Tenevo il viso

Tenevo il viso fra le palme ascoso.
Star con lui mi pareva, essergli unita
da lungo tempo, ed ei mi domandava
di quegli anni lontani, amari tanto.
Io tutto tutto gli dicevo. Alfine
tolsi le man dal viso, e nello specchio
guardai se i miei capelli erano bianchi.

ANTONIO FOGAZZARO

Published in: on gennaio 27, 2020 at 07:16  Comments (1)  

Ritorno sul lago

Occupan l’alto lago
densi vapori e piove.
Lontan lontano move
per la nebbia profonda
di miste voci un’onda
dolce, tranquilla e grave.

Sol cupe acque deserte
l’intento sguardo vede
Continua procede,
s’appressa via via
l’ignota melodia
dolce, tranquilla e grave.

Ed ecco tra i vapori
mostran lor punta bruna,
escono ad una ad una,
qua e là s’ affannan carche
le picciolette barche
della gente che canta.

Vengono e vanno i remi,
vengono e vanno i canti
tra cumuli fragranti
del fien raccolto allora;
si rizza sulla prora
capretta impaziente.

Tornan dai solitari
campi dell’altro lido
gli agricoltori al fido
tetto, a’ vecchi parenti,
bamboli innocenti,
alla notturna pace.

Così vi si conceda,
fornita l’opra e pieni
i vostri dì, sereni I
drizzar di messe carche
le picciolette barche
ai lidi del mistero.
Vi attende un tetto fido,
e coi vecchi parenti
coi bamboli  innocenti
cui vi porranno appresso
un salutar sommesso;
poi, del Signor la pace,

ANTONIO FOGAZZARO

Published in: on giugno 30, 2014 at 07:42  Comments (3)  

M’ama, non m’ama

M’ama, non m’ama. Senza uccider fiori,
dirmi così da tutto l’universo
ascolto sempre e dal mio core istesso;
starò a veder su qual dei due si ferma.
No, non domando al fior. Se il fior sapesse
gli chiederei soltanto s’è felice.
Ma il fior l’ignora, e chi potrebbe dirlo
mi niega per pietà questo conforto.
Un pensier mi ferisce. E se il poeta
s’accendesse d’amor per le soavi
figure ch’egli crea! Strano pensiero!
Davver di questi non ne avevo un tempo.

ANTONIO FOGAZZARO

Published in: on maggio 26, 2013 at 07:25  Comments (1)