Chissà la meraviglia delle farfalle

L’operosità delle formiche.
Il miracolo del miele.
Il canto delle cicale incessante.
La fedeltà del cane.
L’elegante indipendenza del gatto.
Il pianto del bambino nella notte.
La corsa del fiume.
La rabbia del mare.
La dignità dell’albero.
La Natura non si ferma mai, ci fermeremo noi.

Maria Attanasio

Published in: on luglio 10, 2017 at 07:35  Comments (7)  

Come se d’incanto

io ritrovassi i miei vent’anni
in una città sconosciuta
della quale porto le sue strade
fluide nelle vene;
e con i miei pochi anni
la possibilità di scegliere (ancora)
il male minore,
fingere di avere una qualunque ambizione
e andare.

Maria Attanasio

Published in: on giugno 24, 2017 at 06:52  Comments (4)  

L’utilità della poesia nella vita quotidiana

Una poesia che contenga la gioia e la noia
del sabato sera,
la bestemmia e la preghiera,
Io e l’Es,
il coglione di turno,
il bacio di Giuda
e una madre che allatta,
la teoria quantistica dei campi,
la cura giusta per la della sindrome “sgombroide”,
la ricetta per l’uomo ideale,
una poesia che descriva l’eleganza
della cornice del mio diploma magistrale,
che sia rimedio ai tuoi errori,
unguento miracoloso per i miei dolori,
buona come il caffè corretto all’anice,
intelligente anche in controluce,
una poesia senza refusi,
senza intrusi ispiratori,
che mi guidi la notte,
che mi permetta di comprare un’auto
da tenere sotto le finestre.

Maria Attanasio

Published in: on maggio 24, 2017 at 07:19  Comments (8)  

Sono io

Che da viva vorrei poter afferrare il Cielo
Con una mano sola
E con l’altra ancorarmi radice
Alla Terra.

Maria Attanasio

Published in: on maggio 1, 2017 at 07:05  Comments (7)  

Voglio scrivere una poesia

 

Voglio scrivere una poesia che sia rimedio per ogni delusione
Che faccia triangolo con il tuo nuovo amore
Che mi sia quando c’è pioggia ombrello
Che ti scopra coraggioso sul più bello.
Una poesia che mi aiuti a scrivere il romanzo del secolo
Che sia un fiume e non semplice canale di scolo con parole nuove che facciano male
Che sia vendetta urlata come titolo esplosivo sul Giornale.
Una poesia che arrivi a chi di poesia non capisce niente
Che lavora variando nella bocca della gente
Per quelli che non leggono le poesie lunghe
Anche se dovrebbero essere a spalare fango con le vanghe.
E finalmente anch’ io cattiva
Come il mio unico idolo Caligola.

Maria Attanasio

Published in: on aprile 17, 2017 at 07:43  Comments (7)  

Madre

Non molte altre vite
avrei voluto vivere,
ma almeno una
in cui a sei anni
mi tieni per mano
mi riporti a casa
dopo il mio primo giorno di scuola,
per sempre.

Maria Attanasio

Published in: on marzo 31, 2017 at 07:20  Comments (6)  

Chiacchiere a gogò

Fatti un viaggio nella mia testa
quanto basta per capire
che va tutto bene,
fatti un tuffo nel mio passato,
passa un dito su ogni mia cicatrice,
pensa al mio incerto futuro
e poi parla con me prima di parlare di me.

Maria Attanasio

Published in: on marzo 18, 2017 at 07:22  Comments (7)  

Luce di(versi) specchi

Di un sogno ricordo una terra distante 

e quel che rimase, era solo stanchezza

 

Come acqua che poi zampilla ad ogni fontana

con voce amica mi raggiunse il riposo

 

Negl’occhi ho la nebbia è bizzarro poi il fatto

ho soltanto memoria che della luce che avevo

solo se mi stringeva la mano

 

E come riflessa dentro uno specchio

scorgevo me giovane

diventare felice anche da vecchio

 

Maria Attanasio e Pierluigi Ciolini

Published in: on febbraio 16, 2017 at 06:50  Comments (1)  

In risalita

Le mani libere a costruire
Le gambe a prendere treni in corsa
La gola protesa
La voce a cantare
La testa a pensare
Il letto a masticare
I cani a passeggiare
I libri a seminare per casa
Il pianto a schiudere arterie
Il sangue fluido nelle vene
La penna veloce
Il foglio infinito
In risalita.

Maria Attanasio

Published in: on dicembre 13, 2016 at 07:11  Comments (1)  

Il bacio sulla fronte

Lo vedi
il cuore nella mano
La mano sul cuore
Lo sguardo lontano
Sulla bocca lo stupore
Di un destino
Lasciato andare
Col bacio sulla fronte
Verso altra sorte.
Il bacio sulla fronte
Era per me che non amavo
Lasciarti a casa
Andare a scuola
Ad annoiarmi a morte
Senza capire che le scarpe rotte
Servivano pure per imparare
A non fidarsi
A non dare tutto per scontato
Ti ho chiuso gli occhi
Ma tu ancora mi guardi.

Maria Attanasio

Published in: on dicembre 4, 2016 at 07:06  Comments (1)