Saluto

SALUTATION

O generation of the thoroughly smug

and thoroughly uncomfortable,

I have seen fishermen picnicking in the sun,

I have seen them with untidy families,

I have seen their smiles full of teeth

and heard ungainly laughter.

And I am happier than you are,

And they were happier than I am;

And the fish swim in the lake

and do not even own clothing.

 

§

O generazione dei profondamente soddisfatti di sé

e profondamente inquieti,

Ho visto i pescatori far merenda al sole,

Li ho visti con le loro famiglie sbrindellate,

Ho visto i loro sorrisi pieni di denti

e udito scomposte risa.

E sono più felice di voi,

Ed essi più felici di me;

E i pesci nuotano nel lago

e non posseggono nemmeno panni da vestire.

 

EZRA POUND

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Published in: on maggio 12, 2017 at 07:39  Comments (3)  

Francesca

You came in out of the night
And there were flowers in your hand,
Now you will come out of a confusion of people,
Out of a turmoil of speech about you.

I who have seen you amid the primal things
Was angry when they spoke your name
IN ordinary places.
I would that the cool waves might flow over my mind,
And that the world should dry as a dead leaf,
Or as a dandelion see-pod and be swept away,
So that I might find you again,
Alone.

§

Venivi innanzi uscendo dalla notte
recavi fiori in mano
ora uscirai fuori da una folla confusa,
da un tumulto di parole intorno a te.
Io che ti avevo veduta fra le cose prime
mi adirai quando sentii dire il tuo nome
in luoghi volgari.
Avrei voluto che le onde fredde sulla mia mente fluttuassero
e che il mondo inaridisse come una foglia morta,
o vuota bacca di dente di leone, e fosse spazzato via,
per poterti ritrovare,
sola.

EZRA POUND

Published in: on luglio 7, 2015 at 07:03  Comments (3)  

Il cervo bianco

THE WHITE STAG

I ha’ seen them ‘mid the clouds on the heather.
Lo! they pause not for love nor for sorrow,
Yet their eyes are as the eyes of a maid to her lover,
When the white hart breaks his cover
And the white wind breaks the morn.

‘’Tis the white stag, Fame, we’re a-hunting,
Bid the world’s hounds come to horn!’

§

Li ho visti tra le nuvole sull’erica.

Eccoli! Non sostano né per amore né per dolore,

Eppure i loro sguardi sono quelli di un’innamorata,

Quando il cervo bianco irrompe dal coperto

E il vento bianco rompe il mattino.

“E’ Fama, il cervo bianco, che inseguiamo,

Chiamate la muta del mondo a raccolta!”.

EZRA POUND

Published in: on giugno 20, 2014 at 07:07  Comments (5)  

Prologo di Natale

CHRISTMAS PROLOGUE

Echo of the angels singing “Exultasti:”

Silence is born of many peaceful things,
Thus is the starlight woven into strings
Whereon the Powers of peace make sweet accord.
Rejoice, oh Earth, thy Lord
Hath chosen Him is holy resting-place.
Lo, how the wingèd sign
Flutters above that hallowed chrysalis.
IN THE AIR
The invisible spirit of the star answer them:
Bend, in your singing, gracious potencies,
Bend low above your ivory bows and gold!
That which ye know but dimly hath been wrought
High in the luminous courts and azure ways:
Bend in your praise;
For though your subtle thought
Sees but in part the source of mysteries,
yet are ye bidden in your songs, sing this:
“Gloria! gloria in excelsis
Pax in terra nunc natast”
Angel continuing in song:
Sheperds and kings, with lambs and frankincense
Go and atone for mankind’s ignorance:
Make ye soft savour from your ruddy myrrh.
Lo, how God’s son is turned God’s almoner.
Give ye this little
Wre he give ye all.
.
§
.
Eco degli Angeli che cantano Exultasti
Nasce il silenzio da molte quiete
Così la luce delle stelle si tesse in corde
Con cui le Potenze di pace fanno dolce armonia.
Rallegrati, o Terra, il tuo Signore
Ha scelto il suo santo luogo di riposo.
Ecco, il segno alato
Si libra sopra quella crisalide santa.

L’invisibile Spirito della Stella risponde loro:

Inchinatevi nel vostro canto, potenze benigne.
Prostratevi sui vostri archi di avorio e oro!
Ciò che conoscete solo indistintamente è stato fatto
Su nelle corti luminose e azzurre vie:
Inchinatevi nella vostra lode;
Perché se il vostro sottile pensiero
Non vede che in parte la sorgente di misteri
Pure nei vostri canti, siete ordinati di cantare:
“Gloria! Gloria in excelsis
Pax in terra nunc natast”.

Angeli, che proseguono con il loro canto:

Pastori e re, con agnelli e incenso
Andate ed espiate l’ignoranza dell’umanità:
Con la vostra mirra rossa fate sapore dolce.
Ecco, che il figlio di Dio diventa l’elemosiniere di Dio.
Date questo poco
Prima che egli vi dia tutto..

