amore

Spossata vela spazzata dal vento
che turbine ha già preso in sua balia
a te d’appresso l’anima mi sento,
a te lontano è sol malinconia.
Meglio tempesta, dunque, che, infuriando,
di desiderio e voglia il cuore strema
e il corpo intero che ti sta invocando,
amore, che mi sei gioia e anatema.
Prendi pur tutto quello che io sono,
quel che son stata è già dimenticato:
a questa vita ho concesso perdono
nel dono grande d’averti incontrato.

Foglia d’autunno

Published in: on febbraio 12, 2016 at 07:38  Comments (5)  

Fiducia

Colma di te, perduta, la mia mente
mi conduce a cangianti fantasie:
il tempo non conosce che il presente,
schiavo di sogni e piccole manie.

Sono allentate tutte le difese,
sperduta la tristezza del passato:
già perdonate ho tutte le offese
che tanta sofferenza hanno causato.

Prego che questo amor simile a dono
non si riveli poi per me non vero:
esser cattivo quel che appare buono,
scoprirti mentitore e non sincero.

Al tuo volere dunque e al mio destino
d’affrontare la sfida do consenso:
che si consumi sempre a te vicino
quel che io sono e tutto ciò che penso.

Foglia d’autunno

Published in: on febbraio 3, 2016 at 07:33  Comments (3)  

Rosa d’inverno (amor tardivo)

Rosa d’inverno
sei giunta inaspettata
nel mio giardino
creduto ormai incapace
di rifiorire.
E così bella,
così desiderata
senza saperlo
ed io così confusa
da non volerti
cogliere ancora
malgrado una speranza
tu mi porga.
Per il timore voler sfuggirti
malgrado il tuo profumo
il cuor mi strugge.

Foglia d’autunno

Published in: on dicembre 18, 2015 at 07:47  Comments (5)  

Posseduta

Scatenati marosi da vento di tempesta
al cielo innalzano ruggente preghiera.
Non domi, implorano raggiungere le stelle
ed in frammenti di luce trasformarsi.
Così per me, preda del tuo ghermirmi:
parossismo di averti, compimento nel darmi.

Foglia d’autunno

Published in: on dicembre 9, 2015 at 07:44  Comments (3)