Imprecazioni

Porca Troia e porca pure Sparta

Così pure Atene e anche Carta…

gine…quanti uomini sono caduti in guerra

condotti fatalmente allo sbaraglio?

Finirete sotto terra anche voi

un giorno o un altro, meglio prima che poi.

Se l’anima è immortale

L’uomo resta pur sempre un anim…ale

Perché invece di scegliere il bene

Preferisce di gran lunga il male.

La storia non vi ha insegnato proprio niente?

Belligeranti, pessima gente!

Non sarebbe stato meglio vivere in pace?

Non vi rimorde la coscienza?

Temo di no, silenziosa si dilegua, e tace.

Ma io avrò pur diritto di parlare

di gridare al mondo che è ora di finire

di pensare al danaro, di cominciar a ragionare:

La volete finire di piantar grane

ai poveracci dalla vita grama e infame?

Ma porca miseria, cambiate la Storia

Se volete lasciar di voi buona memoria!

In questo mondo che mandate a puttane

ci vivete anche voi, porco d’un cane!
E non inondateci di cacca
Porca vacca!

Danila Oppio

Published in: on gennaio 14, 2020 at 07:22  Comments (5)  

Acqua alta a Venezia

Tra le calli di Venezia, invase dall’alta marea

urto la folla che non vedo – trasparente indifferente. 

Indossando stivali di nuvola adamantina

trasmigro da un marciapiede inesistente

evitando una pozzanghera e una gondola made in China.

(L’ombra della solitudine mi segue)

Nelle vetrine i vetri di Murano, dall’artigiano

sapientemente soffiati gridano

la loro indifesa fragilità – la stessa mia emotiva.

Mi soffermo assorta, un’altra me furtiva

sbircia da un antico specchio.  Osservo entusiasta

il mio cuore lì riflesso, che mai avevo visto prima

Lo tenevo in tasca e basta.

(L’ombra della solitudine si scosta)

Se scivolassi su pozze salmastre

s’infrangerebbe come cristallo.

Non mi ero mai accorta quanto

vulnerabile fosse quell’oggetto scordato 

nel vecchio impermeabile sdrucito.

(L’ombra della solitudine si allontana)

Entro nella bottega e chiedo all’artigiano:

“Potrebbe indicarmi il valore 

di questo mio reperto antico?

A suo vedere xèlo ancora bòn?” 

L’artigiano sorride mentre lo ripone

con garbo in uno scrigno di velluto 

“El me piase siora. El compro mi, 

se no’l ghe despiase.”

D’improvviso l’acqua alta si ritira 

e una rosea pennellata 

colora -così ai miei occhi pare – 

uno dei più bei tramonti veneziani.

(E la solitudine definitivamente scompare)

 

Danila Oppio

Published in: on dicembre 27, 2019 at 06:52  Comments (2)  

Cotoneaster

D’estate appari quasi trascurabile.

D’inverno, spoglio e scheletrico.

Ma in autunno sei un’esplosione

di colori intensi, graduati nel giallo

arancione e rosso, come se fuoco

ardesse, simile al rovo di Mosè 

sul Monte Oreb. 

A farti eco l’oro della forsizia, 

le cui foglie ingiallite paiono fiorire

come  i suoi figli a primavera.

Dipingete così uno spoglio angolo

del giardino dandogli la parvenza

di un caldo e solare giorno estivo.

Invece è novembre, e piove.

 

Danila Oppio

Published in: on dicembre 7, 2019 at 07:32  Comments (7)  

Cielo arruffato

Oggi il cielo è un po’ arruffato,

scompigliato da un vento sbarazzino.

Sembrano riccioli

di uno scarmigliato ragazzino

che ancora non ha fatto

amicizia col pettine.

 

Danila Oppio

Published in: on novembre 18, 2019 at 07:15  Comments (3)  

Pensieri spazzati dal vento

La tristezza della giornata si spense,

e mentre l’oscurità illuminava le stelle,

accesi una sigaretta, e buttai fuori

i miei strampalati pensieri

con la nuvola azzurrognola di fumo

che mi aleggiava intorno svanendo.

E ogni parte di me m’attraversò la vita,

nella quale scavavo cunicoli per non morire

pensando che la luce più vivida

spesso appare in fondo alle tenebre.

Fino a che non nacque Leon,

che divenne la mia molletta da bucato

per appendere il cielo, come fosse

un lenzuolo color cobalto

a sventolare allegro nel vento.

La tristezza della giornata si riaccese

immersa nella lettura dei giornali

che piantavano menzogne nello stupido intento

di far germogliare una nuova falsa Storia.

Ci sono verità che ne sostituiscono altre

e spingono il tempo ad avvolgersi

su se stesso per poi venire spazzato

via, molto lontano, da un vento smemorato.

Vivo così in questo mio mondo interiore

che sfugge al tempo e alla morte.

In questi giorni d’oscurità

chiudo le palpebre pesanti come piombo

e mi avvolgo in un bozzolo

come fosse una trapunta invernale.

