Nata libera

Ama i versi in prosa

che spaziano nell’aria

tiepida del giorno,

quali petali di rosa

sfogliati dal vento.

Poi, all’imbrunire

si trasformano, audaci

tali notturni rapaci.

L’anima, nata libera,

quale leonessa Elsa

non accetta catene,

legami che alienano.

Né per scommessa

si esporrebbe a pene

nel comporre qualcosa

che non le appartiene.

Ama i versi in prosa,

poemi alla Baudelaire.

Al sole, en plein air

s’abbronzano di parole

che libere nel vento

esprimono sentimento.

Mai sarà sottomessa

è questa la promessa.

E se le rime vengono

senza averle cercate

non son certo rubate

se sole si presentano.

Lei al volo le afferra,

con garbo se ne serve,
e non saran d’ostacolo

alla sua poetica verve.

 

Danila Oppio

Published in: on maggio 25, 2017 at 07:40  Comments (8)  

Le stagioni

Forte sbuffando a passi grevi

s’en va l’inverno e primavera

leggiadra vien con mosse lievi.

I fiori sbocciano leggeri

sui prati verdi e rugiadosi

d’Autor tele su belvederi.

Macchie di rosso nelle messi

sono i papaveri dispersi

l’estate arriva a grandi passi.

Ruggini in autunno le foglie

maturano i grappoli d’uva

a ottobre il vignaiol raccoglie.

 

Danila Oppio

Published in: on maggio 7, 2017 at 07:04  Comments (7)  

Il debosciato

Ha celato la sua anima immonda

Sotto un grande tappeto di menzogne

Similmente a grigia polvere sparsa

O delle pantegane le carogne

Ha fatto finta d’esser uomo probo

Conoscendo i suoi loschi atti infami

Nel farsi beffe della moglie e amanti

Lo potresti comparar a certi briganti.

Cercando di sfuggir da duro alterco

Si maschera a marito affettuoso

Certo di lui un cane è più devoto

Mentr’egli semina schifoso sterco.

Se lo s’incontra lungh’il suo cammino

Appar onestissimo cittadino

Però sotto il berretto ben calzato

Nasconde la mente d’un debosciato.

 

Danila Oppio

Published in: on aprile 20, 2017 at 07:21  Comments (5)  

La cagnetta randagia

Molto affamata era la cagnetta

quando s’apprestò accanto a me audace

lasciandosi accarezzare il bel testone

fin che le allungai un pezzo di rognone.

Ma non appena ebbe a sazietà mangiato,

volendo di nuovo coccolarla, io tenace,

ringhiosa mi mostrò gli aguzzi suoi canini

aggredendomi con l’ira sua mordace.

Accadde così che, dopo tal cagnara

dovetti allontanarla dal mio prato

non era proprio il caso di rischiare

di sprecar con lei dell’altro fiato.

Andò ringhiando sempre la cagnetta

girando intorno al prato e alla casetta.

Abbaiava con tal grande accanimento

che alfin crollai esausta per sfinimento.

 

Danila Oppio

Published in: on aprile 2, 2017 at 07:22  Comments (6)  

Le immagini di Danila

Abbiamo il piacere di comunicarvi l’ennesima affermazione di una poetessa amica del Cantiere: si tratta di Danila Oppio, vincitrice del primo premio assoluto (trofeo e diploma d’onore con grande medaglia aurea) al IV Concorso Nazionale Poesia e Immagine “Hostaria delle Immagini” la cui premiazione si è svolta lo scorso 12 marzo a Cortemaggiore (PC). Nel complimentarci con la nostra Danila augurandole di replicare il successo tenendo alto il nome del nostro sito, vi presentiamo qui di seguito il testo del brano vittorioso, per noi ancora inedito “Sono la tua ombra innamorata”:

Sono la tua ombra innamorata

.

