Contano solo le piccole cose

Contano solo le piccole cose

accumulate nel corso del tempo

come una vita trascorsa insieme

e il riconoscersi senza vedersi,

come il capirsi senza parlare

o perdonarsi senza il soffrire.

 

Non c’è una vita, non c’è futuro,

non c’è perdono ma solo silenzio

e la mia voce che urla il tuo nome

in un amore che adesso è negato,

in questo amore che guarda al passato,

dentro al mio amore che è ancora infinito.

 

Foglia d’autunno

Published in: on maggio 26, 2017 at 06:57  Comments (11)  

Anime dannate

Memoria sdrucita di amplessi
smarrita in deliri di sogno;
silenzi sgranati a parole
che sfilano le lontananze.

Incespico di solitudine
e colgo frammenti di specchio;
vermiglio è il fiore che sboccia:
dalla vena già esala la vita.

Le fosse si colmano piano
di rami spezzati e di foglie:
l’autunno suicida mi coglie
pietoso di complice strazio.

Artista di sogni in accatto,
hai irriso le mie cicatrici:
sarò l’ombra nella tua anima
in attesa dell’ultimo addio.

Foglia d’autunno

Published in: on maggio 16, 2017 at 07:43  Comments (7)  

Aliena

Forse fu vero ciò ch’ora è distrutto
e a poco vale chiedersi oramai
cosa condividemmo veramente
diversi troppo in ciò che so e che sai,
sempre distanti nel nulla e nel tutto,
costretti in una vita inconcludente

Tu vedi l’armonia dell’esistenza,
saggezza ravvisata nella quiete.
Sai la disinvoltura dell’avuto,
del condiviso amore la dolcezza,
d’affetti ricambiati l’esperienza.
Hai desiderio a trattener radici,
l’andar pacato della conoscenza
in ciò che definisce il bello o il brutto.

Io credo al caos, a ciò che sempre fugge,
che non dà peso a giudizi o nemici,
che non perdona, travolge, sconfina,
che si ribella, esplode e poi distrugge,
che, privo di criterio, strappa e miete,
talvolta calma, talvolta fiume in piena,
che brama ma non può, dunque rapina,
che vorrebbe ma non ha posseduto,
io la diversa, io sola, io l’aliena,
io, dissonanza di sopravvivenza.

Foglia d’autunno

Published in: on maggio 7, 2017 at 07:32  Comments (6)  

Amor che a qualche amato amar perdona (Amore sprecato)

Dolce l’arrivo fu di Primavera:
ancor ricordo, sul far della sera,
il prato verde d’oro punteggiato
e il bianco di ogni petalo sfogliato.
Non fu il tramonto a farmi palpitare
ma il treno antico con il suo passare;
dal finestrino colsi quello sguardo:
da allora più non mi pesò il ritardo.

Fu Estate afosa, fu stagione piena
e più non era l’anima serena:
un desiderio folle la colmava
mentre guardavo il treno che passava.
Accanto a me dei sogni e una valigia,
indossavo orecchini di ciliegia
rossa come il profondo del mio cuore:
profondi erano i baci del mio amore.

Autunno giunse nel volar di foglie
ma intatte mantenevo sogni e voglie,
con qualche filo bianco tra i capelli,
gli occhi un po’ stanchi ma pur sempre belli.
Ben lo sapevo, il tempo era passato
ma il volto suo di poco era cambiato:
un po’ più triste, forse, il suo sorriso,
qualche ruga leggera sopra il viso.

Aspro è l’Inverno che ora sto vivendo,
intenso è il freddo che mi sta uccidendo,
in mezzo al cuore resta solo il gelo,
la neve copre il prato col suo velo
candida come candida è la chioma:
la vita non ha più nessun aroma,
perduta è per quel treno rallentato,
adesso so: è l’altra che ha sposato.

 

Foglia d’autunno

Published in: on aprile 28, 2017 at 07:21  Comments (7)  

Voglia di te

Al tuo orgoglio attenzione concessi

misurando in dettaglio ogni cosa

con le labbra ho percorso i recessi,

tutto te, quasi fossi una sposa.