EZRA POUND
Published in: on dicembre 24, 2013 at 07:25  Comments (5)  

Quello che veramente ami rimane

What thou lovest well remains,
the rest is dross
What thou lov’st well shall not be reft from thee
What thou lov’st well is thy true heritage
Whose world, or mine or theirs
or is it of none?
First came the seen, then thus the palpable
Elysium, though it were in the halls of hell,
What thou lovest well is thy true heritage

The ant’s a centaur in his dragon world.
Pull down thy vanity, it is not man
Made courage, or made order, or made grace,
Pull down thy vanity, I say pull down.
Learn of the green world what can be thy place
In scaled invention or true artistry,
Pull down they vanity,
Paquin pull down!
The green casque has outdone your elegance.

“master thyself, then others shall thee beare”
Pull down thy vanity
Thou art a beaten dog beneath the hail,
A swollen magpie in a fitful sun,
Half black half white
Nor knowst’ou wing from tail
Pull down thy vanity
Fostered in falsity,
Pull down thy vanity,
Rathe to destroy, niggard in charity,
Pull down thy vanity,
I say pull down.

But to have done instead of not doing
this is not vanity
To have, with decency, knocked
That a Blunt should open
To have gathered from the air a live tradition
or from a fine old eye the unconquered flame
This is not vanity.
Here error is all in the not done,
all in the diffidence that faltered . . .

§

Quello che veramente ami rimane,
il resto è scorie
Quello che veramente ami non ti sarà strappato
Quello che veramente ami è la tua vera eredità
Il mondo a chi appartiene, a me, a loro
o a nessuno?
Prima venne il visibile, quindi il palpabile
Elisio, sebbene fosse nelle dimore d’inferno,
Quello che veramente ami e’ la tua vera eredita’
La formica e’ un centauro nel suo mondo di draghi.
Strappa da te la vanità, non fu l’uomo
A creare il coraggio, o l’ordine, o la grazia,
Strappa da te la vanità, ti dico strappala
Impara dal mondo verde quale sia il tuo luogo
Nella misura dell’invenzione, o nella vera abilità dell’artefice,
Strappa da te la vanità,
Paquin strappala!
Il casco verde ha vinto la tua eleganza.
“Dominati, e gli altri ti sopporteranno”
Strappa da te la vanità
Sei un cane bastonato sotto la grandine,
Una pica rigonfia in uno spasimo di sole,
Metà nero metà bianco
Né distingui un’ala da una coda
Strappa da te la vanità
Come son meschini i tuoi rancori
Nutriti di falsità.
Strappa da te la vanità,
Avido di distruggere, avaro di carità,
Strappa da te la vanità,
Ti dico strappala.
Ma avere fatto in luogo di non avere fatto
questa non è vanità. Avere, con discrezione, bussato
Perché un Blunt aprisse
Aver raccolto dal vento una tradizione viva
o da un bell’occhio antico la fiamma inviolata
Questa non è vanità.
Qui l’errore è in ciò che non si è fatto, nella diffidenza che fece esitare.

EZRA POUND            (da “Canti Pisani” – Canto LXXXI)

Published in: on luglio 14, 2013 at 06:50  Comments (1)  

Histrion

Lightsphere

No man hath dared to write this thing as yet,
And yet I know, how that the souls of all men great
At times pass athrough us,
And we are melted into them, and are not
Save reflexions of their souls.
Thus am I Dante for a space and am
One Francois Villon, ballad-lord and thief,
Or am such holy ones I may not write
Lest blasphemy be writ against my name;
This for an instant and the flame is gone.
‘Tis as in midmost us there glows a sphere
Translucent, molten gold, that is the “I”
And into this some form projects itself:
Christus, or John, or eke the Florentine;
And as the clear space is not if a form’s
Imposed thereon,
So cease we from all being for the time,
And these, the Masters of the Soul, live on.

§

Nessuno mai osò scrivere questo,
ma io so come le anime dei grandi
talvolta dimorano in noi,
e in esse fusi non siamo che
il riflesso di queste anime.
Così son Dante per un po’ e sono
un certo Francois Villon, ladro poeta
o sono chi per santità nominare
farebbe blasfemo il mio nome;
un attimo e la fiamma muore.
Come nel centro nostro ardesse una sfera
trasparente oro fuso, il nostro “Io”
e in questa qualche forma s’infonde:
Cristo o Giovanni o il Fiorentino;
e poi che ogni forma imposta
radia il chiaro della sfera,
noi cessiamo dall’essere allora
e i maestri delle nostre anime perdurano.

EZRA POUND

Published in: on aprile 22, 2013 at 07:01  Comments (2)  

Canzone

SONG

Love thou thy dream
all base love scorning,
love thou the wind
and here take warning
that dreams alone can truly be,
for ‘tis in dream I come to thee.