Leggo le verità più profonde

dell’animo umano, oppure scopro ipocrisie.

So che domani mi sveglierò

portando con me lo spavento

dei miei frequenti incubi notturni

ma il sole sorgerà nuovamente

gettando ombre che staccherò

dai marciapiedi, per farne abiti nuovi.

E arrederò la mente, come una vuota stanza,

coi miei ricordi un po’ nostalgici.

Mahmud Darwish scrisse un pensiero

che mi risuona dentro:

“Ho camminato abbastanza a lungo

per sapere dove comincia l’autunno”.

Credo di aver percorso anch’io

tutto quel camminare senza soste

nei sentieri a volte impervi

della mia lunga esistenza.

Vita e morte si appartengono

E non devono spaventarci,

entrambe fanno parte dell’eternità

che rassomiglia un poco

al fondersi del colore tra cielo e mare.

Accendo un’altra sigaretta

e riprendo con pazienza a districare

quei fili ingarbugliati nella mente.

Possibile che gli esseri umani

Siano solo un gomitolo di menzogne?

Ma ne trovo uno, che primeggia sugli altri

lo afferro e porta inciso un nome:

Speranza.

 

Danila Oppio

Published in: on ottobre 29, 2019 at 07:22  Comments (2)  

A Selene

Venerata quale dea

e da antiche civiltà adorata.

Musa dei poeti, ispiratrice.

Vestita d’argenteo velo

rilucente nel blu della notte.

Incantevole apparizione

d’eterna tua giovinezza.

L’uomo volle sfiorarti

Esplorando te da vicino

Allunò e poi stralunò.

Calpestò il tuo bel visino

E quel che scoprì di te

Gli apparve inospitale:

polvere crateri arido mare.

Da cinque decenni è svanito

Il tuo fascino misterioso

che tanto sedusse l’uomo.

Volle vederti nuda

il tuo segreto fu rivelato

La tua luce riflessa è del sole

che dolce di notte accarezza

il tuo volto adombrato.

Eppur nel cielo notturno

appari a insonni sognatori

e il tuo monnalisesco sorriso

avvolto in un alone di mistero

li incanta nell’estasi poetica

e di te ancor s’innamorano.

 

Danila Oppio

Published in: on ottobre 11, 2019 at 07:06  Comments (2)  

Cuori di cartapesta

Amo i cuori di cartapesta,

non  certo quelli di pietra

nemmeno quelli che pulsano

in presunti battiti d’amore.

Amo i cuori di cartapesta

Perché quando qualcuno piange

Si sciolgono alle sue lacrime.

 

Danila Oppio

Published in: on settembre 18, 2019 at 07:09  Comments (4)  

Le persone buone

Le persone buone,

quando le fai soffrire non

urlano, ma archiviano.

Si allontanano piano,

per non far rumore, per poi

non tornare indietro.

Continuano ad essere buone,

ma senza fidarsi. Ed è

proprio in quel momento

che con loro hai chiuso.

 

Danila Oppio

Published in: on settembre 7, 2019 at 07:45  Comments (3)  

L’incubo di una notte

(Donne che fuggono dalla guerra)

 

Passò lungo la strada che si snodava

Simile a sciarpa intrisa di sangue liquefatto

la giovane donna dal vestito scarlatto.

I piedi nudi calpestavano pietre

conformi all’umana raccolta

di catastrofi, imprevedibili e tetre.

Un puledro le trotterellava accanto,

come uscito dall’Apocalisse di Dürer.

Teneva il passo, stremato, al suo fianco.

Camminava nella notte, avviluppata

dalla stanchezza avvolta in sudario,

sconvolta, ferita, insanguinata.

Intravedevo del fango il fluire grottesco

nella luce violenta, bagliori di fuoco

fendevano il buio caravaggesco.

D’improvviso s’aprì un giorno limpido

D’una chiarità tagliente, il vento le sferzò

il volto tumefatto, lo guardo liquido.

Sopra di lei, nell’angelico cielo trasparente,

vagavano, alla deriva, nuvole effimere,

e correva veloce, come Furia splendente.

Mi desto. La luce sporca del mattino

batte sul mio viso unto d’insonnia

Un pensiero cupo mi sfiora molesto.

La vita è un azzardo avvolto nel mistero.

Dovrei scrivere forse un trattato

sulla disperazione delle cose. Ma è vero?

Rappresenta il sogno uno degli enigmi

più irrisolti della umana abominazione,

capace di sopravvivere alla dannazione?

 

Danila Oppio

Published in: on giugno 22, 2019 at 06:52  Lascia un commento  

Ostrica

L’ostrica, rivestita d’alga verdastra

satura di cementata sabbia

appare di sasso, opaca, mimetica.

Ma la perlacea opalescenza nel suo cuore, cela.

 

Danila Oppio

Published in: on giugno 12, 2019 at 07:49  Lascia un commento