 

In quel letto, stremata di amplessi,

con la pelle bruciata di sale

con la bocca impregnata di miele,

il tuo miele che mi fu fatale.

 

E fu droga e fu assuefazione,

ora il sangue mi scorre malato:

mi tormenta feroce ossessione

del tuo corpo che omai mi è negato.

 

Foglia d’autunno

Published in: on aprile 19, 2017 at 07:38  Comments (4)  

Complicità

.

Fugge la notte, oscurato è il tempo:


intenso è il tuo pulsare dentro di me.


Istinto e desiderio urlano voci rauche,


agli altri sconosciute nel quotidiano vivere.


Tu solo percorri i miei segreti recessi,


unicamente a te io nuda mi rivelo.


Non esiste distinguo tra Inferno o Paradiso
purché allacciati e sfiniti alba ci colga.

.

Foglia d’autunno

Published in: on aprile 10, 2017 at 07:32  Comments (5)  

Quelli come noi

Per quelli come noi non esiste timore

nel rivelare all’altro i sogni più segreti

e nel sognare insieme di esser rivelati:

fuga dalla realtà in pensieri sbandati.

 

Sensualità che, cieca, con foga si dispiega

nei corpi divorati di rinnovata voglia,

nei sessi abbarbicati accesi nel possesso,

nelle voci arrocchite dal fuoco dell’amplesso.

 

Per quelli come noi non esiste vergogna:

facciamo del piacere un’agognata meta

traguardo che tagliamo in sincrono perfetto

ogni volta che ancora ci ritroviamo a letto.

 

Urlare forte quanto ci consente la gola

suggere con le bocche il mescolato umore

e questo divorarci di certo ci consola

della piatta realtà vissuta senza amore.

 

Foglia d’autunno

Published in: on aprile 1, 2017 at 07:26  Comments (3)  

Schiava per amore

Dolce tiranno

di ogni pensiero,

mi hai fatta schiava

con un sol gesto

Dammi, ti prego,

privilegio pagano,

dalle tue labbra suggere

l’amaro miele

che veleno sarà

per la mia anima

E gioia immensa

a questa vita inutile

trovare infine senso

in un tuo bacio

 

Foglia d’autunno

Published in: on marzo 13, 2017 at 07:18  Comments (5)  

Frammenti di noi

A nasconder lamenti di tristezza

la bocca stretta in pietosa amarezza,

oggi l’orgoglio vuole contenere

l’urlo ch’era lamento di piacere.

 

Di suoni e di parole sono mute

lacrime andate in fantasie perdute

che scavan solchi sempre più profondi:

vuota di te non ci sono altri mondi.

 

Lungo i corpi carezze nel furore,

sparso dovunque il miele del tuo umore

ma adesso come fiume disseccato

sono il mio sangue, il giorno, il cuore, il fiato.

 

Ogni storia è speciale a chi la vive,

ciascuno a proprio modo la descrive

ma se potessi credere al destino

per sempre ti vorrei stare vicino.

 

Foglia d’autunno

Published in: on marzo 4, 2017 at 07:14  Comments (3)  

Fragili prede


Perdute sono quelle donne sole,
lo sguardo basso in cerca di parole,
che sempre si ritrovano nel sogno
mescolando incertezze col bisogno.

Parole dolci ed anche appassionate,
espresse in grida o appena sussurrate;
parole aspre che arrecano dolore
confitte come spine dentro al cuore.

Parole nuove, invero già ascoltate,
seducenti pur nell’eccesso usate;
parole finte a esprimere l’affetto,
parole da ascoltare con sospetto.

Ma troppo grande è la sete d’amore
e dolce abbandonarsi al suo sapore.
Disseta quell’arsura ogni parola:
solo veleno, eppure le consola.

Si ritrovano in preda allo sconforto,
trofei senza speranza di chi, a torto,
non pone nessun freno alla vergogna
e dà valore solo alla menzogna.

Foglia d’autunno

Published in: on febbraio 23, 2017 at 07:07  Comments (4)