§

Ama il tuo sogno
ogni inferiore amore disprezzando,
ama il vento
ed accorgiti qui
che  solo i sogni possono  esistere veramente,
perciò in sogno a raggiungerti m’avvio.

EZRA POUND

Published in: on aprile 5, 2012 at 07:43  Comments (2)  
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La soffitta

THE GARRET

Come, let us pity those who are better off than we are.

Come, my friend, and remember

that the rich have butlers and no friends,

And we have friends and no butlers.

Come, let us pity the married and the unmarried.

Dawn enters with little feet

like a gilded Pavlova

And I am near my desire.

Nor has life in it aught better

Than this hour of clear coolness

the hour of waking together.

§

Vieni, compiangiamoli quelli che stanno meglio di noi.

Vieni, amica, e ricorda

che i ricchi han maggiordomi e non amici,

E noi abbiamo amici e non maggiordomi.

Vieni, compiangiamo gli sposati e i non sposati.

L’aurora entra a passettini

come una dorata Pavlova,

E io son presso al mio desiderio.

Nè ha la vita in sé qualcosa di migliore

Che quest’ora di chiara freschezza,

l’ora di svegliarsi in amore.

EZRA POUND

Una ragazza

A GIRL

The tree has entered my hands,
the sap has ascended my arms,
the tree has grown in my breast – downward,
the branches grow out of me, like arms.

Tree you are, moss you are,
you are violets with wind above them.
A child – so high – you are,
and all this is folly to the world.

§

L’albero m’è penetrato nelle mani,
La sua linfa m’è ascesa nelle braccia,
L’albero m’è cresciuto nel seno –
Profondo,
I rami spuntano da me come braccia.
Sei albero,
Sei muschio,
Sei violette trascorse dal vento –
Creatura – alta tanto – tu sei,
E tutto questo è follia al mondo.

EZRA POUND

Published in: on novembre 18, 2010 at 07:25  Comments (4)  
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Commissione

COMMISSION

Go, my songs, to the lonely and the unsatisfied,
Go also to the nerve wracked, go to the enslaved by convention,
Bear to them my contempt for their oppressors.
Go as a great wave of cool water,
Bear my contempt of oppressors.

Speak against unconscious oppression,
Speak against the tyranny of the unimaginative,
Speak against bonds.
Go to the bourgeoise who is dying of her ennuis,
Go to the women in suburbs.
Go to the hideously wedded,
Go to them whose failure is concealed,
Go to the unluckily mated,
Go to the bought wife,
Go to the woman entailed.

Go to those who have delicate lust,
Go to those whose delicate desires are thwarted,
Go like a blight upon the dullness of the world,
Go with your edge against this,
Strengthen the subtle cords,
Bring confidence upon the algae and the tentacles of the soul.

Go in a friendly manner,
Go with an open speech.
Be eager to find new evils and new good,
Be against all forms of oppression.
Go to those who are thickened with middle age,
To those who have lost their interest.
Go to the adolescent who are smothered in family___
Oh how hideous it is
To see three generations of one house gathered together!
It is like an old tree with shoots,
And with some branches rotted and falling.

Go out and defy opinion,
Go against this vegetable bondage of the blood.
Be against all sorts of mortmain.

§

Andate, mie canzoni, dai solitari e dagli insoddisfatti,
Andate anche da chi ha i nervi a pezzi, dagli schiavi delle convenzioni,
Portate loro il mio disprezzo per i loro oppressori.
Andate come un’onda d’acqua fresca,
portate il mio disprezzo per gli oppressori.

Parlate contro l’oppressione inconscia,
Parlate contro la tirannia di chi è privo di fantasia,
Parlate contro i vincoli.
Andate dalla borghesia che sta morendo della propria noia,
Andate dalle donne dei sobborghi.
Andate da quelle orrendamente maritate,
Andate da coloro il cui fallimento è celato,
Andate dai malaccompagnati,
Andate dalla moglie comprata,
Andate dalla donna ereditata.

Andate da coloro che hanno una concupiscenza delicata,
Andate da coloro i cui desideri delicati vengono frustrati,
Andate come peste sull’ottusità del mondo;
Andate contro di essa con il vostro taglio,
Rafforzate le corde sottili,
Recate fiducia alle alghe e ai tentacoli dell’anima.

Andate in maniera amichevole,
Andate con parlar aperto,
Siate tesi a scoprire nuovi mali, nuovi beni,
Siate contro ogni forma di oppressione.
Andate da coloro che sono ispessiti dalla mezza età,
Da coloro che hanno perso ogni tipo d’interesse.

Andate dagli adolescenti soffocati dalle famiglie-
Oh quanto è odioso
Vedere tre generazioni della stessa famiglia riunite!
E’ come un vecchio albero con dei germogli,
E con alcuni rami marci e cadenti.

Andate e sfidate l’opinione pubblica,
Andate contro questa schiavitù vegetale del sangue.
Siate contro ogni forma di manomorta.

EZRA POUND