Dell’amore sii (un po’)

BE OF LOVE (A LITTLE)

Be of love(a little)
More careful
Than of everything
guard her perhaps only

A trifle less
(merely beyond how very)
closely than
Nothing, remember love by frequent

anguish(imagine
Her least never the most
memory)give entirely each
Forever its freedom

(Dare until a flower,
understanding sizelessly sunlight
Open what thousandth why and
discover laughing)

§

Dell’amore sii (un po’)
Più premuroso
Che del resto
proteggila forse soltanto

Un poco meno
(appena più di molto)
più vicina di
Nulla, ricorda amore con frequente

spasimo (immagina di
Lei ogni minimo mai con massima
memoria) intera dona a ciascuno
Sempre la sua libertà

(Osa finché un fiore,
comprendi smisuratamente il sole
Apri ogni milionesimo perché e
scopri il ridere)

EDWARD ESTLIN CUMMINGS

Annunci
Published in: on settembre 15, 2016 at 07:07  Lascia un commento  

Come è meraviglioso il mare

AS IS THE SEA MARVELOUS

as is the sea marvelous
from god’s
hands which sent her forth
to sleep upon the world

and the earth withers
the moon crumbles
one by one
stars flutter into dust

but the sea
does not change
and she goes forth out of hands and
she returns into hands

and is with sleep….

love,
the breaking

of your
soul
upon
my lips

§

Come è meraviglioso il mare
inviato dalle mani di Dio
a dormire sul mondo

e la terra inaridisce
la luna crolla
una a una
le stelle si polverizzano frullando

ma il mare
non muta
e procede dalle mani
e torna alle mani

ed è col sonno….

amore,
l’infrangersi

della tua
anima
sulle
mie labbra

EDWARD ESTLIN CUMMINGS

Published in: on giugno 10, 2016 at 07:27  Comments (1)  

Nel tempo dei narcisi

IN TIME OF DAFFODILS

in time of daffodils (who Know
the goal of living is to grow)
forgetting why, remember how
in time of lilacs who proclaim
the aim of waking is to dream,
remember so (forgetting seem)
in time of roses (who amaze
our now and here with paradise)
forgetting if, remember yes
in time of all sweet things beyond
whatever mind may comprehend,
remember seek (forgetting find)
and in a mistery to be
(when time from time shall set us free)
forgetting me, remember me.

§

Nel tempo dei narcisi ( che sanno
che lo scopo di vivere è crescere)
dimenticando il perchè, ricorda come
nel tempo dei lillà che proclamano
che il fine della veglia è sognare,
ricordalo (mostra di dimenticare)
nel tempo delle rose (che ci meravigliano
qui ed ora col paradiso)
dimenticando il se, ricorda il sì
nel tempo d’ogni cosa dolce oltre
tutto quanto la mente può comprendere
ricorda cerca (dimenticando trova)
e in un mistero a venire

(quando il tempo dal tempo ci salverà)
tu ricordati di me, dimenticandomi.
 .
EDWARD ESTLIN CUMMINGS
Published in: on novembre 26, 2014 at 07:49  Comments (2)  

Tu sei stanca

You are tired,
(I think)
Of the always puzzle of living and doing;
And so am I.

Come with me, then,
And we’ll leave it far and far away—
(Only you and I, understand!)

You have played,
(I think)
And broke the toys you were fondest of,
And are a little tired now;
Tired of things that break, and—
Just tired.
So am I.

But I come with a dream in my eyes tonight,
And knock with a rose at the hopeless gate of your heart—
Open to me!
For I will show you the places Nobody knows,
And, if you like,
The perfect places of Sleep.

Ah, come with me!
I’ll blow you that wonderful bubble, the moon,
That floats forever and a day;
I’ll sing you the jacinth song
Of the probable stars;
I will attempt the unstartled steppes of dream,
Until I find the Only Flower,
Which shall keep (I think) your little heart
While the moon comes out of the sea.

§

Tu sei stanca,
(Credo)
Dell’eterno puzzle di vivere e agire;
Anch’io.

Vieni con me, allora,
E andiamocene molto lontano —
(Io e te soli, capito!)

Hai giocato,
(Credo)
E hai rotto i tuoi giocattoli più cari,
E ora sei un po’ stanca;
Stanca di cose che si rompono —
Solo stanca.
Anch’io.

Ma vengo con un sogno negli occhi stasera,
E busso con una rosa alla porta del tuo cuore disperato —
Aprimi!
Ti mostrerò luoghi che Nessuno conosce
E, se vuoi,
I posti perfetti per dormire.

Ah, vieni con me!
Soffierò quella bolla meravigliosa, la luna,
Che galleggia sempre e un giorno
Ti canterò la canzone giacinto
Delle stelle probabili;
Mi avventurerò per le tranquille steppe del sogno,
Fino a trovare l’Unico Fiore,
che serba (credo) il tuo piccolo fiore
Quando la luna sorge dal mare.

EDWARD ESTLIN CUMMINGS

Published in: on maggio 20, 2014 at 06:57  Comments (3)  

Da qualche parte

SOMEWHERE

Somewhere i have never travelled, gladly beyond
any experience, your eyes have their silence:
in your most frail gesture are things which enclose me,
or which i cannot touch because they are too near

your slightest look will easily unclose me
though i have closed myself as fingers,
you open always petal by petal myself as Spring opens
(touching skilfully, mysteriously) her first rose

or if your wish be to close me, i and
my life will shut very beautifully, suddenly,
as when the heart of this flower imagines
the snow carefully everywhere descending;
nothing which we are to perceive in this world equals
the power of your intense fragility: whose texture
compels me with the color of its countries,
rendering death and forever with each breathing

(i do not know what it is about you that closes
and opens; only something in me understands
the voice of your eyes is deeper than all roses)
nobody, not even the rain, has such small hands

§

Da qualche parte ove non ho mai viaggiato,  gioiosamente aldilà

 D’ogni esperienza, gli occhi tuoi hanno il loro silenzio.

Nel tuo gesto più lieve è un qualcosa che mi cattura

O che non posso toccare, perché mi è troppo vicino.

Uno sguardo tuo, il più rapido dei tuoi sguardi mi dischiuderà

Sebbene mi sia chiuso in me come si chiudono le dita nella mano

Tu poi sempre mi schiudi, petalo dopo petalo, come la Primavera

Apre (con tocco esperto, nel mistero) la sua prima rosa.

O se vuoi essere vicina a me, la mia vita e me stesso

Ci chiuderemo a riccio, all’improvviso, splendidamente

Come quando il cuore di questo fiore si raffigura

La neve che scende piena di cura, in ogni dove.

Non sentiremo nulla, nulla in questo mondo

Che il potere eguagli della tua fragilità intensa

Le cui forme mi stringono nei colori delle sue terre

Donando morte ed eternità ad ogni suo respiro.

(Non so cosa in te abbia il potere di chiudere e aprire

Soltanto, in me qualcosa mi dice

Che la voce dei tuoi occhi è più profonda di ogni rosa)

Nessuno, neanche la pioggia, ha mani più minute.

EDWARD ESTLIN CUMMINGS

Published in: on marzo 9, 2014 at 07:19  Comments (2)