Sono la tua ombra innamorata

Tu non mi vedi, ma ti sono accanto

Sempre, nella vita, ti ho cercata

Musica che accompagna il canto

Lungo il percorso del cammino

Ho seguito le tue orme sull’asfalto

E dentro le aiuole del tuo giardino

Resto immersa nel dolce incanto

Ti chiami cultura, arte e poesia

E ti seguo con grande passione

In ogni istante ti sento più mia

Ti rincorro, come fosse una missione

Sono la tua ombra innamorata:

L’orma dei tuoi piedi sul selciato

Della vita, estatica e ammaliata

Nell’ascolto d’un verso appassionato

Tardi, amore mio, ti ho incontrato

Ma, nel silenzio di una vuota stanza

Sempre risuona il motivo desiderato

Di un concerto grosso in risonanza

E come lunga ombra nel tramonto

Resto incollata ai tuoi saldi piedi

Forse non potrò mai vederti in volto

Mai io sarò là dove tu, calma, siedi.

Danila Oppio

Published in: on marzo 20, 2017 at 11:45  Comments (13)  

L’incanto della notte norvegese

.
Le luci si specchiano
nel Breiavatnet
piccolo lago
 al centro di Stavanger
Son passati due anni
quando d’estate
mi è piaciuto donare
 briciole di pane
a frotte di cigni e gabbiani.
E chissà…
forse anche questo cigno
mi è venuto accanto
per uno scambio reciproco
di teneri sguardi.
Grazie, figlio mio 
per avermi donato
 questa immagine
da te ripresa con maestria.
E chissà…
se potrò un giorno 
nuovamente incontrare
il maestoso Re del lago
vichingo.
.
Danila Oppio
Published in: on marzo 19, 2017 at 07:25  Comments (4)  

Prima e dopo (una separazione)

separazione

Prima il loro letto

era sempre disfatto

ora è freddo, perfetto

il di lei volto sfatto.

Prima litigavano

per poi fare pace

adesso si trovano

senza un “mi spiace”.

Prima poetici canti

e sussulti d’amore

ora lacrime e pianti

tristezza nel cuore.

Lei l’ama ancora

con vero trasporto

lui, invece l’ignora

e non le dà ascolto.

Questa la storia

 ed è certo che accada

s’è senza memoria

persa per strada.

 

Danila Oppio

Published in: on marzo 3, 2017 at 07:16  Comments (2)  

Sognando tra le note

di Danila Oppio

Un testo di Danila Oppio sulle note di Rachmaninov e Besame Mucho, con uno sguardo di ammirazione alla maestria di Andrè Rieu, Hélène Grimaud e la splendida voce di Laura Engel. Drammatizzazione del testo a cura di Maria Cristina Lenti.

Published in: on febbraio 22, 2017 at 07:38  Comments (1)  

Non poesia

Se l’avvento

della tecnologia

più avanzata

è utile per certi versi

per altri è avversa.

Cosi come i versi

appaiono talvolta avversi,

vero oltraggio alla forza

immaginativa:

l’evocativa poetica

che ne consegue

risulta appiattita.
Insondabile.

Così come il volto

Di una donna

Coperto dal burqa.

 

Danila Oppio

Published in: on dicembre 21, 2016 at 07:14  Comments (3)  

La cagnetta randagia

Molto affamata era la cagnetta

quando s’apprestò accanto a me audace

lasciandosi accarezzare il bel testone

fin che le allungai un pezzo di rognone.

Ma non appena ebbe a sazietà mangiato,

volendo di nuovo coccolarla, io tenace,

ringhiosa mi mostrò gli aguzzi suoi canini

aggredendomi con l’ira sua mordace.

Accadde così che, dopo tal cagnara

dovetti allontanarla dal mio prato

non era proprio il caso di rischiare

di sprecar con lei dell’altro fiato.

Andò ringhiando sempre la cagnetta

girando intorno al prato e alla casetta.

Abbaiava con tal grande accanimento

che alfin crollai esausta per sfinimento.

 

Danila Oppio

Published in: on dicembre 12, 2016 at 06:51  Comments (3)